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14/08/2009

Sorrento... Tradizioni e crudeltà. A proposito di gabbiani uccisi come spaventapasseri

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Egregio Sindaco di Sorrento

 

Le scrivo riguardo all’articolo pubblicato su Positanonews il 19.07.09 e alla sua successiva replica del 30 luglio.

L’articolo titolava: “Sorrento … uccidono gabbiani e li appendono come spaventapasseri”…

La sua sintetica e doverosa difesa d’ufficio del popolo sorrentino lamentava la non veridicità dell’articolo, sosteneva che non si potesse riconoscere il posto dalla foto ed escludeva “nel modo più assoluto” che vi fossero “abitudini e usanze nel nostro territorio di tale genere e crudeltà” … arrivando a diffidare l’Editore dal “pubblicare ulteriori notizie false e tendenziose prive di fondamento”.

Mi permetto di risponderLe in quanto ho riconosciuto l’immagine apparsa nell’articolo e le posso assicurare che  la notizia è vera…anche se solo in parte.

Non si tratta di “colline” ma di una rinomata località balneare nel Comune di Sorrento dove il sottoscritto si è personalmente trovato a transitare assieme ad altri numerosi bagnanti che, attratti dall’insolito puzzo di cadavere in decomposizione, hanno assistito alla macabra scena.

Lo scopo di tale atavico gesto è proprio quello descritto dal giornalista, ovvero “dissuadere” gli altri uccelli dall’avvicinarsi alla frutta e permettere al contadino di raccogliere le pesche mature.

Insomma uno spaventapasseri in piena regola…peccato che sarebbe bastato un qualsiasi cartoncino ritagliato o fantoccio in peluche a svolgere appieno la medesima funzione…anche perché  che il gabbiano sia morto poco importa agli altri uccelli…e meno ancora sono in grado di riconoscerne l’odore di putrefazione, in quanto l’olfatto è praticamente inesistente nella maggior parte dei volatili che si avvalgono soprattutto della vista e dell’udito per poter sopravvivere.

Non credo che il gabbiano sia stato ucciso appositamente (almeno lo spero!!!)…più probabilmente è stato trovato già morto...ma questo non giustifica affatto l’averlo appeso penzoloni a testa in giù in bella vista di passanti e turisti. Oltre all’indecoroso spettacolo non dimentichiamoci che un animale morto costituisce pur sempre un rifiuto speciale e va gestito con ogni cautela per evitare il diffondersi di pericolose infezioni.

Ma quello del gabbiano “appeso” da onesti contadini (divenuti ora “imprenditori” conservando le “tradizioni”) non è la cosa peggiore che si possa trovare nella civile, turistica e progredita Sorrento!!! Certo i Sorrentini sono brave e degne persone…tutti…o quasi…ma…mi creda signor Sindaco e se ne faccia una  ragione…ce  n’è qualcuno che non lo è…e per questo qualcuno prelevare, uccidere e far soffrire animali magari è cosa normale e il più delle volte REDDITIZIA!!!

Quando qualche anno fa, assieme al Corpo Forestale dello Stato, giungemmo sulle colline di Sorrento e scoprimmo un “lager” con oltre 700 uccelli catturati in modo illegale con reti e trappole, imprigionati in anguste gabbie, mutilati e accecati, per poterli usare come richiami vivi, la spiegazione che ci venne urlata fu “ è solo nu’sfizio…ci sta chi accir’a gente”…che in sintesi voleva dire che trattavasi di un semplice hobby e che ci saremmo dovuti andare ad interessare di cose ben più serie e perseguire piuttosto gli assassini di persone e non di animali!!!

Ma che sensibilità pensate possa avere un uomo capace di accecare un batuffolo di pochi grammi di penne e piume, condannandolo a perdere assieme alla sua innata libertà anche la vista, per poterlo poi usare o vendere a scopo di lucro???

Si trattava  in questo caso di “abitudini ed usanze” proprio “di tale genere e crudeltà” radicate un tempo (ed ancora oggi in qualcuno) proprio “nel nostro territorio”.

Ma gli episodi di crudeltà nei confronti degli animali nella terra delle Sirene ce ne sono stati, ce ne sono, e temo ce ne saranno ancora caro sindaco…soprattutto se invece di condannarli apertamente si continua a  negarne l’esistenza col rischio in tal modo di assumerne le difese.

I comportamenti, le tradizioni o le abitudini criminali di alcune persone, oltre che infangare il buon nome della maggioranza dei SUOI sorrentini, rischiano di creare seri danni alla fauna e all’ecosistema del nostro prezioso e delicato territorio.

Solo qualche altro esempio:

appena l’estate scorsa i telegiornali della RAI mandarono in onda in tutta Italia le immagini dei volontari di GREENPEACE che intercettavano nel nostro golfo un peschereccio con le famigerate SPADARE…vere e proprie barriere di reti non selettive lunghe decine di chilometri che, per catturare i pescespada, uccidono ogni anno centinaia di balene, tartarughe e delfini.

 Nella sequenza televisiva, tirando sù le reti, appariva una tartaruga ed un delfino agonizzante…e sa chi c’era dall’altro capo della rete ad imprecare contro gli attivisti della pace verde???

…guarda caso proprio una barca della flotta della Marina di Sorrento!!!

Ma che il bracconaggio sia un’abitudine lenta a sparire dalle colline di Sorrento lo testimoniano anche l’alto numero di specie protette di rapaci sparati ogni anno nei mesi autunnali e primaverili e rinvenuti, agonizzanti o mutilati, dai tanti cittadini onesti e sensibili che si rivolgono alla nostra associazione per il loro recupero. L’ultimo recupero risale a qualche settimana fa…un piccolo di volpe trovato all’Atigliana e vittima, stavolta, di  bocconi avvelenati destinati a cani o gatti.

Basta ascoltare le segnalazioni dei sorrentini sensibili per scoprire, ancora, come a Casarlano si usano i micidiali “lacci”, quelli per catturare i cinghiali, peccato che ad incapparci siano invece alcuni sfortunati cani.

Sfortunato era anche il Pit-Bull rinvenuto tempo fa in via Zatri e immediatamente dato in affidamento dopo la scoperta. Ricordo ancora lo stupore dei volontari WWF la prima volta che  lo notarono, prigioniero in una gabbia di un metro x un metro(!!!)…e pare che vivesse così da anni!!! Ma di esempi di comportamenti e usanze crudeli ne potremmo fare ancora tanti signor sindaco, e per tutta la penisola…stia tranquillo…non solo per il Suo comune, ma mi fermo qui… permettendomi solo di invitarLa ad ascoltare tutti quei cittadini che, in un modo o nell’altro, a volte col timore di esporsi, segnalano, raccontano e attirano l’attenzione riguardo a comportamenti e abitudini, oltre che crudeli e ingiustificati,  anche e soprattutto FUORILEGGE!!!

Ai mezzi di informazione ed ai giornalisti che fanno conoscere e apertamente condannano simili episodi non può che andare tutta la nostra stima e riconoscenza .

 

Con ossequio

 

Claudio d’Esposito

Presidente WWF Penisola Sorrentina




Inserito da:
Annalisa Cinque - annalisa5@email.it

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