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24/09/2009

Successo per il giovane ballerino Bruno Aversa, ammesso nella scuola del Teatro di San Carlo di Napoli.

foto Bruno-91773035.jpg

Successo per il giovane ballerino Bruno Aversa, ammesso nella scuola del Teatro di San Carlo di Napoli. E Patty Schisa lancia un appello ai genitori degli aspiranti ballerini della Penisola Sorrentina.

Allora, complimenti, signora Schisa! “Sì, è  veramente una soddisfazione, un altro successo dopo un lungo lavoro di preparazione fisica e tecnica. Bruno ce l’ha fatta ed entrerà al quarto corso della Scuola di Danza Classica del Teatro di San Carlo, una delle più antiche e prestigiose scuole europee".
E’ Patty Schisa che parla con la pacatezza di sempre, ma determinata a difendere un successo che è tutto suo, della sua scuola di danza classica e moderna che dirige in Penisola ormai da oltre 30 anni. “E’ un lavoro duro, lungo, ma che se fatto con professionalità e serietà dà grandi soddisfazioni”. Infatti, Bruno Aversa, giovanissimo ballerino, è solo uno dei tanti allievi della scuola che hanno spiccato il volo per altri lidi di successo; accanto a lui ci sono Veronica Maja, Floriana Monici, Manuela Zero, Valentina D’Apuzzo, per citarne solo alcune, ormai artiste affermate nel mondo della televisione, del teatro e dello spettacolo". Dunque il talento naturale non basta, mi sembra di capire. Allora qual è il segreto? “Voglio fare un appello ai genitori di tutti quei ragazzi e ragazze che aspirano ad un percorso di ballerina/o, voglio dire loro che non si deve essere superficiali nel consegnare i propri figli  nelle mani di una qualsiasi persona che si “finge” insegnante di danza. E’ vero, la danza è un'arte e come tale ne è libero l'insegnamento, ma dato che non ci sono delle regole e dei controlli è compito dei genitori informarsi circa le credenziali della scuola presso la quale si sceglie di iscrivere il proprio figlio o figlia”.
Lei vuole dire che c’è avventatezza nella scelta di una scuola di danza e che teoricamente potrei insegnare danza anche io? “Voglio dire che la danza fatta male, oltre a essere una perdita di tempo e di denaro, può recare numerosi danni fisici, anche gravi e visibili come muscolatura gonfia e posture errate. Oggi esistono tanti mezzi d'informazione, internet per esempio, dove si può assistere a una lezione di danza, si può venire a conoscenza dei nomi di insegnanti e ballerini professionisti che operano nella zona di residenza della propria famiglia, o nelle vicinanze, solo così è possibile scegliere scuole con insegnanti qualificati, con una  storia e credibilità, dove poter iscrivere il proprio figlio”.
Dunque, può capitare di improvvisarsi insegnante di danza anche sull’onda del successo di trasmissioni televisive che fanno apparire la danza avvicinabile da chiunque; invece mi sembra di capire che serve ben altro per qualificare un insegnante. “I corsi formativi, cioè l'Inizio al Movimento e la Propedeutica sono molto impegnativi per i maestri e sono quelli che danno le basi formative più importanti per il successivo  studio della tecnica classica, come qualsiasi altra tecnica di danza. Non si deve quindi trascurare la scelta dei maestri! Studiare un po' di danza, seguire i molteplici corsi di perfezionamento o di tirocinio alla danza, non bastano per diventare un maestro. Sì, è vero, la danza oggi è molto inflazionata, grazie anche ai numerosi programmi televisivi, alcuni  fortemente diseducativi perché rendono la danza non più un’arte, ma una fonte di guadagno; è proprio per questo motivo che negli ultimi anni si è assistito alla rigogliosa crescita di numerose pseudo-scuole di danza, spesso ricavate in palestre o presso scuole paritarie, con insegnanti di danza improvvisati, attribuendosi il nome di “scuole di danza” o peggio ancora di “accademie”. La vera Accademia di Danza è, per esempio, quella di Agrippina Vaganova a San Pietroburgo, un luogo dove possono insegnare solo ex ballerini del Teatro Koriv, o chi ha ricoperto ruoli di solista o di primo ballerino”. Beh, mi sembra giusto. “Certo! Perchè se non si è vissuta l'esperienza del palcoscenico in maniera professionale, se non si è danzato il repertorio classico, se non si ha avuto l'esperienza di lavorare con grandi coreografi e danzatori, cosa si può trasmettere ai proprio allievi? NULLA! La danza non può essere solo teoria, ma è anche pratica, ed è questo che fa la vera differenza tra un'insegnante e un'altra”. Il suo messaggio mi sembra chiaro: prevenire è meglio che curare. “Sì, e spero che le mie parole possano aiutare i genitori, responsabili del futuro dei loro figli, a capire e non a fare degli errori che possono diventare anche irreparabili”.
Non c’è che dire, il messaggio è chiaro. D’altra parte l’elenco dei premi che la scuola di Patty Schisa ha conseguito nell’ultimo anno accademico parla chiaro: ben 15 piazzamenti e tutti nei primi posti di concorsi nazionali, inoltre alcuni  allievi della scuola, Valentina D’Apuzzo, Viviana Casillo, Charlotte Ruggiero, Marcella Rispoli, Marilisa Pane, Bruno Aversa, Mattia Aversa sono stati selezionati tra circa 300 partecipanti di tutta la regione Campania per partecipare allo spettacolo del Teatro Verdi di Salerno intitolato “Tutti in Scena” con le coreografie di Luciano Cannito, direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo, e Dino Verga. “Tutto ciò conferma il duro lavoro e la serietà professionale con cui vengono formati i nostri allievi e, come ho già detto in un’intervista a giugno su  RAI 3, io ho avuto la fortuna di danzare per 10 anni nel Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli ed è stata un’opportunità unica che oggi mi permette di trasmettere le mie esperienze a tutte le  allieve e agli  allievi  delle mie scuole: per me è splendido vederli  danzare  e con loro continuare a danzare anch’io”. Messaggio ricevuto, signora Schisa. A buon intenditor…


                                            Mariella Nica




Inserito da:
raffaele pirozzi - raffaele.pirozzi@email.it

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