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16/11/2009

MONTI LATTARI, PER 60 EDIFICI COMINCIANO GLI ABBATTIMENTI. VIDEO DELLE PROTESTE

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 Sono 60 gli edifici abusivi individuati dalla magistratura nell'area dei Lattari e destinati a essere demoliti. Un rischio che potrebbe toccare anche  all'area della costiera amalfitana e penisola sorrentina, infatti Amalfi, Sorrento, Vico Equense, Agerola e Gragnano sono unite dalle stesse normative di vincolo, la famosa legge regionale 35/87 con il piano noto come PUT, Piano Urbanistico Territoriale.
A questi abusi  vanno ad aggiungersi altri 40 manufatti fuorilegge, rilevati dal sistema satellitare Mistrals, per i quali invece sono in atto ricorsi al Tar presentati dai proprietari. Si preannuncia dunque un lungo periodo di abbattimenti sul territorio stabiese, dove cresce la protesta tra i cittadini e dove continuano a nascere comitati civici spontanei. Dopo l'intervento di ieri a via Monticelli, le ruspe torneranno in azione nei comuni di Gragnano, Sant'Antono Abate, Santa Maria la Carità, Lettere e Pimonte per completare il piano di abbattimenti previsto dalla Procura. Tremano dunque i proprietari degli immobili abusivi, che entro la fine dell'anno potrebbero vedere demolite le loro costruzioni. Soltanto a Gragnano la lotta al cemento selvaggio ha portato alla scoperta di 42 manufatti illegali.
Tra questi, sistemati sia al centro che nelle periferie collinari, compaiono alcune abitazioni private, diverse stalle situate lungo la statale 366 agerolina e anche attività commerciali. In alcuni di questi territori si stanno tenendo in queste ore riunioni volte a organizzare nuovi presidi di resistenza. La situazione è molto delicata visto che gli abbattimenti obbligheranno molti nuclei familiari ad abbandonare le abitazioni. Saranno i sindaci, come stabilito per legge, a garantire una sistemazione alle fasce deboli. Situazione non meno grave a Lettere, Pimonte e Santa Maria la Carità, dove sono 50 i manufatti illegali: è arrivata nei giorni scorsi l'ingiunzione di abbattimento per tre case tra via Motta Carità e via Motta Baldascini. Una decisione impugnata dai proprietari, che hanno deciso di ricorrere al Tar contro il vincolo paesaggistico che, di fatto, consentirebbe l'avvio dell'istruttoria per il condono. «La situazione è grave - afferma il sindaco Franco Cascone - a ogni modo aspettiamo la sentenza del Tar che si esprimerà sulla presenza o meno del vincolo paesaggistico». Le famiglie sfrattate per l'esecuzione degli abbattimenti delle abitazioni abusive tornano comunque a manifestare contro le disposizioni per le demolizioni ordinate dalla Procura di Napoli. Martedì pomeriggio si sono radunate tantissime famiglie in Piazza Mercato di S. Antonio Abate dinanzi alla Caserma dei Carabinieri. Presenti i Comitati Civici dei vari Comuni dei Monti Lattari, in particolare quelli di S. Maria la Carità, S. Antonio Abate, Casola di Napoli, Lettere, Pimonte, Gragnano, Cava de' Tirreni e Agerola. Coordinati dall'associazione di Lettere "Onlus Arcobaleno", presieduta dall'ex sindaco Giuseppe Commentale, i vari comitati hanno dato vita ad un'altra civile manifestazione, dopo quelle trascorse avute prima a Pompei e poi verso tutti i comuni coinvolti da questo "terremoto artificiale". Durante la marcia sono stati esposti molti striscioni di protesta contro le demolizioni delle case e molti altri richiedevano un aiuto per fermare questo scempio umano che non fa distinzione fra abbattimenti per abusi speculativi e quelli di necessità. Sentito e provato per i provvedimenti ordinati, il presidente dell'associazione "Arcobaleno", l'ex sindaco di Lettere Giuseppe Commentale: "Stiamo dando luogo a questa manifestazione pubblica di solidarietà alle comunità interessate, per esprimere una forma di protesta contro il fenomeno degli abbattimenti degli abusi di necessità che sta sconvolgendo centinaia e centinaia di nuclei familiari". Durante la manifestazione, tantissimi reclami di persone disperate e afflitte per le imminenti demolizioni delle loro case: "Stiamo pagando per le costruzioni abusive di speculazione perpetrate fino ad oggi e la trascuratezza della politica nel trovare dei possibili rimedi per evitare tutto questo". Durante la marcia di protesta, varie sono state le fermate per dare voce alla disperazione e al dolore di tanti genitori, che rimarranno, purtroppo, senza casa: "Ci hanno sempre detto che non era possibile la concessione di licenze edilizie, ma potevamo costruire abusivamente senza dare nell'occhio. E adesso? Ci buttano la casa a terra. Stiamo ancora pagando i debiti per il mutuo. Siamo una famiglia rovinata...".
La manifestazione è proceduta da S. Antonio Abate a Gragnano, passando per via Roma, via Stabia, via Madonna delle Grazie, via dei Pastai, via Quarantola, fino a giungere il bivio della Statale 366 per Agerola, dove si è fermata per un'altra breve sosta. Dispiaciuti e preoccupati i vari referenti delle associazioni e dei comitati che si sono riuniti nel corteo della manifestazione, come racconta Domenico Elefante dell'associazione "Amici del Territorio": "Questo dramma umano, oltre a generare una psicosi collettiva, sta comportando gravi conseguenze irreversibili sotto l'aspetto sociale e morale di tanta brava gente, privati del sacrosanto diritto costituzionalmente riconosciuto, quello di abitare sotto un tetto. Perché - continua Domenico Elefante - non solo lo Stato ha ordinato loro di sgomberare dalle proprie abitazioni, ma non sta dando loro nemmeno un'alternativa, una qualsiasi casupola dove trovare rimedio. A tutt'oggi, sembra che l'unica cosa che interessi, è demolire. Solo demolire. Punto. Chi dovrà provvedere e accogliere queste famiglie? Che fine dovranno fare queste famiglie?". Avvilita e disperata Maria Teresa D'Auria, presidente del Comitato "Diritto alla Casa": "Gli avvocati non hanno trovato rimedi ed i nostri politici sono scomparsi anziché aiutarci. Se loro si sono disinteressati verso problemi che hanno loro stesso provocati e non vogliono chiedere dei rimedi al governo centrale, vuol dire che andremo tutti noi a Roma, a farci portavoce dei nostri bisogni". Della stessa opinione l'ex sindaco di Lettere Giuseppe Commentale: "Sono stato sindaco per otto anni e mai mi sono permesso di lasciare i miei cittadini soli con le loro difficoltà. Soprattutto se sono costretti a vivere queste emergenze e questi drammi. I Sindaci dicono che hanno le mani legate? Al mio tempo - continua Giuseppe Commentale - ho trattato anch'io la questione degli abbattimenti, ma mi sono sempre opposto, a rischio di farmi arrestare. Lo farei senz'altro anche oggi, perché vivo questi problemi della gente e starei fra la gente a chiedere la stessa cosa. Se non sarei stato capace, mi sarei dimesso senz'altro". Unanime la richiesta finale di genitori, operai e lavoratori, dinanzi all'assenza e al disinteresse dei politici locali: "Ancora oggi abbiamo chiesto al mondo istituzionale e politico di aiutarci. Ma, purtroppo, sindaci, consiglieri e onorevoli sono ancora assenti. Non è necessario il loro intervento, non ci serve più il loro aiuto, provvederemo noi da oggi in poi. Se sono incapaci a portare le richieste dei nostri problemi al Governo Centrale di Roma, ci andremo noi personalmente!".



Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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