
Non rilascia dichiarazioni Alberico Gambino che, dopo la sentenza di condanna in primo grado per peculato, si è dimesso da assessore provinciale al Turismo ma non da sindaco di Pagani. Il suo cellulare è rimasto spento tutta la giornata. Ha preferito affidarsi ad uno stringato comunicato stampa in cui però non parla di sé né tanto meno spiega il perché della sua scelta. Piuttosto spende parole di elogio per il presidente della Provincia, Edmondo Cirielli. Poche battute quelle di Gambino. Che esce dalla giunta Cirielli senza fare troppo rumore. L’assessore anziano rassegna le dimissioni nelle mani di Cirielli. Lo fa in una lettera consegnata al presidente della Provincia in cui accenna brevemente anche al perché non abbia lasciato la carica di sindaco di Pagani. «Gambino precisa di non ritenere opportune le dimissioni da sindaco di Pagani - si legge nel comunicato ufficiale - dovendo onorare e rispettare il mandato conferitogli direttamente dal popolo ». Dal canto suo, Cirielli replica dicendo di «apprezzare il gesto di Alberico Gambino» e manifesta «il rammarico di non poter contare sulla sua valida e fattiva collaborazione ». Ma, come nello spettacolo, anche la politica deve andare avanti. E così, qualche ora dopo, terminate le consultazioni con il coordinatore regionale e quello provinciale del Pdl, tocca a Generoso Andria entrare a far parte dell’esecutivo di palazzo Sant’Agostino. Al banchiere di Giffoni viene conferita una delle deleghe assegnate ad Antonio Squillante, quella alle Attività produttive. Le altre due, Programmazione finanziaria e Bilancio, restano a Squillante. Cirielli fa sua, invece, la delega che era di Gambino al turismo e spettacolo. Nel pomeriggio di ieri il primo messaggio di solidarietà e di stima nei confronti del sindaco di Pagani. È il collega di Scafati, nonché capogruppo provinciale del Pdl, Pasquale Aliberti, a rompere il muro del silenzio che ha avvolto un po’ tutta la vicenda. «Un gesto nobile e generoso che merita la nostra stima e il sostegno della sua città che lo ha sempre apprezzato e votato con grande consenso - dice Aliberti - con senso di responsabilità ha messo da parte le sue ambizioni politiche, dimostrando di avere a cuore prima di tutto la città di Pagani ». Alberico Gambino, responsabile, per la magistratura, di aver speso soldi pubblici in feste e cene, attende ora la pronuncia del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Che, se negativa, lo costringerà a lasciare anche la poltrona di sindaco. Angela Cappetta