POSITANO SCUOLA MONTEPERTUSO IN STRADA AD ASPETTARE IL BUS
Succede a Positano in costiera amalfitana. Quattro bambini delle elementari di Montepertuso (per inciso una struttura molto più bella e adatta di quella di Positano, un edificio affacciato sul depuratore della cittadina della costa d'Amalfi, con evidenti problemi di manutenzione, dove i bambini sono costretti a fare centinaia di scale) rimangono a piedi ogni giorno per aspettare la coincidenza con l'autobus del Flavio Gioia che li dovrebbe portare a Nocelle.
C'è da non crederci, e infatti non ci credevamo, ma abbiamo appurato e documentato, con testimoni. I bimbi li abbiamo trovati per strada. L'uscita da scuola alle 13,30 circa, mentre il passaggio dell'autobus per Nocelle avviene verso le 14 circa. I bambini non vengono lasciati soli. In piazza Cappella, dove li abbiamo trovati, c'era una donna che offriva il suo tempo (relativamente a quella mezzora) gratuitamente in attesa dell'autobus. Per fortuna pare che si sia trovato anche un ricovero per l'attesa. Sembra che in caso di pioggia avranno riparo in un locale della chiesa. Già, perchè una volta chiusi i due ristoranti (Il Ritrovo e Donna Rosa) - in mancanza, tristemente, di un bar - non c'è pensilina o spazio che sia adeguato per questi bambini. Ma non è adeguata neanche l'idea che possano stare per strada o dovunque in attesa del trasporto pubblico.
Non è l'unica cosa che ci sconcerta nell'organizzazione fra scuola-comune-trasporto pubblico a Positano. L'accompagnamento degli alunni nelle scuole elementari, per esempio, non si capisce ancora come avviene. Le insegnanti ed il personale ATA non sono tenuti a farlo, il personale del trasporto del Flavio Gioia neppure. C'è una specie di "terra di nessuno" dal cancello prospicente Via Pasitea al lungo tragitto fatto di scale fino al cancello di ingresso delle materne ed elementari (usiamo ancora i termini per noi più consueti, anche se parliamo di scuola dell'infanzia, primaria etc).
Eppure è evidente il rischio che i ragazzi corrono, visto che già in passato alcuni sono stati oggetto di infortuni per quelle scale, fra l'altro neanche dotate di antisdrucciolo, anche se, forse grazie alle richieste del dirigente scolastico Giuseppe Pezza e la volontà dell'amministrazione, si sono fatti dei lavori di "grattamento" delle scale che dovrebbero renderle meno pericolose.
E' giusto dotare i ragazzi di autonomia, quindi potrebbe essere anche una scelta illuminata spronare i nostri piccoli ad essere così indipendenti ed autorganizzati nel raggiungere la propria scuola. Ma non crediamo che la scuola di Positano sia così "Steineriana" ed evoluta. Qualche problema c'è anche se ci sfugge e dovremmo sperare che chi sia dal di dentro cerchi di risolverlo. A Praiano, con la stessa società di trasporto, l'accompagnamento degli alunni avviene fino in classe, per esempio. Non si tratta di dare o meno autonomia agli alunni dunque, ma di rispettare quel diritto-dovere di vigilanza che ha la scuola verso i nostri figli. E la scuola, a sua volta, deve essere messa in grado di operare al meglio.
La vicenda delle elementari rientra comunque in un problema storico con rilevanze pubblico-private. Le ipotesi si affastellano, tipo che la scala è privata. Una ipotesi che non regge. La scala sarà pure privata - e questo non è dato saperlo, come pure dove finisce il pubblico - ma, come direbbe qualcuno, che c'azzecca? Se gli studenti e, non dimentichiamolo, anche i docenti, possono scendere per quella scala, significa che l'accesso è pubblico, o no? Dunque, lasciamoli liberi pure e creativi nella loro autonomia i bambini ma si preveda in maniera chiara e definitiva l'accompagnamento a scuola. Questo significa, e bisogna dirlo, fondi per la bisogna.
Ci immaginiamo le reazioni o le domande? Di chi è la colpa? Non lo sappiamo. Scuola, comune, trasporto pubblico? Tanti responsabili, nessun responsabile. Anche le famiglie sono responsabili, ed i genitori. Basti pensare che solo un quinto circa è andato a votare per la formazione del consiglio di Istituto che è l'organo dove i genitori vengono rappresentati istituzionalmente. Sarebbero dovuti andare tutti o almeno la maggioranza assoluta, invece solo una piccola parte ha partecipato alla vita scolastica. Se non sono andati neanche a votare per la scuola di cui si lamentano che speranze abbiamo di farla cambiare e migliorare? Siamo in Italia, anzi in Campania. Sim ru Sud, diceva qualcuno. Non è una giustificazione. I bambini vanno accompagnati a scuola e non vanno lasciati per strada. Le istituzioni si devono prendere le proprie responsabilità, i genitori, ed i cittadini tutti, pure. Ma ci sono dei barlumi di speranza. I genitori uniti in comitato, o in associazione, hanno raggiunto dei risultati senza precedenti. Un comitato spontaneo ha attenuto il trasporto per i propri figli ad Amalfi e Sorrento dalla SITA, costringendo la Regione Campania ad intervenire Giovedì 26 Novembre ore 18.00 nell' Auditorium delle Scuole Medie di Positano ci sarà la presentazione ufficiale dell'Associazione " Genitori di Positano" che si è costituita, come a Ravello, con uno statuto e un consiglio aperto anche a chi non è genitore o non ha più figli a scuola ma ha a cura il destino dei più giovani. Dunque qualcosa si sta muovendo.
Le nostre scuole sono oggetto di continue lamentele e alcuni genitori addirittura portano i propri figli nella lontana Penisola Sorrentina. Non dovrebbe avvenire, ma chi lo fa ha tutte le ragioni per farlo, troppo disinteresse da parte di tutti, anche da parte dei genitori. Agiamo per i nostri figli, dentro o fuori le istituzioni, ma collaborando sempre con esse. Non chiediamoci cosa possa fare la scuola o il comune per noi e per il paese, ma cosa possiamo fare noi per il paese. Più che di responsabili, abbiamo bisogno di determinazione e buona volontà per risolvere vicende che ci lasciano senza parole e che da cronisti abbiamo semplicemente registrato sperando che qualcuno trovi una soluzione a questo e ad altri problemi. Michele Cinque