Maria in compagnia dell’apostolo prediletto di Gesù :Giovanni
Giovanni,figlio di Zebedeo, è definito l’ultimo dei Profeti. Nell’iconografia è simboleggiato in uno dei quattro fiumi terminali del Paradiso,mentre i mosaici ed i sarcofagi della primitiva arte cristiana lo raffigurano accompagnato dall’aquila apocalittica o addirittura con la testa di aquila sul corpo umano. “La voce dell’aquila spirituale risuona all’orecchio della chiesa. Volti verso l’esterno, i sensi ne raccolgano il suono fuggevole, l’animo interiore ne penetri il significato immutabile. Voce del volatile delle altitudini, che vola non solo al di sopra dell’elemento fisico dell’aria, o dell’etere, o del limite stesso dell’universo sensibile nella sua totalità, ma arriva a trascendere ogni “teoria”, al di là di tutte le cose che sono e che non sono, con le ali veloci della più inaccessibile teologia, con gli sguardi della contemplazione più luminosa ed elevata.” (Giovanni Scoto “Il prologo di Giovanni”) Verso il II secolo,nella Chiesa, ci fu un netto spostamento di interesse dalla figura di Paolo a quella di Giovanni,grazie anche al diffondersi della devozione per Maria per cui ad Efeso già dal 431( data del terzo concilio ecumenico)esisteva una chiesa dedicata alla Madonna. Negli atti del concilio, infatti, si legge che ad Efeso erano giunti proprio l’apostolo Giovanni con Maria,madre di Gesù , chiamata appunto la theotokos( che significa colei che genera Dio). Infatti questo titolo è stato attribuito solennemente a Maria in quel concilio di Efeso del 431 , dove si affermava, per combattere ogni eresia in proposito, il dogma cristologico secondo cui in Gesù Cristo c’era una sola persona ma in due nature, l’umana e la divina. Si affermava così senza più ombra di dubbio l’umanità e la divinità di Gesù presenti insieme nella sua persona
Anche gli Atti degli Apostoli parlano a lungo della Chiesa di Efeso, nata dalla predicazione di Paolo e di Giovanni, il quale, nella lettera inviata al suo angelo, ne loda la bontà e la tenacia nell'opporsi all'eresie nascenti. La Madonna è presente nella Basilica del Concilio, dove i cattolici di Smirne ricordano ogni anno con una particolare liturgia la proclamazione della sua divina maternità; san Giovanni sopravvive nel sepolcro custodito nella Basilica fatta costruire dall'imperatore Giustiniano e nella quale la diocesi di Smirne organizza il venerdì santo una solenne Via Crucis; invece Paolo è presente nella scuola di Tiranno in cui insegnò per due anni «a tutti quelli, giudei e greci, che abitavano in Asia» nelle ore più calde del giorno.
Il luogo più vivo, comunque, è il piccolo santuario di Meryem Ana, la Madre Maria, posto in cima al Bülbül Dag (collina dell'usignolo) e nel quale, secondo una tradizione che risale al II secolo, si conserva la casa in cui visse la Madonna.
Quando se ne era persa completamente la memoria, fu ritrovato grazie alle pressioni che la Superiora delle Figlie della Carità di Smirne fece ai lazzaristi padre Henry Ioung e padre Eugène Poulin. Avendo letto nella Vita della Madonna scritta secondo le rivelazioni della beata Anna Caterina Emmerick che la Vergine era vissuta sulla collina sovrastante Efeso, la suora pregò i due sacerdoti di controllare l'esattezza delle informazioni. Era il 1891.
Le insistenze di madre Marie Mandat de Grancey costrinsero un bel giorno i due dubbiosi sacerdoti a tentare l'avventura, che si concluse con il ritrovamento della casa ,proprio nel luogo esatto segnalato dalla Emmerick.
Padre Poulin e padre Ioung, fecero un'indagine meticolosa prima tra i resti della casa e poi tra gli abitanti della vicina Sirinçé, scoprendo che essi, pur essendo ortodossi e quindi in teoria necessariamente propensi alla tradizione favorevole alla dormitio della Madonna a Gerusalemme, erano invece convinti che essa fosse avvenuta sul Bülbül Dag, dove ogni 15 agosto si recavano in pellegrinaggio. Da allora Meryem Ana è diventato un piccolo santuario ecumenico perché musulmani e cattolici vi pregano abitualmente insieme e insieme portano ex voto di ringraziamento. Per lo Stato è un museo ,per la gente è l'evi cioè «la casa» di Meryem.
Per questo la Conferenza episcopale turca l'ha proclamato santuario mariano nazionale.
Sotto la croce Gesù ha chiesto a Maria di accogliere Giovanni ed è stata da lui accolta. Accogliere è un verbo della fede e indica atteggiamento spirituale di disponibilità e partecipazione.
In questo modo si afferma ancora una volta che la fede non è assenso intellettuale alle affermazioni di Gesù, ma partecipazione fatta di un amore attivo. E’ per obbedire a Cristo che Giovanni accoglie Maria nella sua vita, r accogliere lei significa accogliere Cristo( accoglienza duplice e equivalente)
Per meglio sottolineare ciò , finisco riportando un pensiero su Giovanni del cardinale gesuita A. Vanhoye : « Se uno dice: parola di Dio, la formula può trasmettere un’idea intellettuale. Ma se dice che è un sangue che parla , si capisce che non è un discorso né un ragionamento»