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24/11/2009

POSITANO VERSO LE ELEZIONI: UN LABORATORIO PER IL TURISMO

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Ci sono delle località che appartengono al mondo e ne fecondano di desideri l'immaginario collettivo. Positano  in costiera amalfitana è una di queste per diversi ordini di motivi. Perchè: 1) di qui è passata e si è fermata una consistente e prestigiosa fetta della comunità letteraria internazionale e ne ha cantato le bellezze da incanto; 2) è stato nel corso dei decenni dell'ultimo cinquantennio uno straordinario set cinematografico per film che hanno fatto storia; 3)  è stata cornice magica di travolgenti e chiacchierate storie d'amore del jet set di tutti i continenti; 4) vi hanno cercato e trovato pause di relax per l'otium creativo pittori e musicisti di grido; 5) il mondo della imprenditoria e della finanza che conta, vi ha trovato la serenità per ipotizzare patti per investimenti di ampio respiro; 6) il mondo dello spettacolo nazionale ed internazionale vi si è dato appuntamento per rigenerarsi nell'anima e nel corpo prima di riprendere il lavoro sui palcoscenici o nel piccolo schermo; 7) l'inventiva e la laboriosità degli abitanti ha trasformato il mercato "povero" delle "pezze" in una linea di moda che ha fatto e fa tendenza; 8) alberghi di prestigio hanno scalato il guiness dei primati per la grande professionalità degli operatori; 9) gli abitanti sono riusciti a creare un clima di calda accoglienza pur nel rispetto della privacy degli ospiti; 10) gli amministratori sono riusciti a mantenere intatto e quasi vergine un territorio che incanta e seduce; ecc. ecc. ecc.
Ma, forse, la cosa più importante è che si trova in una posizione strategica sul mediterraneo e al centro di un'area di straordinario richiamo turistico a livello internazionale.
Questa la cornice: alla sua destra si spalanca un orizzonte di terra e di mare che, al di là di Punta Campanella, espone gioielli come Capri, Sorrento con tutti i graziosi borghi a ricamo di colline e a volo di mare della sua penisola, la baia di Napoli e, al di là di Posillipo, l'arco lunato dei Campi Flegrei con sullo sfondo, a corona di mare, Ischia e Procida. A sinistra la Costa di Amalfi, che ossifica storia e scatena emozioni con i paesi che abbrancano mare e scalano cielo nell'anfiteatro dei terrazzamenti dei limoneti fino a Vietri che accende, anche alla distanza, bagliori luminescenti alla bella cupola maiolicata della chiesa a volo d'abisso. In distanza Paestum, Punta Licosa, Velia e Palinuro ad accendere curiosità di scoperta nel Cilento dei miti e della grande storia. Alle spalle la catena dei Lattari a promessa di panorami da visibilio di piacere lungo "il sentiero degli dei" e a richiamo del Vesuvio con il suo fascino misterioso di terra, acqua e fuoco. E, ancora, la grande archeologia lungo la costa, che vanta Cuma, Capua, Baia, Pozzuoli, Ercolano, Pompei e Stabia e, via via, nel golfo di Salerno, Picentia, Volcei, Paestum e Velia ad ulteriore ricchezza di quel grande contenitore di beni culturali e specificità ambientali che è il Parco del Cilento, uno scrigno di tesori ancora tutto da scoprire e valorizzare.
E' questo lo scenario sul quale puntare per un turismo di qualità con una offerta ricca, varia, articolata, diversificata, nella logica della destagionalizzazione, che Positano può e deve immettere sui mercati per onorare al meglio la sua tradizione e sfruttare al massimo la sua posizione strategica di avamposto di approdo e snodo tra i due golfi  e di sentinella di seduzione come le consigliano e consentono i miti delle sirene ammarate a Li Galli.
Ce n'è abbastanza per reclamare diritti e onorare doveri.
I diritti vanno pretesi dalle istituzioni europee, nazionali e regionali per l'apporto che fama e fascino della località esercitano nell'immaginario collettivo internazionale per garantire servizi al massimo dell'efficienza. Nè ci si può contentare del finanziamento di un pontile di attracco, che arriva con molti decenni di ritardo e che viene salutato come una conquista, mentre in Italia e in Europa località di identico o, addirittura, inferiore prestigio e pregio ambientale (penso a Portofino in Liguria e a Saint Tropez in Francia) vantano da tempo porti turistici di ben altra capienza e che hanno fatto e fanno la gioia e la fortuna della nautica da diporto danaroso di mezzo mondo. Ma questo è soltanto un esempio. Non sono un tecnico, ma a destra e a sinistra della città c'è spazio ed opportunità per ampi ed efficienti servizi di terra e di mare. Questo tema merita, però, una riflessione approfondita che mi riprometto di fare a breve.
Ma la città ha dei doveri, a cui non può e non deve sottrarsi. In primo luogo quello di spalmare su tutto il territorio comunale investimenti ed iniziative di grande respiro, coinvolgendo le frazioni alla fruizione del grande banchetto del turismo. Lo deve per una elementare forma di giustizia distributiva, ma anche e soprattutto per arricchire, qualificare, diversificare l'offerta. In questa direzione mi sono permesso di dare, in un mio precedente articolo, delle idee, che, naturalmente, non sono vangelo ma un modesto contributo di un giornalista innamorato del territorio.
Ma quel che urge di più è la presa di coscienza del grande ruolo da leader a livello nazionale ed internazionale che la città svolge ed è destinata a svolgere sempre più nel settore del turismo. E sarebbe ora che ne prendesse orgogliosamente atto e agisse di conseguenza, attrezzandosi con:
1) Un laboratorio di politica del settore, colmando il vuoto della Regione che negli ultimi decenni si è affidata ad assessori incapaci o pittorescamente vanesi, assenti o pigramente latitanti, la cui politica si è consumata, nel migliore dei casi, ad elargire contributi per manifetazioni/fiere di presenzialismo, salvo qualche lodevole eccezione. In questo modo si è data  e si dà l'impressione di ritenere il turismo non una industria (quella delle vacanze) che, come tale, ha le sue regole e le sue leggi di mercato che vanno studiate ed applicate con rigore scientifico, ma una sorta di festa permanente in cui noi della Costa siamo delegati e relegati ad organizzare piacevoli soggiorni per i danarosi del Nord Italia, del Nord Europa e del mondo. Una sottovalutazione della dignità del nostro lavoro e della nostra imprenditoria che ci mortifica. Urge una svolta radicale, una spallata, uno scatto di orgoglio nella riappropriazione del proprio ruolo, sostituendosi, anche nella elaborazione legislativa, alla funzione di istituzioni prive di fantasia, in sonno e paghe di amministrare stancamente l'esistente o, addirittura, distruggerlo, come è successo di recente, con l'abolizione di quel minimo di rete distribuita sul teritorio, che erano le Aziende del Turismo, prima della loro incauta cancellazione, con la promessa di una legge di riorganizzazione degli organismi periferici del turismo promessa da anni e mai nè discussa nè tanto meno approvata. Di questo passo non si ha futuro, soprattutto nello scenario prossimo venturo, quando premeranno alle nostre porte le correnti turitiche dei popoli del Mediterraneo e dell'oriente asiatico. E l'evento è solo questione di pochi anni. Non possiamo e non dobbiamo farci trovare impreparati. Ma l'importanza e la serietà del tema impone una riflessione più approfondita.
2) Un Centro Studi con qualificati esperti del settore in grado di  elaborare, alla luce di ricerche di mercato, una progettualità da sottoporre alle istituzioni a tutti i livelli per trasformarla in normativa a tutti gli effetti, nella consapevolezza che le leggi vengono dal basso e sono frutto dell'esperienza maturata sul campo dal ricco e variegato mondo di chi lavora nel settore e ne ricava ricchezza per sè e per gli altri. Positano ha storia e prestigio e professionalità imprenditoriali per assolvere con autorevolezza a questo ruolo di capofila non solo in Campania, ma in Italia.
3) Una iniziativa, forte, dirompente che abbia vasta eco sui media nazionali ed internazionali in grado di accendere i riflettori dell'interesse sulla Costa di Amalfi in generale e su Positano in particolare ed apra un contenzioso sul rapporto di dare e avere nella economia del turismo, di cui Positano è una delle cartoline più prestigiose, se non la più prestigiosa, dell'Italia nel mondo. Attira correnti turistiche di qualità, produce e genera ricchezza, senza ricevere in cambio nulla o quasi sul piano degli investimenti nel settore.
Sono, questi, alcuni dei temi da affrontare e discutere con serenità e serietà nel dibattito della campagna elettorale, che batte alle porte, puntando a costruire il futuro e non lasciandosi inretire nella polemica infeconda sul passato, di cui pure già si avvertono le prime schermaglie. E' tempo di volare alto. La città dispone di straordinarie risorse umane (imprenditori, professionisti, giovani con legittime ambizioni di protagonismo, donne che non si rassegnano più, e giustamente, al ruolo di semplici spettatrici) per mettere in campo liste di spessore, motivate e di grande rappresentatività sociale. Si dia un colpo netto con il vecchio modo di fare politica, ancorato asfitticamente alla logica della contrapposizioni tra fazioni. Ed i candidati diano prova di rinnovamento profondo nelle proposte e nei comportamenti. E, infine, io continuo a ritenere, come ho scritto anche di recente, che Positano non è solo di chi vi è nato, vi risiede stabilmente e vi esercita attività, ma è del mondo intero (non a caso è patrimonio dell'umanità) e, pertanto, i candidati a sindaco diano una prova di intelligente lungimiranza e di apertura mentale, inserendo nelle proprie liste una cospicua e qualificata rappresentanza di quello che potremmo definire il "Club dei Positanesi nel mondo": uomini della cultura, dell'arte, della finanza, della grande imprenditoria in grado di elaborare strategie di sviluppo in linea con le grandi e legittime ambizioni del ruolo di leader che la città è destinata a svolgere nell'immediato futuro. Non abbiano paura di aver coraggio, sgombrino il campo da sciocche gelosie ed entrino a vele spiegate nel futuro della storia.
E' questo l'auspicio di un giornalista, morbosamente innamorato del territorio, che ne ha interiorizzato e metabolizzato i problemi e li ha esposti e li espone, con impegno d'amore, nella sua scrittura creativa (romanzi e poesie), nei suoi servizi giornalistici radiotelevisivi e della carta stampata. E continuerà a farlo con l'unica ambizione (senza altri retropensieri) di vedere il territorio crescere ed affermarsi nel ruolo di leader del turismo in Italia e nel mondo, come storia, arte, paesaggio e tradizione consigliano e consentono.
Giuseppe Liuccio
email: g.liuccio@alice.it



Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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