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11/09/2006

I vincitori del “Premio Scanno”, edizione 2006.

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“Quando le donne hanno la luna. Credenze e tabù” ha vinto il “Premio Scanno” 2006 per l’Antropologia Culturale e le Tradizioni Popolari, conferito a Scanno (L’Aquila).

Il prestigioso riconoscimento della Fondazione Tanturri è andato all’autrice, l’antropologa Gianfranca Ranisio, che abbiamo avuto l’opportunità di conoscere ed apprezzare, già ai tempi universitari, nel pieno degli anni Settanta, quando frequentavamo il corso di laurea in Sociologia.  

Recita, cosi, la motivazione del Premio Scanno 2006 per l’Antropologia Culturale e le Tradizioni Popolari, conferito quest’anno all’ultimo libro di Gianfranca Ranisio, edito da Baldini Castoldi Dalai:“Inserendosi efficacemente nell’ampia tradizione dell’antropologia di genere, Gianfranca Ranisio, ci presenta con “Quando le donne hanno la luna. Credenze e tabù” un’opera di grande efficacia, nella quale, all’accurata rilevazione demo-antropologica, si accompagna una rigorosa interpretazione. Ne risulta un avvincente quadro delle modalità con le quali la società tradizionale e quella contemporanea hanno plasmato momenti essenziali della condizione e della storia dell’essere donna”.

Il prestigioso premio della Fondazione Tanturri è stato assegnato all’autrice dalla Giuria presieduta da Luigi Maria Lombardi Satriani, altro grandissimo antropologo.

Tra gli altri sono stati premiati: lo scrittore Carlo Sgorlon per la Letteratura, il chirurgo di guerra Chiara Castellani per la Medicina, la messaggera della canzone popolare italiana nel mondo Giovanna Marini per la Musica, l’imprenditore Francesco Amadori per l’Alimentazione, il giurista Francesco Donato Busnelli per il Diritto, l’ex Ministro per le Pari Opportunità Laura Balbo per la Sociologia e l’ex presidente dell’Antitrust ed ora Giudice della Corte Costituzionale Giuseppe Tesauro per l’Economia.

Accanto a queste sezioni è stato assegnato il Premio “Riccardo Tanturri” intitolato ai valori, a Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente, che opera in oltre 100 paesi nel mondo con una rete di 27 organizzazioni nazionali, per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini.

Negli anni hanno avuto il prestigioso riconoscimento tra gli altri: Susanna Agnelli, dell’omonima Famiglia, Enzo Bettiza, grande mente liberale, Gore Vidal, scrittore acutamente poltico, e Antonio Tabucchi, bravo scrittore, per la letteratura, Fernanda Pivano e Dacia Maraini per la narrativa, Enrico Mentana e Paolo Graldi per il giornalismo ed il Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais per l’Innovazione Tecnologica.

“Quando le donne hanno la luna. Credenze e tabù”, pubblicato dalla Baldini Castoldi Dalai 2006 (16 euro, 214 pagine), è un libro interessante di un’antropologa seria e preparata.

L’autrice intende partire dalla tesi secondo la quale la medicalizzazione rappresenta una delle forme di controllo del corpo femminile presente nelle società occidentali.

Gianfranca Ranisio si chiede se e in che modo questa prospettiva di medicalizzazione si stia estendendo alle tappe fisiologiche che contraddistinguono la vita delle donne, dal menarca alla menopausa.

Infatti, ciò che in passato veniva lasciato alla gestione femminile, ciò che rinviava a una percezione del tempo diversa, con i suoi momenti permessi e vietati, oggi non esiste più: ad annullare disagi e sofferenze interviene il trattamento farmacologico.

Queste fasi sono viste come una patologia da curare, perché sottraggono tempo al ritmo frenetico del quotidiano e mal si coniugano con i modelli che la società ci chiede di perseguire.

Il sangue della donna è carico di valenze simboliche, la sua sola presenza è percepita come elemento che caratterizza, struttura ed esalta la differenza sessuale.

E’ esperienza a cui, in quanto donne, non si può sfuggire, costrizione, ma anche attesa.

La ripetitività dell’esperienza induce la donna a “sentire” acutamente il proprio corpo, a sentire la propria fisiologia e, nello stesso tempo, i processi psicologici da questa determinati.

La periodicità di tipo ciclico delle mestruazioni istituisce uno stretto legame tra la vita femminile e la luna, che è il motivo che domina l’intreccio del testo; da tale legame derivano anche le credenze nell’influenza che si ritiene la luna eserciti sulla vita della donna, con l’alternarsi delle sue fasi.

Basandosi su racconti-testimonianza di donne e confrontando questi con le teorie antropologiche sull’argomento, l’autrice pone in evidenza il rapporto complesso presente nella vita delle donne tra l’esperienza vissuta, le rappresentazioni culturali e le storie che le descrivono.

Emergono da queste testimonianze le dinamiche familiari e i rapporti tra le generazioni e, con queste, l’importanza delle linee di discendenza femminile, che sono anche linee di trasmissione di saperi e poteri.

Gianfranca Ranisio è docente di Antropologia Culturale all'Università di Napoli «Federico II».

Si è occupata di pratiche, rituali e forme di devozione popolare, soprattutto nell’Italia meridionale.

Ha ampiamente indagato il significato simbolico e le rappresentazioni che accompagnano le tappe della vita femminile e, in particolare, ha studiato la scena antropologica del parto, facendone emergere pratiche e codici culturali.

I suoi lavori si situano nel punto di intersezione tra l’antropologia culturale, l’analisi delle tradizioni folkloriche e i gender studies.

Tra i suoi libri, segnaliamo: Lo Spazio Sacro (1978); Il Paradiso folklorico. San Giuseppe nella tradizione popolare meridionale (1981); Il lupo mannaro. L’uomo, il lupo, il racconto (1984); Venire al mondo. Credenze, pratiche e rituali del parto (1996) e La città e il suo racconto (2003). 

Il “Premio Scanno” quest’anno è stato ben indirizzato.

 

Maurizio Vitiello




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