
Grande successo di pubblico per la presentazione di "Non sono mai tornato (Centoautori)" di Pietro Treccagnoli domenica scorsa a Castellammare di Stabia nell'ambito della rassegna "Libri, con-tatto" organizzata dal Comune stabiese nelle persone del sindaco Salvatore Vozza e del suo assessore alla cultura Gianpaolo Valitutti e dalla TESS Costa del Vesuvio di Leopoldo Spedaliere e diretta da Vincenzo Aiello. Domenica 29 alle ore 10.30 - Reggia di Quisisana - sarà la volta di "Perché no (Perdisa)" scritto da Cristina Zagaria che sarà presentata da Alessandro Di Nocera. L’ultimo lavoro narrativo di Cristina Zagaria giornalista della redazione napoletana de la Repubblica, pugliese d’origine e napoletana d’adozione, disegna un microcosmo di vite e bassi napoletani, dove le comparse sono persone in carne ed ossa che vivono la quotidianità minima di una vita da inventare. Lucia fa la parrucchiera a 13 anni ma il suo sogno è la terza media ed una vita a Bologna alla scuola d’arte; il suo ex amico di scuola Francesco cerca la sua prima rapina per accreditarsi ai piani bassi de ‘O sistema e coinvolge il suo amico Daniele che ha dei genitori che cercano di vivere onestamente. La famiglia di Adriana, la maestra di scuola, vive invece al rione Stella al N° 124 dove lei accudisce il padre malato Marcello ed il cane Crescenzio, mentre fa i conti con i pochi soldi per campare e per pagare il loculo alla madre morta da poco. Il marito Salvo lavora a singhiozzo nello stabilimento di Pomigliano e conduce la sua battaglia contro la dismissione del plesso industriale. Quante piccole storie senza un’apparente legame se non quello di rincorrere la vita per “babbiarla”. La differenza la fa l’ascolto di canzoni di musica leggera e sul loro utilizzo, che è già scelta: mentre l’operaio a singhiozzo Salvo canta per non pensare ed in attesa di corroborarsi con l’affetto della sua famiglia, Daniele ha scelto – consapevolmente? – di entrare nella piccola manovalanza criminale ripetendo “Perché no?” il refrain di una canzone di moda. La Zagaria che si occupa di cronaca come inviata con questo testo, breve e sentito, vuole dare una rappresentazione di quella parte di realtà che troppo spesso non va in pagina, ma che presuppone-anticipa la notizia criminale. Lo fa seguendo i dettami della Ortese e della Serao, immergendosi con uno spirito lieve in un mondo che non è suo. Una realtà fatta di bisogni primari orfana di maestri di strada.