
NCCP
Breve scheda storica della NCCP.
L’embrione della Nuova Compagnia di Canto Popolare nasce intorno al 1966, quando alcuni giovani artisti cominciano ad interessarsi alla musica popolare campana; fra loro, Giovanni Mauriello (tenore) ed Eugenio Bennato (plettri, chitarra), cui si uniscono presto Lucia Bruno (mezzo soprano), Carlo D'Angiò (voce e chitarra), Mario Malavenda (baritono) e Claudio Mendella (basso).
Nel ’68 la cantante Bruno lascia il gruppo e viene sostituita da Patrizia Schettino (contralto), appena undicenne.
Nello stesso periodo abbandonarono anche Malavenda e Mondella.
La vera scintilla scaturisce dall’incontro con Roberto De Simone, che detta gli obiettivi culturali della formazione e ne assume la direzione artistica.
De Simone porta nel gruppo Peppe Barra, un baritono con straordinarie potenzialità interpretative.
Eugenio Bennato, invece, favorisce l’ingresso nella band del chitarrista Patrizio Trampetti. Quindi, entrano anche Nunzio Areni (fiati) e Fausta Vetere (straordinaria voce che segnerà tutta la storia successiva della NCCP, fino ad oggi).
La Compagnia trova, in tal modo, il suo primo stabile nucleo di musicisti.
Nel 1976, Eugenio Bennato e Carlo D'Angiò abbandonano, dando vita al progetto "Musicanova".
Nel medesimo anno è Corrado Sfogli (cordofoni) ad entrare nel gruppo e, nel 1978, con l’uscita di Roberto De Simone e Peppe Barra, ne assume anche la direzione musicale.
Gli anni ’70 rappresentano un periodo eccezionale per la NCCP.
Nel 1971 viene pubblicato il primo album dal titolo "Nuova Compagnia di Canto Popolare". Quindi, il gruppo ottiene grandi consensi ai Festival di Spoleto del 1972 e del 1974, che diventano trampolini di lancio per il successo internazionale.; infatti, la Nuova Compagnia partecipa a più riprese a tutti i più importanti festival d'Europa e d'oltreoceano, suonando in una quindicina di nazioni straniere.
Sintesi dei numerosi concerti di questa periodo, è il titolo dell'album "Aggio girato lo munno" (1978).
Non solo concerti, però, ma anche il teatro segna l’attività artistica della NCCP negli anni ’70.
Il gruppo è parte fondamentale di due opere teatrali di Roberto De Simone "La Cantata dei Pastori" (1974) e "La Gatta Cenerentola" rappresentata per la prima volta nel 1976 al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Gli anni ’80 sono il periodo meno produttivo e quello di minor presenza sul mercato. Il gruppo incide un solo disco: “Storie di Fantanasia” (1981).
Durante la decade l'organico varia per l’abbandono di Patrizio Trampetti (1984) e di Nunzio Areni (1987).
Negli anni ’90 la NCCP comincia a riemergere da un periodo di oscuramento, con nuova energia e stile. La formazione subisce altre innovazioni, come l'ingresso, nel 1990, di Antonio Romano.
Così, dopo una lunga assenza discografica, nel 1992, esce un album di nuovi brani per la CGD, il titolo è "Medina".
Di questo cd fa parte la canzone "Pe' dispietto" che, meritatamente, otterrà il prestigioso premio della critica al Festival di Sanremo dello stesso anno.
Ne segue il rilancio dell’attività del gruppo.
All'inizio del 1995 esce un altro cd "Tzigari".
Nel settembre 1996 è la volta di "InCanto acustico", raccolta dei brani più significativi del gruppo, registrati durante l'omonimo tour teatrale realizzato quell'anno.
Segue il cd "Pesce d’o mare" (1997) che segna il divorzio da Giovanni Mauriello, componente fino ad allora di più lunga presenza, ossia dagli inizi.
Nel 2001 un nuovo successo col disco "La Voce del Grano", in cui la NCCP è accompagnata dai tamburi a cornice di Alfio Antico.
Nel 2005 altro album, "Candelora", con la seguente formazione: Fausta Vetere, Corrado Sfogli, Carmine Bruno, Gino Evangelista, Gianni Lamagna e Michele Signore.
L’ultimo lavoro, in ordine di tempo, dove compaiono brani della NCCP è il doppio cd “In Terra Zapatista/La Terra è di chi la Canta” (2008), che include anche un po’ di Molise per la presenza del gruppo “Il Tratturo” che interpreta “Brigante Maligno”.
I due cd propongono molti altri nomi famosi, fra cui Dario Fo.