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12/11/2009

SALERNO, SGOMBERATO IL GHETTO DI SAN NICOLA

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La notizia si era giá diffusa da un paio di giorni e nel campo immigrati di San Nicola Varco chi doveva andare via lo aveva giá fatto nella notte tra martedì e mercoledì. Un blitz annunciato quello che ieri mattina, nemmeno tanto all’alba (è iniziato alle 8,30), ha letteralmente invaso l’area dell’ex mercato ortofrutticolo nelle campagne a ridosso della statale 18 a Eboli in provincia di Salerno, a ridosso del Cilento. Centocinquanta gli extracomunitari controllati nella baraccopoli (altri 200 venivano controllati nel pomeriggio al loro rientro dal lavoro). Di questi 150, trentasei sono stati accompagnati in Questura perché non in regola con il permesso di soggiorno (sette sono stati arrestati perché inottemperanti al foglio di via). Al blitz, coordinato dal Questore Vincenzo Roca, dal suo vice Enrico Moia e dal dirigente polizia amministrativa e sociale, la dottoressa Maria Curto, hanno preso parte corpi speciali dei carabinieri e della guardia di finanza. Sul posto anche il comandante provinciale dei carabinieri Gregorio De Marco e il colonnello Francesco Merone, oltre al colonnello comandante provinciale della finanza, Angelo Matassa. Lo sgombero del campo, come ha scritto oggi il quotidiano La Città, è stato disposto dalla magistratura; un sequestro preventivo motivato da gravi problemi igienici. Polizia, carabinieri e guardia di finanza erano, infatti, di supporto ai colleghi della giudiziaria. «Per i prossimi cinque giorni - ha spiegato il Questore - gli immigrati potranno ritornare in orari prestabiliti per recuperare effetti personali che non sono riusciti a portare via oggi». Quello che accadrá dopo, nessuno lo sa. Le ruspe che qualcuno si attendeva per demolire il campo, non si sono viste, ma nemmeno annunciate per i prossimi giorni. Per questo il blitz potrebbe essere vanificato senza «una strategia di intervento sul dopo - spiega il sindaco di Eboli, Martino Melchionda - Sgomberato San Nicola Varco, il problema si distribuisce su tutta l’area». E il rischio è quello che a trarne beneficio saranno i "caporali". «E’ un intervento inaccettabile» spiega il segretario regionale della Cgli Michele Gravano, tra i primi ad arrivare a San Nicola Varco con il segretario generale Cgli di Salerno, Franco Tavella e con il responsabile settore immigrazione della Cgli, Anselmo Botte. «Da ieri eravamo stati allertati che qualcosa sarebbe successo questa mattina. Vogliamo auspicare - aggiunge Gravano - che a questo punto i sindaci dei territori vicini ad Eboli possano intervenire per dare assistenza ai tanti immigrati». Invito raccolto dal sindaco di Sicignano degli Alburni, Alfonso Amato, che ha emesso un’ordinanza che autorizza fino a sabato il pernottamento di circa sessanta marocchini, regolari e non, in una struttura comunale mentre ad Eboli è stato allestito dal Comune e dalla Caritas un primo centro di accoglienza dove saranno ospitati circa 20 immigrati nella struttura comunale di Torre Barriate. E nella girandola di mezzi blindati, militari in abiti anti sommossa, guanti, mascherine, macchine fotografiche e telecamere, le facce spaventate degli immigrati. A testa china lasciano il cmpo. Negli occhi lo spavento di chi ne ha giá viste di cotte e di crude. Per gente che lavora china nei campi a poco meno di 20 euro al giorno, una baracca o il ciglio della strada come casa non fa alcuna differenza. Ma la dignitá, sì. «Sono anni che vivo in Italia» grida Questalani Bouchaib, 44 anni ma ne dimostra molti di più. Mostra i documenti alle telecamere, i fogli che dimostrano che pagava le tasse. E’ stato a Sassuolo per anni poi è ritornato in patria, in Marocco, da dove era stato richiamato con la promessa di un posto. «Sono un saldatore - ci spiega - ma sono costretto a lavorare nei campi per 25 euro al giorno quando riesco a farlo. In patria ho un figlio, ora non so cosa fare e dove andare». Più tardi lo vedremo lungo la Statale 18 con la sua bicicletta carica di buste allontanarsi senza una meta. Al campo la Regione aveva istallato dei container nei quali erano stati avviati un bar e circoli ricreativi. Forse serviva altro.




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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