Il Presidente della Comunità Montana Monti Lattari, Salvatore Grimaldi, che sostituisce quelle della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina, sulla base dell’analisi dei dati contabili effettuata dal Responsabile del Servizio economico e finanziario, ieri con una nota indirizzata al Presidente ed alla Giunta Regionale della Campania, al Presidente ed ai Consiglieri Regionali, nonché al Prefetto di Salerno e Napoli, alle Segreterie Regionali e Territoriali CGIL-CISL e UIL, ha denunciato ancora una volta la drammatica situazione in cui versa l’ente
Il Presidente della Comunità Montana Monti Lattari, Salvatore Grimaldi e l’intero Consiglio Generale, unanimemente, hanno deciso di sospendere i lavori del Consiglio in segno di solidarietà nei confronti dei dipendenti dell’Ente che hanno proclamato lo stato di agitazione a causa dell’impossibilità ad erogare a partire da questo mese le spettanze stipendiali.
Il Consiglio approva soltanto un ordine del giorno di solidarietà verso i 44 dipendenti storici dell’Ente, il cui destino è segnato, a causa della legge di riordino delle Comunità Montane che ha provveduto all’accorpamento delle ex Comunità Montane sorrentina ed amalfitana.
Nonostante l’art. 12 della medesima legge preveda che il personale dipendente, proveniente dalle Comunità Montane disciolte, debba confluire nella nuova Comunità Montana Monti Lattari e che i posti di lavoro siano salvaguardati, la Regione Campania è rimasta sorda durante i trascorsi nove mesi di quest’anno, trascurando con negligenza il problema e segnando nefastamente il destino non soltanto dei dipendenti della Comunità Montana Monti Lattari, ma anche di quelli delle altre Comunità Montane campane.
Il Consiglio Generale della Comunità Montana Monti Lattari ha invitato il Vice Presidente della Regione Campania, nonché Assessore agli Enti Locali, ad attivarsi tempestivamente per il superamento immediato di questa crisi annunciata.
Nel frattempo i dipendenti della Comunità Montana Monti Lattari, con sede in Tramonti, di concerto le Segreterie Regionali e Territoriali CGIL-CISL e UIL, hanno proclamato lo stato di agitazione a causa della grave situazione in cui si sono venute a trovare questa ed altre comunità montane e che ha portato l'amministrazione all'impossibilità di corrispondere gli stipendi al personale a partire dal corrente mese di settembre.
Le Organizzazioni Sindacali hanno denunciato ancora una volta la drammatica situazione in cui versa l’ente ed hanno interessato il Vice Presidente ed i Consiglieri della Regione Campania, il Prefetto di Salerno, il Presidente della Provincia di Salerno, l’UNCEM ed il Ministro della Funzione Pubblica, dichiarando lo stato di agitazione e di sospendere ogni prestazione lavorativa fino a quando non verrà garantito il pagamento degli emolumenti, che per molti lavoratori rappresentano l’unica fonte di sostentamento.
Inoltre le OO.SS. hanno chiesto al Prefetto l’attivazione di un tavolo istituzionale con le Parti in causa, nonché l’apertura del tentativo di raffreddamento del conflitto, così come previsto dalla legge.
La causa di questo disastro annunciato è da ascrivere alle drastiche riduzioni dei trasferimenti erariali in seguito alle leggi finanziarie 2008 e 2009. I tagli operati al fondo ordinario non hanno tenuto conto delle ripercussioni sulla copertura finanziaria delle spese anche per il personale. Ciò è avvenuto, nonostante l’espressa conferma della salvaguardia dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, disposta dalla legge finanziaria 2007 e dalla successiva L.R. 12/08.
Sono ormai sette mesi di incontri, di redazioni di documenti, anche da parte dell’UNCEM Campania, di pressioni politiche verso i vertici della Regione Campania, che finora si sono mostrati poco sensibili verso le istanze delle 20 Comunità Montane campane, ma soprattutto nei confronti di circa 600 dipendenti storici e delle loro famiglie, molte delle quali vivono soltanto grazie a questo reddito.
I Presidenti delle venti Comunità Montane della Campania hanno predisposto diversi documenti - inviati ai vertici regionali ed ai Prefetti delle cinque province campane - dai quali si evince l’impossibilità ad approvare i bilanci di previsione per l’esercizio finanziario 2009.
Il fosco scenario annunziato nel corso del 1° semestre 2009, ormai è realtà ineluttabile per la Comunità Montana Monti Lattari, pur avendo approvato l’ipotesi della dotazione organica, come prescrive la Legge regionale n. 12/08. Mentre la Regione ascrive le colpe al Governo, quest’ultimo si accinge ad approvare un decreto per la cancellazione delle Comunità Montane a livello nazionale.
Le riforme sono necessarie ed auspicabili se s’individuano anche le soluzioni! Lasciando le Comunità Montane in agonia non si rende un buon servizio al territorio ed ai suoi abitanti. Il destino della Comunità Montana Monti Lattari è segnato: la paralisi amministrativa è la logica conseguenza se la Regione Campania non interviene con proprie risorse finanziarie per integrare il fondo ordinario a garanzia della copertura delle spese per il personale in servizio e la collocazione diretta di quello in esubero presso l’Ente regionale o altri enti pubblici territoriali.
Le organizzazioni sindacali hanno di conseguenza dichiarato lo stato di agitazione del personale delle Comunità Montane rappresentando ai Prefetti delle cinque province della Campania la difficoltà in cui versano attualmente gli organismi montani.