
Ultimati i lavori di restauro conservativo degli Antichi Arsenali della Repubblica di Amalfi, l'unica testimonianza di Arsenale medioevale del Mezzogiorno d'Italia e contenitore artistico d'eccellenza della costiera amalfitana e della Campania (basti pensare alle anteprime sull'arte povera) andato però in decadenza negli ultimi anni, come denunciò anche Italia Nostra di Salerno tempo fa. La struttura oltre al recupero conservativo delle volte e delle pareti della due navate, è stata interessata da opere di di recupero di un'antica condotta medioevale che la Soprintendenza delle Belle Arti di Salerno ha studiato e tracciato, salvo a mettere in evidenza solo per una parte, all'ingresso della prima navata, visibile da un vetro con cui è stata ricoperta a livello di pavimentazione. Tra gli altri interventi di adeguamento funzionale realizzati i servizi igienici, l'uscita di emergenza, l'impianto di aria condizionata e di allarme, oltre ad un nuovo sistema di illuminazione. I lavori appaltati per una spesa di 750.000,00 euro hanno riqualificato uno tra i monumenti più importanti della città ma, come riportano i colleghi de Il Foglio costa d'Amalfi, ancora al centro di una lunga diatriba anche di gestione tra il Comune e la Cooperativa di giovani amalfitani dell'Arsena che più volte è ricorsa all'Autorità amministrativa per vicende legate ad una delibera di consiglio che dava il via ad una pratica di accesso ai fondi per l'imprenditoria giovanile di Sviluppo Italia, di poi negata. Intanto da indiscrezioni, pare che la prima delle attività che inaugurerà l'Arsenale rimesso a nuovo, con un impegno di spesa di circa 60,000 euro, sarà una mostra delle opere di Michelangelo Buonarroti, uno dei mostri sacri della storia dell'arte. Una delle testimonianze della repubblica marinara di Amalfi sono gli antichi arsenali, posti sul lato sinistro della cosiddetta Porta della Marina. Attualmente visitando il sito, si rileva la presenza di 10 pilastri che dividono l'arsenale in due corsie con volte a crociera. Un pò di storia... La marineria amalfitana utilizzava quale navi da guerra "le sagene", imbarcazioni di origine araba, particolarmente agili e veloci, così come le "galee", di epoca successiva, composte da due alberi e due vele e dotate di remi con numero variabile da 108 a 120. Delle navi commerciali viene documentata l'utilizzazione da parte degli amalfitani delle "teridi", del "buctio" e della "cocca". Sin dal IX secolo Amalfi, con le sue navi, era conosciuta nel Mediterraneo tant'é che nel 849, una flotta composta anche da navi amalfitane difesero, nella battaglia di Ostia, la città di Roma. L'episodio storico è ricordato nelle Stanze Vaticane da un affresco di Raffaello Sanzio, fatto eseguire da Papa Leone X, già arcivescovo di Amalfi.