
Simona Simone
Nasce a Piano di Sorrento il 19 marzo del ’75. Artista eclettica e poliedrica, fa dell’arte uno scrigno di pensieri e creatività, dal quale estrae con estrema naturalezza le sue opere, che possono avere le forme più disparate: pittura ad olio, aerografia, scultura, fumetto, illustrazione, restauro, bodypainting, pianoforte, canto, fisarmonica e ocarina. Un enorme flusso di pulsioni emotive ed emozionali, che ogni artista ha dentro come un dono, spesso incontrollabile, che assume le sembianze di ciò che viene chiamato “convenzionalmente” arte. Le chiedo dunque:
Arnheim, parlando della percezione dell’arte visiva, dice che “il pensiero si muove in mezzo alle astrazioni”. Simona, le tue astrazioni, le tua creatività, da dove partono?
Forse, nel mio caso, il tutto accade esattamente al contrario… sono le astrazioni o, meglio, gli istinti creativi, le ”allucinazioni” visive, che da sempre si muovono tra i miei pensieri… Fin da piccolissima il mio animo è stato contraddistinto da grandi opposti: molto riflessiva da un lato, estremamente istintiva ed “immaginativa” dall’altro... tutt’oggi combatto questa mia dualità… Di qualunque tipo sia il mio pensiero, c’è sempre uno sprazzo di follia creativa a tentare di spiazzarlo immediatamente, e viceversa! Da queste contrapposizioni interiori e naturali, forse, nasce il mio bisogno FISIOLOGICO di creare…
Oltre alla laurea in Conservazione dei Beni Culturali, sei diplomata in solfeggio e alla Scuola italiana di Comix, hai avuto professori del calibro di Bruno Brindisi e Daniele Bigliardo, disegnatori di Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo caro a tutti gli appassionati di fumetto. Come si sviluppa la tua esperienza con il fumetto e l’illustrazione?
Nasce innanzitutto dalla mia passione, fin da piccola, per i cartoons (soprattutto quelli “robotici”, e mai legati al mondo strettamente femminile!) e per i fumetti, che sentivo molto vicini al mio modo di creare, basato innanzitutto sul disegno, istintuale, prima che sui meccanismi legati al colore e quant’altro. Per intenderci, sono una di quelle lettrici che si ferma dodici ore di fila su ogni singola vignetta, e poi legge altrettante volte i baloons perché perde continuamente il filo del racconto!!! Fu poi dalla scoperta del mio amato Dylan Dog, ai tempi del ginnasio, che decisi, una volta diplomata, di capire qualcosa di più di questo mondo. Felice dei tanti riscontri positivi, dei miei concorsi vinti (due su due! che fortuna!), mi scontro invece con una realtà lavorativa tutt’altro che semplice o spianata. Ma non demordo…sceneggiatori ed editori di tutto il mondo, fatevi avanti!
Quest’ estate ti abbiamo vista al Sant’Agnello Music Festival, evento organizzato a scopo benefico dagli assessorati alle politiche giovanili e dal comune. Eri sul palco con i The Murmuring e i Soulplayers, con quest’ultimi collabori da un po’ di tempo accompagnandoli con voce, ocarina e fisarmonica. Com’è nata quest’esperienza?
Assolutamente per caso!... Lavoravo da anni in campo musicale, prima col gruppo di musica popolare I Tamambulanti, e dopo col Triotarantae… Nicola Caso seppe da un’amica in comune che suonavo la fisarmonica e mi volle nella registrazione del suo cd, Neapolitan Hard Pop, e da lì non ci siamo più artisticamente lasciati… La musica, per me, va assolutamente di pari passo con i miei processi creativi… insieme all’arte è un dono/bisogno di cui non potrei mai e poi mai fare a meno.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il Piccolo Principe per ricordarselo, ( dall’omonimo romanzo). Mauro di Maio, il nostro piccolo Principe, vuoi parlarci di lui e del tuo progetto?
Ti ringrazio immensamente per questa domanda. Mauro, mio cugino, era in lotta da sei anni contro un maledetto tumore che, purtroppo, il 5 settembre scorso ce lo ha strappato via… E’ sempre stato un bambino precoce, intelligente, eccezionalmente sensibile e talentuoso… Un paio di mesi prima di questo terribile momento, cominciò di getto a scrivere un racconto fantasy. Fu allora che gli proposi di collaborare ed è nata la prima pubblicazione autoprodotta, con la mia copertina. Poiché il libro, in vendita online, è andato letteralmente a ruba, un grande editore si è interessato al progetto; così, in questo momento sono a lavoro, per desiderio dei genitori di Mauro, Vera e Antonino, sulle illustrazioni finalizzate alla pubblicazione vera e propria di L.S.A.-Lucky Secret Agency. E’ certamente il lavoro più importante e difficile che mi sia finora capitato e per me è un onore immenso disegnare per Mauro. E’, nel mio piccolo, un modo per mantener viva quella grande gioia che ebbe quando vide i miei primi bozzetti, la mia copertina finita… e poi glielo devo… in una sola frase diede senso al talento che Dio mi ha donato:” Sei bravissima! E Monflick è perfetto!”, mi disse… ”Come hai fatto? E’ come se mi avessi letto nel pensiero!”… Monflick è il nome del personaggio, un bambino di dodici anni, coraggioso ed onesto, che scopre di essere il prescelto… proprio come Mauro…
Grazie Simona, “l’essenziale è invisibile agli occhi”, ripetè Blob Magazine per ricordarselo e lo ricorderà.
Per conoscere meglio Simona Simone:
Facebook: Simona Simone.
Sito internet: www.simonasimone.com
Scritto da: Annamaria Guida.
(intervista pubblicata sul numero di ottobre di BLOB MAGAZINE)