Immerso nella suggestiva atmosfera del porto corallino, il Circolo Nautico di Torre del Greco, ha offerto, sabato 24 Ottobre, una splendida serata: è stato presentato dall’autrice, la giornalista Annamaria Chiriello, il suo ultimo libro “Lucio Battisti. Emozioni Ischitane”. Ad intrattenere i tanti giunti nella “sala congressi” non c’era una piatta descrizione delle 106 pagine del libro; ad intrattenere gli ospiti c’era l’arte. Gli interessanti commenti della giornalista del TG5, che ha “raccontato” le più famose canzoni del cantautore, sono stati infatti accompagnati da una superba esibizione del noto complesso “Hora Nueva”. La band ha deliziato i presenti cantando le cover dei grandi successi di Lucio (da “Emozioni” a “Non è Francesca”) ed esibendosi successivamente anche in un loro brano inedito che ha evidenziato la potenza della loro musica, che ben si accosta alla delicatezza di Gioia Ruvo, prima voce della band. Ma l’attenzione è tutta rivolta al libro. “Lucio Battisti. Emozioni Ischitane” non vuole criticare l’artista, perché, l’ultima fatica editoriale della Chiariello, racconta di un Lucio Battisti ragazzino che, neppure diciottenne, non sapeva di possedere quel talento innato che lo rende oggi un artista transgenerazionale. La cronista del TG5 svela i retroscena di un cantautore che nei primi anni ‘60 muoveva i primi passi verso il successo, esibendosi negli allora locali d’elitè, quali ad esempio il noto “Rangio Fellone” che ha reso famosi altri artisti del calibro di Mina e Rocky Roberts. È sorprendente accorgersi che la formazione dell’artista laziale ha preso così tanto dalla musica partenopea: Battisti, proprio nei due/tre anni più importanti per la sua formazione, ha girato tra Napoli ed Ischia. Nel libro trova spazio tutto: l’estate, il mare, la vita semplice di un artista in erba e la dolce vita degli anni Sessanta. Parlava napoletano quel Lucio Battisti che pochi hanno conosciuto e che viene raccontato da chi l’ha visto crescere come uomo e come artista. Nessuno tra quanti hanno conosciuto il ragazzetto con tanti capelli ricci e la passione per la chitarra sapeva che sarebbe diventato l’interprete di tanti sogni, dei sentimenti degli italiani di tutte le età. In questo libro c’è Lucio con le sue canzoni, tutte le sue canzoni perché in ogni momento della vita ci si ritrova in un suo pezzo. In questo libro c’è la musica partenopea anche grazie alla prefazione di Peppino di Capri. In questo libro c’è Ischia, Ischia e le grandeur di quel periodo, Ischia da bere. Il Circolo Nautico, ha anche ospitato, nella stessa sala, la prima personale di pittura dell’artista Vincenzo Liverino. A commentarla il critico letterario Francesco Saverio Torrese “Cos’è l’arte? – questo il commento del critico- Tra le migliaia possibili risposte a questo annoso quesito credo che l’unica capace di definire davvero il concetto, sia: la capacità di trasmettere emozioni. Che l’emozione trasmessa sia poi delicata o potente, romantica, dolorosa, provocatoria, o che addirittura al fruitore arrivi una emozione diversa da quella che ha animato le mani dell’artista, non ha alcuna importanza. È con questo spirito che mi sono avvicinato ai lavori di Vincenzo Liverino ed è così che mi sono profondamente emozionato. Il linguaggio espressivo di Liverino è così potente, così splendidamente rumoroso, da non lasciare alcun dubbio sull’autenticità delle emozioni raccontate. Il suo bisogno di esprimersi si avverte impellente, insopprimibile. È davvero raro che un esordiente abbia in sé la capacità di esplorare tutta la gamma delle umane emozioni, la vita e la sua assoluta negazione, il sesso e l’amore romantico, le speranze e le disillusioni, i sogni e la realtà di ogni giorno. È raro ma quando accade non possiamo avere alcun dubbio: siamo in presenza di un Artista”. Un Artista con la “A” maiuscola, come lo era, è, e sempre sarà, Lucio Battisti.
Nadia Cozzolino