E’ nativa di Amalfi l’unico questore donna d’Italia. Maria Rosaria Maiorino, classe 55, leone, una donna energica, conosciuta nell’ambiente dai modi sovente piuttosto bruschi, ma si mostra disponibile e cortese con la stampa.
Gli anni della gioventù nella Divina, con un padre, Andrea, stimato preside, e due sorelle, una laurea in legge e subito il concorso in polizia. Dopo un periodo di servizio nella DIGOS - ove è sttata collega di Mario Marchetti , poi divenuto magistrato - ha lavorato principalmente nella Squadra Mobile della Questura di Cagliari, di cui è stata vice capo e poi capo. L'episodio saliente della sua carriera è stato il "blitz", disposto in esecuzione delle disposizioni del PM Marchetti, che, con l'arresto di decine di persone, pose fine, nel 1991, alle imprese criminose della "banda di Is Mirrionis", una pericolosa banda di trafficanti di droga che si contrastavano tra loro con omicidi e attentati dinamitardi. Vice questore a Belluno, ha ricevuto la nomina da alcuni giorni e da venerdì sarà il questore di Grosseto. L’unico questore donna d’Italia.
Come si sente in questo ruolo?
“C’è molto clamore per questo incarico perché sono donna, ma non la prima, a ricoprire questo ruolo. Ma per me è solo il massimo dell’aspirazione professionale a cui puntavo. Il Ministero nel fare questa scelta ha dato un chiaro messaggio sulle scelte che vengono fatte sulla base della professionalità e come me ci sono tante donne che occupano anche posizioni di responsabilità, nella polizia operano ben 13.000 donne.”
Perché è entrata in polizia?
“Perché mi affascinava questo lavoro così dinamico, vario. Soprattutto a Cagliari nella mobile poi mi sono divertita, mi piace lavorare. E’ un lavoro duro, totalizzante, impegnativo, ma mi piace.”
Per una donna forse più difficile..
“Mi viene fatta sempre questa domanda ed è comprensibile. Anche se una donna potrebbe avere problemi per gestire figli e famiglia basta sapersi organizzare. Io non mi sono sposata, ma non per la carriera, sono le circostanze che riguardano tutte le categorie professionali. Uomo o donna non importa, si tratta di sapersi organizzare. Riuscire nelle cose dipende dalla positività con cui si affronta la vita ed il lavoro.”
Ci vorrebbero più donne ai vertici?
“Non è un problema di donne e uomini, il Ministero i suoi segnali li ha dati. I posti di responsabilità vanno affidati a chi di dovere e chiunque sia può riuscirci a prescindere.”
Che rapporto ha con la Costiera Amalfitana?
“Il legame con la Costiera e con Amalfi è fortissimo, chiunque si innamora di quelle terre e vorrebbe esserci figuriamoci io che ci sono nata, li ho la mia famiglia, le mie terre e li ho ricevuto la notizia della nomina proprio nella mia ultima visita a casa.”
Come ha reagito la sua famiglia all’inizio quando ha saputo della sua scelta?
“Hanno sempre rispettato le mie scelte e non ho mai avuto problemi con loro.”
Lei ha dimostrato coraggio anche confrontandosi con alcuni magistrati, in futuro le piacerebbe fare il giudice?
“La mia scelta la ho fatta e ne sono contenta.”
Michele Cinque