Nicola Cosentino per il PDL e Vincenzo De Luca per il PD, sono queste le sfide che sembrano profilarsi per la sfida a diventare Governatore della Regione Campania per chiudere la pagina Bassolino. Cosentino superato lo scoglio Carfagna, che Berlusconi ha voluto rimanesse Ministro a Roma, non dovrebbe avere grossi ostacoli, a meno di sorprese. Infatti Cosentino, come si può leggere su Positanonews, è in corsa ormai da mesi.
Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, invece, come tutti i cavalli di razza, è in corsa da solo, anche se deve affrontare l'eredità, pesante, di Antonio Bassolino, e l'incognita Cascetta che vorrebbe candidarsi, in continuità con lo stesso Bassolino che lo appoggerebbe, con la conseguenza che il PD potrebbe dilaniarsi andando incontro, oltre ad una probabile sconfitta, ad una vera e propria rovina politica che forse nessuno vuole e il primo segnale di volere De Luca Governatore è venuto proprio da Franceschini, un sua candidatura condivisa da tutto il centrosinistra potrebbe riaprire la partita della Campania.
Ora con ogni probabilitá Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl campano e sottosegretario all’Economia, sarà il candidato del centrodestra per la presidenza della Regione Campania. E’ questa l’indicazione che Silvio Berlusconi ha raccolto ieri dalla quasi totalitá dei parlamentari campani, riuniti a Palazzo Grazioli con i coordinatori nazionali Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi. Alla riunione si è aggiunto in conclusione il premier: poco più di mezz’ora per recepire le indicazioni del territorio, rimettere la decisione nelle mani della triade di coordinatori e sottolineare che «il Popolo della libertá non è una caserma» e che le indicazioni arrivate dai rappresentanti locali saranno tenute in debito conto.
Abbastanza per suscitare l’entusiasmo dei sostenitori di Cosentino, come traspare dalle parole di Mario Landolfi, sottosegretario e vice coordinatore regionale: «Il nome del candidato sará ufficializzato dal presidente, ma la cosa è ormai fatta. Berlusconi sará presto in Campania, dove ufficializzerá la candidatura».E dalla delegazione campana arriva una nota che esprime «viva soddisfazione» per l’esito dell’incontro con il premier. «La delegazione - prosegue il documento - ha particolarmente apprezzato la convinta partecipazione del presidente Silvio Berlusconi, che si è lungamente trattenuto sui successi del Governo nella regione e sulla necessitá di dare inizio celermente alla campagna elettorale con una sua prossima visita nelle cittá di Acerra e Pompei». Tra i parlamentari campani l’indicazione di Cosentino è stata pressoché unanime. I pochi contrari, come il ministro salernitano Mara Carfagna e il deputato Italo Bocchino, hanno preferito non andare allo scontro.
A fine riunione, dalla loro componente si fa notare che il nome del candidato governatore non c’è ancora e che lo stesso presidente del consiglio ha rilanciato una rosa di tre possibili candidati, confermando, accanto al nome di Cosentino, quelli dell’ex ministro socialista Stefano Caldoro e del presidente degli industriali napoletani, Gianni Lettieri. Il coordinatore regionale, però, appare nettamente in vantaggio. L’ufficialitá è attesa per il prossimo fine settimana e, secondo una fetta del partito, se questo crisma non è arrivato ieri è solo per attendere che le scelte siano chiuse in tutto lo scacchiere, specie in regioni fondamentali come il Lazio. Due elementi Berlusconi ha intanto tenuto a sottolineare: la benevolenza per la partecipazione dei dirigenti locali ai processi decisionali del partito e l’intenzione di giocare, nella campagna elettorale per la Campania, un ruolo da protagonista.
«Sono contento che ci sia questa discussione e che il territorio si esprima» ha ribadito il premier, annunciando che «chiunque sceglierá il partito, io sarò sempre in Campania a sostenerlo. Vedrete - ha promesso - verrò ovunque».
L’investitura arriva con un’intervista all’emittente napoletana Canale 21, ed è subito rilanciata dalle agenzie. Dario Franceschini, il segretario uscente del Pd, che domenica prossima proverá a giocarsi la riconferma con le primarie, esce alla scoperto sulle regionali in Campania e si schiera, senza esitazioni, per la candidatura del sindaco di Salerno. Vincenzo De Luca «è la migliore soluzione per vincere le elezioni» sentenzia davanti alle telecamere.
E aggiunge: «De Luca ha dimostrato di saper governare. Quindi una sua discesa in campo troverebbe senz’altro il mio sostegno». Alt senza possibilitá di appello, al contrario, per le residue ambizioni bassoliniane di mettere sulla bilancia il proprio peso e indicare un uomo di fiducia. «Quella di Bassolino - ha ribadito Franceschini - è una stagione ormai finita. Ha ragione De Luca quando afferma di voler lavorare senza condizionamenti di chi deve farsi da parte». Una scelta di campo netta e irreversibile, che coglie di sorpresa gli stessi deluchiani e spiazza una fetta dei rappresentanti campani della mozione Franceschini, come i parlamentari Alfonso Andria e Tino Iannuzzi, che col sindaco hanno avuto più di un attrito. Con la presa di posizione pubblica, il segretario offre alla candidatura di De Luca la copertura del partito, proponendolo come l’uomo giusto per tutto il centrosinistra, ben oltre la bandiera civica delle liste di programma che pure si stanno preparando.
Che qualcosa, nel Partito Democratico, si si stesse muovendo in suo favore, De Luca deve averne avuto sentore giá da qualche giorno. Non sembra un caso che giovedì sera, nell’incontro con i consiglieri comunali del suo gruppo, abbia frenato sull’avvio di una campagna solitaria sottolineando di voler aspettare il risultato congressuale e le determinazioni del partito. Il progetto delle liste civiche (con industriali e candidati da pescare anche negli ambienti di centrodestra) resta sempre in piedi, ma sarebbe un di più rispetto al simbolo del Pd e a quelli delle formazioni alleate. Resta valida anche l’idea di evitare le primarie per presentarsi direttamente alle urne, ma su questo il sindaco ha ammorbidito la sua posizione, facendo marcia indietro rispetto a qualche tono irridente usato nei giorni scorsi.
Incassato il sì di Franceschini, e pure il sostegno della mozione Marino, aspetta ora di vedere come si muoverá Pier Luigi Bersani, terzo (e favorito) candidato alla segreteria nazionale del partito. De Luca ne sostiene la mozione, insieme a Bassolino, e secondo alcuni la mossa di Franceschini servirebbe proprio a spaccare il fronte avversario, mettendo l’ex ministro degli esteri davanti a una scelta tra l’uno o l’altro dei suoi "elettori". Un modo per recuperare consensi in vista delle primarie di domenica prossima, quando il Partito Democratico dovrá scegliere il suo leader.