
Positano, costiera amalfitana. In questo scorcio di calda estate Positano torna regina della danza. E mentre sulla terraferma si celebra il quarantennale del Premio Massine curato da Alberto Testa, proprio di fronte alla costa, su uno degli isolotti de Li Galli, s’annuncia una serata di grande balletto. Nel luogo che ospitò la dimora prima di Leonide Massine e poi di Rudolf Nureyev, si terrà per la prima volta uno spettacolo di danza con la partecipazione di étoile del calibro di Giuseppe Picone, Alessio Carbone, Dorothée Gilbert, Silva Azzoni e Olexsandre Ryabko. Il Positano Myth Festival, che ha un prologo stamane con l’inaugurazione di una mostra di Pino Settanni dedicata ai nuovi miti e l’avvio degli appuntamenti gourmet, prevede incontri (Bertinotti, Daverio, Cecchi Paone), spettacoli e serate «marine» con percorsi in barca e musica by night nelle calette più suggestive. Il clou la sera del 28 agosto, proprio con la serata a Li Galli. Non a caso, visto che quest’anno cadono i cento anni dalla fondazione dei Ballet Russes di Diaghilev, sono state scelte per l’occasione coreografie storiche di Balanchine, Fokine, Massine e Neumeier. «E a me toccherà eseguire un estratto dall’“Apollon Musagète” su musica di Stravinsky», racconta Picone, che stasera è tra i protagonisti di un gala di danza a Taormina. Il celebre ballerino napoletano, reduce dal successo di «Zorba il greco» all’Arena Flegrea con il San Carlo, ha un rapporto tutto speciale con la Costiera e POSITANO. «Avevo sedici anni quando vinsi il Premio Massine. Da lì per me è iniziato tutto, Pierre Lacotte mi notò e mi invitò a ballare nella sua compagnia a Nancy», racconta Giuseppe, che, data la giovane età, non ha mai conosciuto di persona Nureyev e lo ha visto ballare solo in alcuni video. Però ha spesso danzato sue coreografie: «Romeo e Giulietta» e «Lago dei cigni». «Penso - dice - che sia uno dei geni assoluti della danza. Non solo il migliore ballerino del secolo, ma un coreografo raffinato che non realizzava coreografie solo per lui, a sua misura, ma era capace di pensare cose bellissime per tutto il corpo di ballo. Per me è stato un mito, un modello da seguire, anche se poi con gli anni credo di aver trovato una mia identità. Ancora oggi molti mi dicono di vedere in me qualcosa di Nureyev, anche se siamo profondamente diversi». Picone quest’anno non sarà al Premio Massine a causa di altri impegni. Ci saranno però di lui molte immagini in una mostra a cinque mani di fotografi specializzati del settore: Alessio Buccafusca, Luciano Buonomo, Cristiano Castaldi, Bruno Farda e Luciano Romano. L’esposizione si affianca ad una serie di eventi, tra i quali un omaggio a Margot Fonteyn (3 settembre) e il gala sulla Spiaggia Grande (il 5) quando sul molo sarà scoperta una lapide in ricordo di Nureyev e dei suoi passaggi a POSITANO ogni volta che andava nella sua casa sull’isola di fronte. Nel corso della serata, targhe speciali a Walter Venditti, Anna Razzi, Anton Dino Verga e Michel Odin. Riconoscimenti, tra gli altri, anche a Manuel Paruccini, Alicia Amatriain, Isabelle Ciaravola, Uliana Lopatkina. Donatella Longobardi Il Mattino