. Inchiesta sulle concessioni commerciali facili, ecco la delibera da cui scaturisce l’inchiesta della Procura. • Si tratta della numero 205, approvata dalla giunta comunale di Nocera Superiore il 28 dicembre del 2007. All’epoca, l’organo esecutivo era composto dal sindaco, Gaetano Montalbano e dagli assessori Adriana Greco (vicesindaco), Generoso Baio, Gaetano Pedone, Giuseppe Senatore, Pietro Villani e Ciro Stanzione. Stando alla ricostruzione del pm Guarino, è proprio questa delibera che contiene gli estremi dell’ipotesi di reato di concorso in abuso d’ufficio. L’oggetto della delibera è "presa d’atto del parere formulato dall’avvocato Sergio Perongini concernente la possibilitá di realizzare attivitá commerciali in zona D del Piano Regolatore Generale". In effetti, l’inchiesta della Procura mira ad evidenziare un abuso d’ufficio da parte degli amministratori comunali che, alla fine, avrebbe prodotto l’emissione di concessioni commerciali in una zona non destinata a questo tipo di attivitá. Leggendo la delibera di giunta, si apprende che la stessa opera esattamente 3 passaggi. "Prende atto" del parere dell’avvocato Perongini, "demanda" al Responsabile del settore assetto del territorio l’applicazione delle conclusioni formulate e "Trasmette" la delibera ai responsabili dei settori di competenza. Ma cosa sostiene il giurista nel suo parere? Innanzitutto si tratta di un documento articolato in 8 pagine. «Il comune di Nocera Superiore - scrive Perongini - mi ha chiesto di formulare un parere concernente la possibilitá di realizzare attivitá commerciali in zona D. Il problema si pone in quanto nell’impianto urbanistico vigente, non vi è alcuna zona destinata a tale tipo di attivitá». Segue una disamina degli elementi di diritto valutabili, in primis il decreto ministeriale 1444 del 1968 che suddivide il territorio comunale in aree omogenee, con i limiti inderogabili di densitá edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati ed i rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attivitá collettive, ai parcheggi e al verde pubblico. «Nell’impianto urbanistico del comune - scrive Perongini - non vi è alcuna area destinata alle attivitá commerciali e non può ritenersi che questi tipologia sia praticabile nelle aree urbanistiche denominate B e C. Sebbene nelle zona C, seguendo le norme di attuazione, è previsto l’insediamento di attrezzatura commerciali, così come in zona L sono possibili lavoratori sussidiari delle attivitá commerciali va evidenziato che il concetto di attivitá commerciali è ben diverso dalla presenza di soli laboratori o attrezzature. In quanto l’elemento caratterizzante di queste attivitá è l’esercizio del commercio e, dunque, la commercializzazione di prodotti». Fin qui il giurista sottolinea come sia impossibile autorizzare le attivitá commerciali nelle zone B ed L che non prevedono l’esercizio della vendita diretta. Di conseguenza, non essendo stata identificata la zona D, a Nocera Superiore non si potrebbe consentire alcun insediamento che prevede la vendita. Varrebbe a dire che il commercio verrebbe vietato. • «Per ovviare a tale inconveniente - conclude Perongini - la giurisprudenza ha da sempre evidenziato che l’interpretazione delle norme del piano regolatore sulla zonizzazione non deve essere rigida, consentendo l’allocazione di attivitá non direttamente contemplate che, altrimenti, finirebbero per essere precluse, con evidente compressione dei diritti costituzionalmente garantiti. Sulla scorta di queste considerazioni, è possibile concludere nel senso che il comune può autorizzare l’esercizio di attivitá commerciali nella zona D del vigente prg». Fin qui il parere ottenuto dal comune che non ha impedito alla Procura di aprire l’inchiesta nella quale sono rimasto coinvolte diverse aziende che hanno aperto i battenti proprio nella zona D. • Si tratta del "McDonald’s", del ristorante "Fratelli La Bufala", del centro commerciale "Elettroforniture S.r.l.", e delle societá "Made S.r.l." ed "Origami S.r.l.". Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Montalbano: «Il mestiere di amministrare una comunitá diventa sempre più difficile con il passare del tempo. I controlli devono esserci e sarebbe colpevole non eseguirli. Guai a lasciare il potere politico in balia di se stesso. Ed è per questo che, con la massima serenitá chiederò di essere sentito dal Pm». Sono trentuno le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Nocera Inferiore Elena Guarino.
• Non solo amministratori del comune di Nocera Superiore ma anche dipendenti del Comune di Nocera Superiore, imprenditori, tecnici progettisti dei lavori.
• L’altra mattina, sono stati raggiunti da avvisi di garanzia gli amministratori che erano in carica nel 2007. Si tratta di Gaetano Montalbano di 53 anni (sindaco), Adriana Greco di 55 anni (vicesindaco), Generoso Baio di 47 anni (assessore), Gaetano Pedone di 50 anni (assessore), Giuseppe Senatore di 45 anni (assessore), Ciro Stanzione di 57 anni (assessore), Pietro Villani di 51 anni (assessore).
• Poi ci sono Mariano Senatore di 33 anni, Antonio Pastore di 76 anni, Walter Cerrato di 40 anni, Diodato Trotta di 39 anni, Angelo D’Alessio di 59 anni, Gennaro Schiavo di 61 anni, Vincenzo Galasso di 44 anni (dell’ufficio tecnico del comune di Nocera Superiore) residente a Cava de’ Tirreni, Carmine De Simone di 54 anni, Stefano Galardini di 48 anni domiciliato a Milano, Sergio Verace di 49 anni, Gennaro Petti di 48 anni, Antonio Petti di 51 anni e residente di Cava de’ Tirreni, Antonio Petti di 50 anni residente a Corbara, Gaetano Petti di 63 anni, Prisco Gazzillo di 51 anni residente a Cava dei Tirreni, Ciro Del Core di 59 anni, Antonio Lamberti di 47 anni residente a Nocera Inferiore, Raffaele Fasolino di 54 anni (coordinatore Ufficio di Piano del comune di Nocera Superiore), Pasquale Nizza di 64 anni, Olga Acanfora di 52 anni, Maria Caputi di 45 anni con studio a Napoli, Maurizio Colasante di 48 anni residente a Cava dei Tirreni (Capo Ufficio tecnico del comune di Nocera Superiore), Giuseppe Basti di 60 anni (ufficio tecnico del comune di Nocera Superiore), Domenico Giustino di 51 anni domiciliato a Pozzuoli.
• Ora si attendono le eventuali memorie difensive. Dopo di che il sostituto procederá al deposito della richiesta di rinvio a giudizio.
Gianpaolo Bisogno La Città