RNO — La finanza internazionale sta andando a rotoli ma l’estate sorride al Cilento. I nuvoloni grigi della crisi economica non si sono quasi intravisti in questa parte di Mediterraneo. È un’estate d’oro, soprattutto, per agriturismi e bed&breakfast. Ma anche se non si vede, la crisi c’è: in qualche modo, bisogna pur risparmiare. E quindi si tira la cinghia nelle uscite fuori: calano le presenze nei ristoranti. Ci si adatta, dunque, alle necessità e cambiano le abitudini dei turisti. Agropoli e Capaccio accusano il colpo più di chiunque altro tra i paesi del Cilento. Le folle chilometriche davanti ai locali notturni e le spiagge piene zeppe di ombrelloni sono un lontano ricordo. Ad agosto le cose vanno meglio, rispetto a giugno e luglio, ma è preoccupante il confronto con l’anno scorso. E chissà, forse la recessione c’entra fino a un certo punto. L’Hercules Bar si trova nella piazza centrale di Agropoli, il titolare, Ercole Russo, racconta: «Il calo si sta dimostrando progressivo. La gente in giro è meno dell’anno scorso. E un’estate fa, il numero era inferiore all’anno precedente». Oltre alla crisi, c’è forse anche una diversificazione dei flussi turistici: altre esigenze rispetto al passato e, di conseguenza, anche nuove mete. Barcolla persino l’Hotel Ariston, la più rinomata struttura turistica di Capaccio: «I nostri clienti abituali - dice Anna alla reception - ci sono anche quest’anno. Ma il calo è stato sinora molto forte. Siamo a meno 20% rispetto a un anno fa. Mancano i turisti di passaggio, la zona è molto meno trafficata». Sempre a Capaccio, il campeggio Nettuno, meta di giovani e famiglie, presenta un resoconto molto simile: «Agosto sta andando meglio, ma siamo lontani dagli incassi dello scorso anno». «Tutto esaurito», «Prenotazioni fino a settembre»: la musica cambia, spostandosi all’interno del Cilento. Maria Luisa Soffritti, proprietaria dell’Ancora, il residence-lido di Acciaroli, è costretta a dire no a molti di quelli che chiamano: «Siamo al completo. Quest’anno è venuta anche tanta gente nuova. Quasi la metà dei nostri clienti attuali sono qui per la prima volta». Nelle zone interne, le cose non vanno molto diversamente. A Stella Cilento, Gianluca Mautone, dell’agriturismo I Fornari, vanta una clientela molto melting pot : «Abbiamo turisti che vengono dall’Olanda e dalla Germania, e da quest’anno anche dall’Islanda e dall’Irlanda». Che le cose da queste parti vadano bene lo dimostrano anche i dati del Metro del mare: l’altrieri è stato raggiunto il record di 1200 passeggeri. Da fine aprile sono stati 125 mila i turisti che hanno preso gli aliscafi per le coste del Cilento. Vacanze molto più brevi rispetto al passato: non più dieci giorni di seguito ma al massimo un intero finesettimana. «Abbiamo un grosso ricambio durante la settimana, non ci sono più i turisti stanziali», dicono all’albergo Bolivar di Marina di Camerota. Ferie più brevi e possibilmente low cost. I vacanzieri si sono fatti furbi. «Quest’anno aspettano fino al giorno prima, agguantando le offerte low cost», spiegano al bed& breakfast «le Acacie» di Casalvelino. In fondo, però, l’importante è che vengano. Giorgio Mottola corriere del mezzogiorno