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17/09/2009

Parlamento in lutto, «la politica sia unita»Berlusconi: siamo vicini alle famiglie

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L'appello di Capezzone (Pdl): le istituzioni si mostrino vicine alle famiglie delle vittime. L'Idv: serve exit strategy

MILANO - Appena giunta la notizia dell'attentato di Kabul in cui hanno perso la vita almeno 6 militari italiani, l'Aula della Camera ha sospeso i suoi lavori «in segno di lutto e solidarieta» con i soldati, «in attesa - ha spiegato la vicepresidente dell'Assemblea, Rosy Bindi - che il governo riferisca». «La Camera si stringe attorno alle famiglie - ha detto il presidente Gianfranco Fini, proponendo poi un minuto di silenzio prima di togliere definitivamente la seduta, riaggiornandola al tardo pomeriggio per le comunicazioni del ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Il quale, in Senato, ha confermato le sei vittime e i quattro feriti. «Non ci sono mai parole adeguate in questi momenti - ha detto La Russa - ma alle famiglie dei caduti esprimiamo il cordoglio di tutto il Paese. Agli infami, vigliacchi aggressori che hanno colpito ancora nella maniera più subdola diciamo con convinzione che non ci fermeremo».

Anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso il suo profondo cordoglio personale e quello dell'intero governo al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Camporini e al generale Castellano che comanda il nostro contingente a Kabul. Il governo italiano - si legge in una nota- è vicino alle famiglie delle vittime, condivide il loro dolore in questo tragico momento ed esprime la sua solidarietà a tutti i componenti della missione italiana in Afghanistan impegnata a sostegno della democrazia e della libertà in questo sfortunato paese.

Con il passare dei minuti sono arrivate le prime reazioni dal mondo della politica. Per Fabrizio Cicchitto, presidente dei parlamentari del Pdl, la morte dei soldati è avvenuta «nell'adempimento del loro dovere» perché i militari italiani sono «impegnati in Afghanistan per la difesa della democrazia in quel Paese e della libertà del popolo afghano e per la lotta al terrorismo islamico». Il portavoce del partito, Daniele Capezzone, ritiene invece che «in un momento così tragico, è auspicabile che la politica sia unita, e che i familiari delle vittime e tutti gli altri soldati in missione sentano che le istituzioni e le forze politiche sanno davvero essere vicine a tutti loro».

Un appello che sembra condiviso dai centristi. «Ci inchiniamo al sacrificio di questi sei eroi della pace, caduti per difendere la popolazione afghana dalla furia cieca del terrorismo - afferma Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc -. I nostri soldati operano in Afghanistan in condizioni di grande pericolo, e lo fanno sempre con coraggio e abnegazione. Non è il momento delle divisioni, ma quello dell'unità: stringiamoci tutti intorno ai nostri militari, senza tentennamenti. Non si badi a spese per garantire loro tutti i mezzi e le risorse perchè possano svolgere al meglio questo difficile ma irrinunciabile lavoro».

«In Afghanistan, lo diciamo da tempo bisogna pensare ad un'exit strategy - sostiene invece Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Italia dei valori -. Come Idv non abbiamo fatto mancare il nostro sì al rifinanziamento della missione, ma vogliamo che i nostri militari siano in piena sicurezza». Per Belisario, comunque, «la domanda è sempre la stessa: siamo lì per garantire la pace o per partecipare a una guerra? Dobbiamo discutere dello scopo della nostra missione».

Il senatore democratico Mauro Del Vecchio, già generale alla guida degli italiani in Kosovo, commenta invece come «l'opera di pace dei nostri soldati per garantire ed accompagnare il processo di stabilizzazione di un Paese, in bilico tra democrazia e caos, è ancora una volta tragicamente segnata dalla perdita di vite umane». «Profondamente addolorati e indignati». Con queste parole Achille Serra e Gianpiero Scanu, vice presidente e capogruppo Pd della Commissione Difesa del Senato, si dicono invece «profondamente addolorati e indignati» e parlano di «attentato vile e tragico».

Duro il commento di Jacopo Venier, dei Comunisti italiani: «Prima che cominci il solito diluvio di lacrime di coccodrillo per i soldati italiani morti a Kabul, vogliamo ricordare a tutti che in guerra si muore. L'Italia in Afghanistan sta combattendo una guerra sporca. Speriamo che questa volta assieme alle bare ritornino anche i vivi. Lo ripetiamo ancora una volta: serve il ritiro immediato».

 

 corriere.it        inserito da michele de lucia

 

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Inserito da:
Michele De Lucia - michelepositano58@libero.it

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