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23/09/2006

Gragnano Gustaminori alla festa della pasta

La storia che si fa spettacolo, approda nella patria dei maccheroni: da Minori, ex terra di pastai, a Gragnano, il principale centro di produzione e commercializzazione del più tipico degli alimenti nazionali. GustaMinori si è trasferito nelle piazze della città per accompagnare fino a domenica il trionfo della pasta. Per il terzo anno consecutivo, la capacità di teatralizzare la storia e raccontarla attraverso inedite piece e musiche originali, è stata precettata dal Consorzio Gragnano Città della Pasta con cui la GustaMinori Corporation ha stretto un’importante collaborazione. Tanto che dalla cittadina Costiera, la manifestazione che anima ogni anno il primo week-end di settembre, si è trasferita persino ai piedi dei grattacieli di New York grazie al gemellaggio con il sodalizio presieduto da Giuseppe Di Martino. “E’ un importante segnale di come si riesce a fare sistema tra eventi di punta del panorama regionale – avverte il presidente della GustaMinori Corporation, Andrea Reale – Siamo stati tra i primi ad aver intuito la necessità di stabilire un rapporto sinergico che continuerà col tempo a dare grandi soddisfazioni”.

 

Lo spettacolo, dal titolo “Maccaruni cu ‘a Rivolta” e realizzato come sempre da Lucia Amato che cura la regia, verte sul mito di Masaniello e sul percorso del suo animo rivoltoso. È la storia di Tommaso Aniello d' Amalfi che interpreta l’animo del “partenopeo” e, forte del suo glorioso passato, lo vive e lo attualizza nella vita quotidiana, anche rivoltandosi contro il potere precostituito. La storia viene rivissuta attraverso gli schemi del teatro “non convenzionale” in cui tutti i tasselli, le scene, aprono molteplici interpretazioni e antitesi delle stesse. La bellezza e la suggestione delle scenografie e dei costumi ben si lega alle musiche scritte e arrangiate dal maestro Gerardo Buonocore. Grazie a lui, quell’epoca si trasfigura. Non più l’idea restrittiva di musica “intrattenimento-sollazzo”, ma ricercata fusione tra sonorità antiche ed effetti estremamente moderni.

 

E così l’artificio del teatro, la capacità di metter in scena la parola, la musica, i gesti, affidando ad essi il dialogo con il presente, ossia la capacità di andare oltre il tempo, sono le linee guida dell’inedito spettacolo realizzato per questa quinta edizione della Festa della Pasta di Gragnano durante la quale saranno proposte ben sette scene.

 

Il Lusso di corte” durante la quale vengono presentati l’ozio e la vacuità dei cortigiani con quadri scenici e musiche del 600 napoletano; “Il Tumulto in embrione”, ovvero l’insoddisfazione e l’esasperazione dei ceti popolari che procurano i primi fermenti di una rivolta che sta per esplodere; “L’illusione della rivolta” (l’apertura del sipario in un teatro si eleva a nascita del sogno rivoluzionario); “La Sommossa” con l’animazione popolare a Piazza Mercato, tra psicodramma ed entusiasmo nell’identificazione collettiva col capopopolo; “Vincitori e vinti”, con la sequenza di scene in cui si alternano sentimenti e confusione per una rivolta tra potere e fragilità.

 

A seguire le altre due scene a cominciare da “Il Fallimento” che narra la ripresa del ruolo egemonico e l’asservimento del popolo che ritorna plebe. Ma anche la condanna e l’uccisione dell’eroe simbolo con la conseguente scomparsa dell’idea di rivoluzione. Infine, “Il Volo”, ovvero l’esaltazione e la beatificazione dell’eroe morto e la contemporanea rivalutazione della perenne eternità e speranza rivoluzionaria.




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