Personale di FATHI HASSAN 3 Dicembre - 3 Gennaio 2010
Conferenza stampa di presentazione mercoledì 2 dicembre, ore 11,30
Inaugurazione: Giovedì 3dicembre 2009, ore 19,00
Circa trenta opere tra disegni, sculture e dipinti realizzate da Fathi Hassan con tecniche diverse saranno presentate il 3 dicembre alla Domus Artis Gallery, che con questo artista di livello internazionale inaugura anche i suoi nuovi spazi. Tutto il lavoro di Hassan, vive dentro un pensiero di pittura-scrittura. Il deserto, il bianco e il silenzio divengono simboli e tracce dei suoi avi e della loro spiritualità che si ritrovano nei contenitori di memoria, sogni, luce, e nella serie di opere dedicate alle figure di santi, guerrieri neri, Madonne, foglie, mappe del mondo sacro. Hassan trasferisce nei suoi dipinti con colori solari e smaglianti, paesaggi e leggende di una terra antica. Nei suoi lavori si avverte sempre la incontenibile energia prodotta da un rapporto puro con la natura e con la vita stessa. Lontano da omologazioni senza tracce informali realizza un personalissimo linguaggio per raccontare la storia della sua terra. Tra arcaismo e postmodernità, realismo e onirismo, l’artista, attraverso la sua anima incontaminata e la sua gioia assoluta, forse incomprensibile alla sensibilità occidentale realizza composizioni che trasportano in un mondo di favola e un universo ricco di vibrazioni. L’esposizione risultato storico di stratificazioni culturali e di tagli geologici restituisce un rassicurante archivio della memoria dove le opere stesse intendono evocare atmosfere simboliche, sostenendo un’idea di primordialità nella quale si realizza un rapporto di simbiosi degli esseri viventi con la natura, sola e assoluta divinità che governa il mondo. Con estrema libertà, Hassan ci regala scenari luminosi anche se a volte legati ad una continua lotta per la sopravvivenza partecipando attivamente al ritmo della vita e rappresentando in modo grottesco, ma elegante l’uomo che perde la sua centralità. Hassan riempie lo spazio dei supporti con forme e segni e tanti colori dialogando con il mondo attraverso figure apotropaiche, tutti personaggi fatti di cifre e di stilemi che si ripetono tra accostamenti e abbinamenti e dove la prospettiva viene negata. Tutto il lavoro si presenta come un percorso intorno ad un perimetro mai completamente delimitato, un avvicinamento per gradi a qualcosa che si allontana sempre per riavvicinarsi e scoprire in questo movimento, la sua potenza .Sotto il frammento della materia e dietro la pena della separazione riconosce la forza dell’unità, il richiamo di un’origine che non riguarda più solo lui ma si apre all’universo intero. Spesso usa la sabbia del deserto segno tangibile della nostalgia della terra magrebina, ma anche elemento fisico che concede colore puro e lo spunto per inventare una qualità tridimensionale, segno dello scorrere del tempo del disperdersi nel nulla e dell’eterno ritorno di ogni cosa all’infinito. L’evocativo uso della sabbia, il candore del gesso, il nero delle mobili scritture dal significato incomprensibile, le citazioni fossili ordinatamente sparse danno forma a orizzonti e paesaggi lontani, irreali presenze umane, dromedari che assumono le sembianze di angeli, percorsi aperti verso l’infinito e contenitori di storia, mitologia sogno e realtà, presente e passato. I suo simboli contengono il sapore del deserto, della religione tramandata oralmente che sempre in Nubia si mescola alla favola e al mito delle origini. Rielaborazioni concettuali personalissime dove la memoria della millenaria storia di questo continente rivive e si materializza nel presente storico di un occidente che al contrario sembra aver dimenticato le sue radici. Enormi vasi costruiti con un arabesco di segni divengono contenitori di luce o contenitori sacri o celestiali giocati su un bicromismo di tinte inedite difficili, nero tulipano e oro.
Scheda tecnica
Titolo Evento: “Kenuz” Artista: Fathi Hassan, nasce a Il Cairo nel 1957, da famiglia Nubiana. E’ in Italia dal 1979. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1984 con una tesi sull’influenza dell’arte africana nel cubismo. Nel 1988 è il primo artista africano presente alla sezione Aperto 88- Biennale di Venezia. Durante i suoi studi entra in contatto con il gruppo teatrale “Falso Movimento” maturando anche un’esperienza di attore e collaboratore nello spettacolo teatrale “Otello” incontrando alcuni intellettuali partenopei quali Lucio Amelio, Filiberto Menna, Gabriele Perretta, Eduardo di Mauro, Enrico Crispolti divenuti ben presto amici e sostenitori della sua arte. Nel gennaio del 2002 viene segnalato alla Biennale di Dakar. Nel dicembre del 2008 è presente a Villa Pisani Venezia con un’antologica che racchiude vari momenti del suo percorso artistico. Il Metropolitan Museum di New York City acquisisce una sua opera intitolata “Santa Moderna 1998” .2005 Washinghton DC, Textures, Smithsonian National Museum of African Art- 2009 New York, Adorned/ Unadorned Skoto Gallery- 2009 Biennale di Venezia. E poi Nederlands Arnehem Museum “Invites”, Milano Spazio Moroso “Mafrique”, Venezia Aud. S. Margherita “Acqua Musica” Sede: Domus Artis Gallery, Via Vincenzo Cuoco 4, 80121, Napoli 081-6063111 Amministratore Unico Andrea Ingenito Direttore Artistico Milena Grosso Nuovo spazio espositivo, dal design contemporaneo lineare, con un mix di stile e luci minimal. Luogo di incontro, caffè, art gallery. Ospita performance d’arte tra le più originali. Sempre aperto dal Martedi al Venerdi dalle 11,00 alle 19,30 orario continuo sabato dalle 11.00 alle 13.30, per un nuovo concetto d’arte, da godere tra scambi conviviali. Periodo: 3 dicembre 2009- 3 Gennaio 2010 Organizzazione: Domus Artis, nasce da una solida e comprovata esperienza decennale del suo fondatore Andrea Ingenito e si occupa di intermediazione d’arte contemporanea su tutto il territorio nazionale. Ha uno staff di professionisti esperti nella valutazione e proposizione di opere d’arte uniche, realizzate da grandissimi maestri fautori delle ultime avanguardie storiche che da straordinari artisti emergenti, creando un elevato grado di soddisfazione dei propri collezionisti. Segnalazione del critico d'arte Maurizio Vitiello.