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31/10/2009

PIANO DI SORRENTO, DOVE C´ERA UN LIMONETO VERDE UN IMPIANTO DI BENZINA. RICORSO AL TAR E DENUNCIA DEL WWF

piano di sorrento benzina-97452941.jpg

PIANO DI SORRENTO - POMPA  DI  BENZINA IN VIA DEI PLATANI:

UNO SCEMPIO CHE NON SI DOVEVA AUTORIZZARE!!!

IL WWF  DEPOSITA  RICORSO AL TAR E INVIA UN DOSSIER ALLA PROCURA

 

 

“…riteniamo sia il più bel distributore di carburanti che verrà costruito nella vostra penisola…progettato con ogni accortenza e nel rispetto dei canoni architettonici e paesistici locali…con tanto di grillage e buganvillea…”

...questa fu la risposta data dai progettisti dell’opera ai responsabili del WWF, mentre iniziava l’espianto degli alberi e durante un incontro con l’ing. Graziano Maresca all’U.T.C. di Piano di Sorrento, a seguito della richiesta dell’associazione ambientalista di una immediata Revoca in Autotutela del Permesso di Costruire n.37 rilasciato alla Violante Petroli per la Delocalizzazione dell’Impianto di Distribuzione dei Carburanti della IP in via dei Platani dalla Piazza Cota ove è attualmente ubicato!!!

“Per la prima volta nella storia dell’uomo – racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina - si ha la sensazione che lo spazio sulla terra non sia infinito, e che si debba iniziare a ragionare sul modo per preservarlo, per risparmiarlo, per utilizzarlo compatibilmente con la popolazione in continua crescita. Mentre in molte città di Italia (vedi Milano) si varano Piani di Governo del territorio che prendono in seria considerazione il concetto di non consumare più nuovo territorio…ovvero di non crescere più a macchia d’olio cementando terreni, campagne e corsi d’acqua e contaminando le preziose risorse ambientali…ma crescere rigenerando a verde e a servizi tutti gli ambiti  urbani degradati e/o contaminati….il tema delle risorse e del territorio pare essere lontano anni luce da alcune amministrazioni locali che continuano a non avere alcuna percezione delle “dimensioni limitate” della penisola sorrentina, che deve proprio al suo paesaggio naturale e al turismo da esso indotto la principale fonte di reddito, e si illudono di poter continuare a consumare e distruggere il territorio ad uso e consumo dei soliti pochi, confondendo (pratica ormai radicata!!!) l’interesse dei singoli con quello della collettività.”

Ma proprio in barba ad ogni razionale pianificazione  e alle stesse norme dettate dalla Regione Campania, l’amministrazione di Piano di Sorrento ha autorizzato la distruzione di un fondo agricolo condotto, con perizia ed esperienza di generazioni, da un giovane imprenditore agricolo e, quindi, non già abbandonato come qualche intellettuale, che si erge a difesa della coltivazione degli agrumi, tra un convegno ed un dibattito adduce, a ragione, a causa primaria della scomparsa degli storici agrumeti.

“Tra le mille esigenze degli abitanti del Piano di Sorrento e della penisola tutta è facile comprendere come dotarli di un nuovo Autolavaggio e dell’ennesimo Bar all’interno di una Stazione/Casello Autostradale non sia proprio così prioritario da giustificare la distruzione di un agrumeto!!!

A questo punto per  i molti cittadini che hanno difficoltà a realizzare anche un semplice varco o ad aprire una finestra nella propria casa è lecito chiedersi come sia stato possibile spiantare ben 1700 mq. di aranceto in una zona sottoposta a vincolo paesistico?

…e ci si chiede se non sarebbe stato più giusto e logico, delocalizzare sì la pompa di benzina da Piazza Cota ma non consentendole di allargarsi di ben 170 volte!!!

…e come sia stato possibile autorizzare un distributore carburanti con varco d’accesso a pochi metri da due complessi residenziali abitati da centinaia di famiglie, in un punto della strada dove si sono già verificati incidenti anche mortali e a pochi metri da un altro accesso di rilevante  interesse pubblico quale quello della Caserma dei Vigili del Fuoco…in barba alle stesse Regole stabilite dal Piano Carburanti del Comune?

Ma a nulla sono valse le proteste, gli appelli, gli incontri, gli interessamenti della stampa e mass/media nazionali (rete4, RAI-radio1).

Il WWF, ritenendo illegittima l’autorizzazione rilasciata, ha inviato un dossier alla Procura della Repubblica chiedendo di accertare fatti ed eventuali responsabilità.

Inoltre, avendo la Violante Petroli fatto opposizione al Ricorso Straordinario al Capo dello Stato (presentato dal WWF nel maggio scorso) e chiesto di andare in sede giurisdizionale, il WWF ha in questi giorni depositato Ricorso al T.A.R. Campania.

“Si auspica - dichiarano i legali del WWF - che il TAR faccia quanto prima chiarezza sulla complessa vicenda e si riesca in tal modo a prevenire future analoghe operazioni oltre ad ottenere, quanto prima, il ripristino dello stato dei luoghi”. 

In sostanza la Regione Campania con una Delibera di Giunta (la n.8835/99) ha fissato i criteri per la realizzazione dei distributori di benzina e HA CHIARITO che in zone sottoposte a vincolo ai sensi della legge 1497/39 sono consentiti solo impianti stradali di distribuzione tipo “chiosco” opportunamente realizzati con idonee opere di mascheramento atte a mitigare l’impatto visivo e, quindi, la stazione autorizzata per le sue stesse dimensioni non si sarebbe potuta autorizzare!!!

 

Meta 31.10.09

 

 

 

Di seguito stralcio della nota del WWF:

 

“…quello in Piazza Cota è un impianto inquadrabile, secondo la disciplina dettata dal regolamento approvato con la delibera di G.R. n.8835 del 30.12.1999, nella tipologia “chiosco” mentre quello da realizzare in via dei Platani, per le dimensioni del fabbricato (circa 150 mc), della pensilina (circa 251mq.) e per le altre caratteristiche dell’impianto, è inquadrabile, sempre con riferimento al regolamento regionale, nella categoria definita “stazione di rifornimento”.

Il titolo abilitativo rilasciato è difforme sia dalle previsioni del P.R.G. comunale…sia dal regolamento regionale, approvato con Delibera di Giunta n.8835/99,  che detta  criteri, requisiti e caratteristiche degli impianti di distribuzione del carburante.

Infatti  l’art.60  delle norme di attuazione del P.R.G. all’art.1 bis prevede che  “la realizzazione degli impianti di distribuzione dei carburanti, nonché la delocalizzazione di quelli esistenti non a norma, debba avvenire sulla base dell’apposito “Piano di razionalizzazione dei carburanti redatto nel rispetto di quanto fissato dal D.Lgs.32/98 e con l’osservanza dei criteri regionali di cui alla deliberazione della Giunta Regionale  n.8835 del 30.12.99”.

 

La delibera di Giunta Regionale n.8835 del 30.12.1999, richiamata espressamente dalla norma di attuazione del P.R.G. e quindi inderogabile, prevede che “nelle aree di tutela paesaggistica ed ambientale e nelle aree di interesse paesaggistico ai sensi della legge 1497/39 sono consentiti solo impianti stradali di distribuzione tipo chiosco” opportunamente realizzati con idonee opere di mascheramento atte a mitigare l’impatto visivo”

 

In tali aree è consentito anche l’installazione di stazioni di rifornimento purchè situate in fregio a strade statali e provinciali”: è appena il caso di ricordare che via dei Platani è strada comunale e, quindi, non opera la deroga.

 

A tale previsione regolamentare regionale e, di riflesso, comunale, non osta quanto previsto dalla Legge Regionale n.6/06 pur richiamata nel permesso a costruire e nella relazione tecnica allegata al progetto della Violante Petroli.

Infatti l’art.16 della L.R. n.16/06 prevede che “gli impianti di distribuzione di carburante sono realizzati, nel rispetto delle prescrizioni della presente legge e del regolamento in tutte le zone omogenee del P.R.G. ad eccezione delle zone A”.

Il regolamento di cui alla delibera di Giunta Regionale n.8835/99 avrebbe potuto divenire inefficace solo se in contrasto con la disposizione di legge e, nel caso di specie, con la L.R. n.6/06 ma, a ben argomentare, non vi è alcun contrasto.

A norma dell’art.16 della L.R.n.6/06 gli impianti possono essere realizzati  in tutte le zone omogenee di P.R.G. ad eccezione delle zone A ma nel rispetto dei criteri fissati dalla Delibera di Giunta Regionale n.8835/99 che non fa che dare esecuzione a quanto previsto dal Decreto Legislativo 32/98 all’art.2. L’art.2 prevede, per l’appunto, che nella realizzazione di nuovi impianti di distribuzione del carburante ne vengano fissati i criteri.

A ciò ha ottemperato la Regione Campania con la richiamata Delibera di Giunta Regionale n.8835/99 ed il Comune di Piano di Sorrento vi si è adeguato con l’art.60 delle norme di attuazione del PRG!!! 

La L.R. n.6/06 nelle norme finali e transitorie abroga le precedenti disposizioni di legge ma non certamente, e peraltro non potrebbe essere diversamente, le disposizioni regolamentari fissate con la Delibera n.8835/99 e fatte proprie dal Comune di Piano di Sorrento.

 

Vi è, infine, un’ulteriore problematica con riferimento a quanto disposto dall’art.2 del Decreto Legislativo 32/98 e dall’art.60 delle norme di attuazione del P.R.G. che per il Comune non è derogabile se non contrasta con precise disposizioni legislative.

Ma, anche in questo caso, a ben leggere, non vi è contrasto.

Il Comune con la disposizione dell’art.60 delle norme di attuazione del P.R.G. ha inteso regolamentare l’installazione e/o la delocalizzazione degli impianti di distribuzione del carburante subordinandone la realizzazione alla redazione di  un “Piano di razionalizzazione dei carburanti”.

Il Comune ha, pertanto, scelto l’ipotesi  di regolamentare gli interventi con un piano attuativo che non poteva, a questo punto, che seguire le procedure previste dalla legge regionale 16/04 .

La delibera di C.C. n.61 del 30.11.06 con la quale è stato “approvato” il “Piano di razionalizzazione dei carburanti”, come sarà agevole verificare, non ha seguito alcuno degli iter procedimentali indicati dalla normativa regionale.

 

E’ infine il caso di rilevare come il progetto contrasti anche con l’art.39 delle norme di attuazione del detto Piano di Razionalizzazione della Rete di Distribuzione Carburanti allorché recita (alla lettera e) in relazione all’ubicazione degli impianti che la distanza da incroci e da accessi di rilevante importanza non deve essere inferiore a ml. 95”.

Contrariamente a quanto previsto l’impianto autorizzato è posto a meno di 95 ml. dall’accesso della lottizzazione del  Parco dei Platani. Un accesso che, in quanto serve un enorme parco, non può non essere inquadrato tra quelli indicati alla lettera e) dell’art.39.

A ciò va aggiunta la vicinanza degli accessi di ben altri due grossi condomini quali il “Parco delle Ginestre” e il “Parco Arancia” posti appena di fronte all’ingresso previsto per la nuova stazione di rifornimento di  carburanti, oltre alla stazione dei Vigili del Fuoco posta nelle immediate adiacenze e il cui ingresso dei mezzi di soccorso non può non essere definito di “rilevante importanza”!!!

 

Inoltre parrebbe che il parere necessario ed obbligatorio da parte della Polizia Municipale in relazione all’apertura di nuovi varchi su pubblica strada in ottemperanza con quanto disposto dal C.d.S. e dalle normative vigenti sia stato rilasciato solo dopo l’inizio delle opere. Il D.P.R. n.380/01 all’art.23 stabilisce che l’autorizzazione all’apertura dei varchi è atto propedeutico e costitutivo del titolo abilitativo e, pertanto, in difetto di essa, il titolo abilitativo a costruire è da ritenersi non validamente ed efficacemente formato e gli eventuali lavori messi in essere sono da considerarsi abusivi.”

 




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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