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21/09/2009

Parliamo di Lourdes

 

Riflessioni su Lourdes

 

Sono stata ai primi di settembre in pellegrinaggio a Lourdes, è stato un vero regalo per me andare in  compagnia di care amiche di infanzia nonché compagne di percorsi interiori e come spesso accade in questi luoghi cosiddetti “sacri”,non si ritorna da lì mai uguali .

 Sono le esperienze di dentro che accomunano credenti e non credenti ,i viaggi dell’anima che facciamo tutti , a segnare una traccia comune nel cuore di ognuno di noi, una sorta di memoria dell’oltre,per cui cambiano i luoghi o i tempi,ma non certo  il risultato, sono cose che lasciano il segno,  un solco aperto nella  strada.

Ho visto , come sempre accade in queste circostanze, tanta umanità sofferente , ma allo stesso tempo un’umanità solidale legata da   un abbraccio ampio che sale fino al cielo. Ci eleviamo tutti quando amiamo , anche le nostre povere parole acquistano un altro spessore e forza, si parla col cuore mentre si opera con “le viscere”,e diveniamo tutti un po’ madre. .A Lourdes infatti si agisce dando il meglio anche se non si vuole , se non si è pensato che potesse accadere, si è coinvolti, anche se  solo con uno sguardo che scende  più nel profondo . E benchè  in mezzo a tanta sacralità ci sia presente  il profano di negozi e souvenir, come ci si avvia verso quella grotta, Maria, madre impastata di cielo e terra, ci attende e brilla come una luce trasparente , anzi direi come un fuoco che non si spegne mai .

Sotto quella grotta scorre il torrente  Gave, uguale come quando lo attraversò S. Bernadette 150  anni fa , straordinaria creatura, testimone di un evento fuori della sua portata e del suo  tempo,ma  che segnò indelebilmente  la sua vita . Il  torrente  dicevo, scorre uguale e monotono come siamo uguali e monotoni noi umani ,la nostra esistenza spesso è come quest’acqua , a volte grigia, a volte sporca, agitata , quieta, ma che segue inevitabilmente  il suo corso .Qui  Maria  dominando dall’alto, sembra stare lì per  impedire che il torrente prosciughi  e vuole  rassicurarci  che se  lo chiediamo  , farà lo stesso anche per noi.

Vedere a Lourdes malati e sani fra virgolette, mischiati insieme e capaci di convivere senza paure o pregiudizi , dà la giusta dimensione della nostra umanità ,si percepisce fortemente , per chi vuole vedere,   quel misto di miseria e grandezza che ci contraddistingue e accomuna.

Ma è soprattutto  l’esperienza delle bagno nelle piscine in cui si bagnano malati e sani,  che mostra la  forza taumaturgica di questo luogo. Al di là di miracoli tangibili  che sono avvenuti e che avvengono  sotto lo sguardo attento e vigile della Chiesa, uno resta per me il miracolo più grande: la fede ti fa bagnare senza paura di contagio e solo la fede  ti rende capace, anche se per poco, di sentirti fratello e sorella di colui che ti precede e ti segue nelle piscine e di cui non conosci nulla , ma di cui condividi in quel momento la condizione.

Non aggiungo altro , le esperienze vanno raccontate brevemente , con parole che saranno sempre inadeguate,ma son fatte  per lasciare spazio alla riflessione personale di chi vuole.

E vi saluto con uno stralcio di una  bellissima poesia di Mario Luzi  su Maria, intitolara “Alla vita”:

 

“ Amici dalla barca si vede il mondo

e in lui una verità che procede

intrepida, un sospiro profondo

dalle foci alle sorgenti:

la Madonna dagli occhi trasparenti

scende adagio incontro ai morenti,

raccoglie il cumulo della vita , i dolori,

le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.

Le ragazze alla finestra annerita

con lo sguardo verso i monti

non sanno finire di

aspettare l’avvenire.

Nelle stanze la voce materna

senza origine, senza profondità s’alterna

col silenzio della terra, è bella

e tutto par nato da quella.”

 

 

 

Trudy Borriello

e-mail :trudy.vitolo@fastwebnet.it

 

Tutti i contenuti presenti nella sezione e negli articoli sono da considerarsi di proprietà dell’autrice che se ne riserva tutti i diritti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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