Roccadaspide, provincia di Salerno Cilento . «Il servizio deve essere utilizzato esclusivamente come supporto alle attivitá operatorie. Pertanto, potranno accedervi i pazienti che, dopo l’intervento chirurgico, presentino un quadro clinico tale da richiedere un breve periodo di permanenza in terapia intensiva, prima di far rientro nel reparto di provenienza». Lo specifica il direttore sanitario dell’ospedale di Roccadaspide, Adriano De Vita, in una nota inviata ai dirigenti ospedalieri, al commissario dell’Asl e ai direttori delle unitá operative. La precisazione nasce dalla mancata comunicazione da parte del commissario dell’Asl relativa alle direttive sull’utilizzo della terapia intensiva, recentemente autorizzata come unitá post operatoria. In buona sostanza il servizio (atteso da circa cinque anni), deve essere erogato ai pazienti giá ricoverati all’interno dell’ospedale e non ad utenti esterni, e per il breve periodo in cui gli stessi necessitano della terapia intensiva. Il tutto nell’attesa che la direzione commissariale dell’Asl adotti i necessari provvedimenti. Una disposizione che ha deluso i tanti che si auguravano che il fatidico taglio del nastro si riferisse all’apertura completa del reparto di terapia intensiva, del quale potessero usufruire anche gli utenti esterni che necessitavano del servizio indispensabile per un comprensorio come la Valle del Calore. Alla luce di questa disposizione è ben comprensibile che i pazienti non ricoverati dovranno ricorrere ad altre strutture nei casi in cui avranno necessitá della terapia intensiva. «Tale attivitá - precisa ancora nella nota De Vita - dovrá essere assicurata dal personale medico ed infermieristico della sala operatoria, senza far ricorso ad orari aggiuntivi». Infine De Vita conclude: «Utilizzi diversi sono da considerarsi impropri, con responsabilitá esclusiva del personale che li avrá determinati». Per cambiare le cose sará necessaria un’autorizzazione del commissario straordinario. Angela Sabetta