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02/09/2006

Premio Danza Positano uno spreco di denaro pubblico

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"Fatto così è uno spreco di denaro pubblico." Piovono accuse sul Premio Danza Positano giunto alla 35ema edizione da parte della fondatrice Renata Orso Ambrosoli, 92 anni, che è una vera istituzione nell'ambiente. Ma quasi tutti sono rimasti delusi. A cominciare dalla fondatrice che non è stata neanche citata negli opuscoli  che parlavano della storia del Premio.

"Mi avevano addirittura detto che mi davano un riconoscimento, mentre non mi avevano neanche conservato un posto a sedere - dice la fondatrice del Premio Danza Renata Orso Ambrosoli  -, ma sono contenta così, meglio non essere salita su quel palco. Sono scelte incredibili, ma anche l'organizzazione tecnica era deficitaria. Dalla quarta fila non si vedeva niente. Quasi tutto, premiati e protagonisti, è stato puntato su Torino, la città di Testa, il direttore artistico,o sono di là o sono passati in questo teatro. Sta diventando un premio provinciale – ribadisce al Ambrosoli -, lo stanno facendo morire. Non invitano Bertozzi, Pavi ed altri critici nazionali, fanno tutto loro, poi chi decide i riconoscimenti?  Dove è la giuria? Non è più il premio Positano, non lo riconosco più.. Dicono che la cena di gala sia costata tantissimo, ma non solo questo, quest'anno mi è sembrato uno spreco di denaro pubblico. Poi Vassilly come lo hanno trattato lasciato sul palco a se stesso un grande artista cos’. Sono troppo amareggiata."

“Dalla trentacinquesima edizione ci si aspettava di più – dice Giovanna Mozzillo, una spettatrice -. Qualche novità nel programma, reso più moderno, con diverse stelle della danza, ma un finale con la banda Osiris che ha lasciato sconcertati molti. Ci si aspettava la Fracci o la chiusura con Picone, per esempio, poi non si vedeva e non si sentiva niente dopo la quarta fila.”  Nel parterre mancavano le autorità, a parte il sindaco di Positano Domenico Marrone e l'amministratore dell'Azienda Benedetto Santangelo, anche il presidente della provincia Villani ha disertato la manifestazione.

La fondatrice del Premio Danza non solo non è stata invitata, ma neanche ridordata negli opuscoli. Un libro su Nureyev, un sito sulla danza, tutto all’interno dell’organizzazione senza  coinvolgimento delle forze del territorio. “Non so niente del libro, nessuno mi ha coinvolto – dice il professor Romolo Ercolino, storico che ha scritto un libro sull’Isola de I Galli ed è in procinto di dare alle stampe una nuova storia della perla della Costiera -, non ho proprio idea di quel che abbiano scritto su Nureyev ed il rapporto con Positano.” Televisioni e stampa praticamente assenti, anche perché non invitati ed una cena, al Covo dei Saraceni, si vocifera sia arrivata a quasi 20.000 euro.  "E’ incivile quello che hanno fatto alla Ambrosoli per quanto riguarda gli altri particolari, questo significa che l’organizzazione non ha fatto il suo lavoro. I costi poi sono elevati - dice l'ex amministratore dell'Azienda Franco D'Angelo -, ricordo che le spese erano eccessive, ho fatto dei tagli e il premio, con la mia gestione, è arrivato da circa 170.000 euro a 90.000 euro, avevo acquistato le piante per evitare di pagare ogni anni l'addobbo floreale, ma queste sono seccate, il maestro Alberto Testa, che è il direttore artistico riceveva 7.000 euro a 5.000, poi la cena di gala non so quanto sia ma potrebbe essere veramente arrivata a 20.000 euro, anche di più se si pensa allo sperpero che si faceva per l’ospitalità negli alberghi, bisogna vedere i conti, ma nessuno lo fa e rendono difficile saperlo."   “Si sta riducendo male questa che dovrebbe essere la manifestazione più importante di Positano – dice Renata Orso Ambrosoli -, che ha avuto con Massine e Nureyev non i più grandi, ma di più, l'epica stessa della danza, sembra diventare solo autocelebrativa, bisogna aprirsi all’esterno..” Alberto Testa, direttore artistico della manifestazione, per 35 anni, portato dalla stessa Ambrosoli,  è stato premiato con una targa, mentre Cesare Nassirio, fra gli organizzatori, ha fatto uno spettacolo nell’ambito del premio domenica sera. Con errori storici, ripetuti.  Si parla di edizione del 1969 fatta da Testa, mentre si omette che la prima la ha fatta Renata Orso Ambrosoli con addirittura un preludio con la Positalta. "Ho ceduto i diritti del Premio grazie a Luca Vespoli – ricorda la Ambrosoli -, perchè il premio Danza era stato organizzato da Positalta con il contributo del pastificio Amato, poi nel 69 fui io a far venire Testa". Già perchè non ricordarlo? Perchè non premiare lei, una grande giovane donna di 92 anni che continua a organizzare eventi e iniziative di beneficenza? E ora sta scrivendo un libro sulla sua vita dove Positano ha avuto una parte importante? Perchè non dirlo sui depliant? Sono piccole cose che lasciano l'amaro in bocca.Ma questo e altro non va in questa edizione che poteva essere di rilancio.  

Michele Cinque

 

 

 

 

 

 

 




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