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02/12/2009

«Berlusconi non c´entra con la mafia»

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Fini telefona a Ballarò: «Nulla da chiarire. Il premier governi ma rispetti gli altri poteri»

ROMA - Ha suscitato una tempesta politica la pubblicazione online di un fuorionda di Gianfranco Fini con il procuratore dell'Aquila. Fini parla di un premier che «confonde il suo consenso con l'immunità», definisce le rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza sul premier «una vera bomba atomica». Berlusconi furibondo fa replicare il portavoce del Pdl Capezzone: la linea su giustizia e pentiti è stata decisa dal Pdl, Fini spieghi se è d'accordo. Il presidente della Camera ribatte quindi in serata telefonando in diretta a Ballarò: «Berlusconi non c'entra nulla con la mafia. Ma io non ho nulla da chiarire e non cambio opinione, chi governa deve rispettare gli altri poteri».

IN STUDIO - «Il governo fino a quando ha la maggioranza ha il dovere di garantire gli impegni presi con gli elettori» aggiunge Fini, rivolto al ministro dei Beni Culturali Bondi presente in studio: «Al mio amico Bondi con amabilità dico che io sono presidenzialista convinto dai tempi in cui lui militava col Pci, non ho cambiato opinione» ma «il presidenzialismo che c'è negli Stati Uniti o in Francia presuppone che ci sia da parte del capo dell’esecutivo innanzitutto rispetto verso gli altri poteri che in una democrazia ben organizzata garantiscono pesi e contrappesi». Questo «vuol dire che Berlusconi eletto dal popolo, seppure in modo improprio perché noi siamo una democrazia parlamentare ma sulla scheda elettorale c’è il nome del capo del candidato premier, ha il dovere di continuare a governare, ha il diritto di governare e il dovere di rispettare gli altri poteri: quello giudiziario, il Parlamento e ovviamente tutti gli organismi di garanzia che nella nostra Costituzione ci sono e hanno prerogative ben precise, la Corte Costituzionale, il Capo dello Stato, le varie magistrature». «Non mi si dica che è una novità - ha insistito Fini - perché queste cose le ho dette in privato a Berlusconi, in pubblico in mille circostanze. Non ho nulla da chiarire e su questo non cambio opinione». A Bondi che ha controbattuto affermando che «non c’è identico rispetto di una parte della magistratura nei confronti del potere politico», Fini non ha risposto congedandosi: «Credo che i telespettatori abbiano compreso il senso delle mie dichiarazioni...».
corriere.it                inserito da michele de lucia



Inserito da:
Michele De Lucia - michelepositano58@libero.it

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