
Ha un nome il cadavere in avanzato stato di decomposizione rinvenuto l’altro ieri mattina in un cunicolo sottostante un deposito del reparto di medicina nucleare dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Si tratta di un 40enne di Angri, Renato Ingenito, che nei mesi scorsi era ricoverato nel reparto di malattie infettive del nosocomio salernitano. All’identificazione gli uomini della squadra mobile sono arrivati sulla base di verifcihe logiche. La certezza assoluta arriverà dall’esame autoptico che sarà effettuato tra oggi e lunedì. Ingenito aveva abbandonato due mesi fa il reparto infettivi dell’ospedale. Il caso era stato segnalato sia dai responsabili dell’azienda ospedaliera che dagli stessi familiari dell’ammalato. In corsia, intanto, le voci si rincorrono, insieme ad altre possibili ipotesi alla base del giallo di cui tutti parlano, in queste ore, all’interno dell’ospedale. «Potrebbe trattarsi di un barbone, che dormiva in quel luogo nascosto ed è deceduto senza che nessuno se ne accorgesse», riflette un infermiere. «Come si fa a dire con certezza che era ricoverato da noi?. Solo l’autopsia potrà stabilirlo con certezza», aggiunge un altro dipendente, mentre dalla direzione generale il manager Attilio Bianchi raccomanda di mantenere la più stretta riservatezza su un caso ancora tutto da svelare. Quando è giunta notizia del ritrovamento, la direzione ha subito avvertito l’autorità giudiziaria, disposto i rilievi necessari alle indagini e avviata un’inchiesta interna. Dall’esito dell’esame autoptico si potrà poi proseguire su basi certe e svelare un mistero che sta facendo parlare l’intero ospedale. I cunicoli bui e nascosti che collegano un reparto all’altro, spesso persino allagati, sono infatti raramente attraversati. L’uomo potrebbe quindi aver accusato un malore ed essere spirato senza poter chiedere aiuto né avere la possibilità di essere soccorso. (Il Mattino)
inserito da A. Cinque