
Noa a Ravello
Strepitosa performance di Noa al Ravello Festival che Positanonews ha seguito con la giornalista Fiordaliso e il videoreporter Giovanni Russo
La cantante israeliana ha entusiasmato il folto pubblico presente sulle tribune del Belvedere di Villa Rufolo sulla Amalfi coast. L’eclettica artista, simbolo del multiculturalismo e dell’integrazione, complici le sue origini ebraico-yemenite, ha proposto brani del suo repertorio “classico”, composto da pezzi originali in lingua yemenita, ebraica e inglese, e testi della canzone classica partenopea.
Il concerto è cominciato con un preludio in sessione acustica seguito da qualche canto a cappella, poi Achinoam Nini (il nome all’anagrafe dell’artista n.d.a.) scalda il pubblico con la celeberrima "Uri", brano tratto dal suo primo album, “Noa”.
La accompagnano i suoi fedeli compagni di avventura: Gil Dor, direttore musicale del complesso, nonché arrangiatore dei brani e chitarrista, Gil Zohar al pianoforte e al flauto e Gadi Seri alle percussioni. Noa si mostra in tutta la sua bravura d’artista versatile e completa: canta con una voce sublime, ha una perfetta padronanza scenica, si esibisce alle percussioni con grande maestria.
Di particolare fascino è il duetto con Gil Dor alle percussioni, con uno strumento tradizionale yemenita, composto da una cassa lignea con inserti in metallo.
L’apprezzamento del pubblico sale a dismisura fino a raggiungere uno dei picchi massimi durante l’esibizione di Noa con la cantante arabo-israeliana Mira Awad.
La seconda parte del concerto è dedicata alla canzone napoletana, per cui Noa nutre una passione viscerale. Il risultato è strabiliante; da più parti l’artista viene considerata l’erede della Canzone Partenopea e potendo ascoltare l’interpretazione di pezzi quali “Fenesta Vascia”, “Je te vurria vasà” e “Santa Lucia luntana”, si comprende bene il perché: Noa canta questi brani con la stessa naturalezza e spontaneità con cui ha interpretato i “suoi” pezzi originali, quelli della tradizione ebraico-yemenita.
Dopo un lunghissimo applauso a fine concerto, l’artista concede un bis al pubblico della costiera amalfitana composto da due pezzi, tra cui il pluripremiato “Beautiful that way”, colonna sonora del film premio oscar “La vita è bella” di Benigni.
Il pubblico, composto ma adrenalinico per la grande performance, si reca ai camerini per chiedere un autografo e complimentarsi con l’artista. L’attesa dei più pazienti viene premiata.
Ai microfoni di Positanonews Noa concede anche una breve intervista, nel video ci spiega del suo apprezzamento per il Festival e di come ha deciso di interpretare il leitmotiv di quest’edizione 2009, il Coraggio:“In un mondo così contaminato dal cinismo, così gravato dalla paura, così avvelenato dall’avidità e sommerso dalla mediocrità, lottare per ciò in cui si crede è un supremo atto di coraggio. Io resto in piedi e canto. Con la mia anima a nudo e il mio cuore aperto.”
Ricordiamo che Noa è impegnata anche nel sociale, attraverso la partecipazione a varie associazioni e organizzazioni che operano per l’integrazione e la tutela delle popolazioni ebraiche e palestinesi.
Per descrivere una persona così, non ci sono parole: si può solo ammirarla e “incoraggiarla” ad andare avanti nel suo lavoro.
Florinda Fiordaliso
Nel link sotto video e intervista