L’amore-carità di S Paolo
“La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine”
Queste parole di Paolo le troviamo nella lettera ai Corinzi, nel famoso Inno alla carità al capitolo 12, parole che rimandano direttamente alla Persona di Gesù Cristo, venuto tra gli uomini per insegnare il modo vero di amare Dio e il prossimo. E a invitarci ad una la sincera e costante disponibilità al comandamento nuovo: “amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amato” (Gv 13, 34).
E’ nel comandamento della carità che si concentra la fede cristiana che, solo così, troverà quell’autenticità e capacità di smuovere le montagne, specie quelle innalzate dal nostro egoismo, dal nostro amor proprio. Santa Caterina da Siena definiva l’egoismo come “la nuvola che offusca l'occhio dell'anima” (Lett. 350), “la polvere che acceca l’occhio dell'intelletto” (Lett. 76).
Infatti unicamente nell’amor proprio la grande Santa domenicana, nonché patrona d’Europa, vedeva la causa di tutti i mali, simile ad un parassita che tutto corrompeva.
Anche Giovanni Battista preannunciò chiaramente, riguardo a Gesù, che “per far crescere Lui, l’io deve diminuire” (Gv 3, 30). Noi spesso ci illudiamo del contrario e cerchiamo in tutti i modi di unire i due poli opposti dell’amore: l’amore disinteressato e gratuito che si chiama carità e l’amor nostro, prodotto da noi stessi, che si chiama, appunto, amor proprio. Non sempre è facile distinguere l’uno dall’altro, ma l’Inno alla carità forse può aiutaci a capire di più.
Ci spiega che l’amore cristiano, non “cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia… tutto sopporta”, mentre l’amore interessato, fa esattamente il contrario: “cerca il suo vantaggio, si agita e si preoccupa di sé, risponde al male col male e sopporta solo se stesso e gli altri se gli fanno comodo”.
Perciò come scrive sempre S.Paolo nella lettera ai Corinzi,ma al capitolo 2:
”L' uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L'uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.
Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo dirigere?
Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.”
Stupenda affermazione questa , noi abbiamo il pensiero di Cristo sulla terra, ora che Lui è andato via dal mondo col corpo….
Qui c' è un ragionamento molto interessante,secondo me, da fare.
Come nel rapporto tra gli uomini, io non posso sapere quello che pensa una persona se questa persona non mi racconta quello che lei è , così è di Dio. Io non ho accesso ad una persona, se non mi fermo ad ascoltarla, e, soprattutto, se lei non accetta di raccontarsi liberamente. Solo il suo spirito, la sua interiorità , sa chi è veramente, che cosa pensa, cosa soffre, quando e perché gioisce. E solo chi si fa attento alla sua voce capisce veramente chi è la persona che ha di fronte .
Così , spiega S. Paolo, è anche il Signore. Solo lo Spirito Santo di Dio sa cosa pensa veramente Dio e solamente chi accoglie questo Spirito Santo, può capirlo.
Ma ,so potrebbe obbiettare, fino a qui i Greci arriverebbero, fino a qui anche i Greci potrebbero essere d'accordo sostenendo che solamente chi conosce l' oracolo di Apollo può capire il divino e l'umano. Ma , è questa la grande novità, il passo ulteriore e decisivo che il cristianesimo fa, è di dire che lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo,Il Quale ha lo Spirito e lo dona agli uomini. Colui che conosce il piano di Dio, che conosce qual’ è la Salvezza dell' uomo, quale è il bene dell' uomo, è solamente Cristo. Il Suo Spirito conosce Dio ed i segreti di Dio e svela l’uomo all’uomo.
Il grande passo in avanti del cristiano non consiste quindi nel parlare di tutto quello che è spirituale, ma nell' identificare ciò che è spirituale con ciò che è cristiano,cioè con Cristo.
Tutti gli uomini cercano ciò che è spirituale. Ognuno, cerca la giustizia, il senso della vita, l' amore, la carità , la speranza.,valori unici della vita.
La grande novità , la grande bellezza del Cristianesimo è che tutto questo “valore” si identifica, per meglio dire si “incarna” in Cristo, per chi crede.
Allora chi è una persona spirituale? S. Paolo dice che è uomo spirituale colui che dice quello che Cristo pensa ,diventando così un vero cristiano.
Serve quel qualcosa in più, come scrive il cardinale Newman :
«Devi attendere fin che l’occhio dell’anima / si sia formato in te /.
La Verità religiosa non si raggiunge con il ragionamento /
ma con una percezione interiore /»
Trudy Borriello
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