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03/07/2009

DOMINA POSITANO, DOMENICA APPUNTAMENTO CON GIANNI BARBACETTO

Gianni Barbacetto
Gianni Barbacetto

La rassegna letteraria di Angelo Ciaravolo prosegue domenica 5 luglio con una serata dedicata al famoso giornalista milanese, autore di ‘Se telefonando’ e ‘Il Guastafeste’

Positano, Costiera amalfitana. Con la serata dedicata a Gianni Barbacetto, giornalista investigativo di grande successo, ex coordinatore della redazione di Annozero e autore, insieme a Marco Travaglio e Peter Gomez, di ‘Mani Pulite’ e ‘Mani Sporche’, due best seller della saggistica degli anni 2000, proseguono gli incontri letterari ‘Domina Positano’, organizzati e moderati da Angelo Ciaravolo, consigliere nazionale dell’ordine dei giornalisti.

Domenica 5 luglio alle ore 21, sulla terrazza dell’hotel Domina, Barbacetto presenterà i suoi ultimi libri: “Se telefonando” (Melampo editore - prefazione di Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo), instant book sui rischi della legge anti intercettazioni, in dirittura d’arrivo in Parlamento, e “Il Guastafeste” (Ponte alle Grazie), intervista-biografia dell’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro. Interverrà Vincenzo Iurillo, giornalista e coautore con Bruno De Stefano de “La Casta della Monnezza”, libro sulla classe politica campana con la prefazione dello stesso Barbacetto.

“Se telefonando”, uscito da poche settimane, è un libro che ha il pregio di incunearsi in tempo reale nella cronaca delle ultime settimane, attraversata da una corsa a tappe forzate delle camere per approvare il provvedimento che impedirà la pubblicazione delle intercettazioni, proprio mentre incalzano nuove inchieste che anche grazie alle microspie stanno rivelando i comportamenti e le abitudini del premier e dei suoi accoliti.

E la domanda dalla quale parte il libro è questa: come sarebbe l'Italia se negli ultimi dieci anni fossero state nascoste le notizie provenienti dalle intercettazioni telefoniche? Probabilmente Stefano Ricucci sarebbe l’editore del Corriere del Sera, le scalate bancarie a debito dei furbetti del quartierino sarebbero riuscite, Antonio Fazio sarebbe ancora governatore della Banca d’Italia, Nicolò Pollari ancora direttore del Sismi e Luciano Moggi ancora direttore sportivo di una Juventus con qualche scudetto in più sul petto.

Ma sta per diventare legge un testo che sta per rendere molto più difficili le intercettazioni, e che impedirà ai giornalisti di rivelarle, anche se non più coperte da segreto, fino all’inizio dei processi, quindi per anni. Un testo già passato alla Camera, che spunterà le unghie ai magistrati inquirenti e metterà il bavaglio alla stampa, contro la quale i giornalisti hanno indetto una giornata di sciopero tra il 13 e il 14 luglio. Sciopero che verrà preceduto l’8 luglio dalla Notte Bianca contro la legge bavaglio organizzata all’Alpheus di Roma da ‘Il Fatto Quotidiano’, il giornale che uscirà a settembre di Antonio Padellaro e Marco Travaglio.

“Se telefonando” è un libro che lancia l’allarme sugli effetti devastanti che questa legge provocherebbe, minando radicalmente gli equilibri tra i poteri di uno stato democratico. E lo fa attraverso una carrellata di alcune delle intercettazioni più celebri degli ultimi anni “che non leggerete mai più”, analizzate e commentate da Barbacetto con lo stile pungente e arguto che lo hanno reso uno dei giornalisti più apprezzati nel panorama dell’informazione nazionale.

Risale invece a dicembre scorso “Il Guastafeste”, acuta intervista che sviscera vita e carriera professionale e politica di Antonio Di Pietro. Dagli anni ruggenti del pool di Milano fino alle recenti vicende politiche di ministro dell’ultimo governo Prodi e di feroce oppositore di Silvio Berlusconi.

Gianni Barbacetto, milanese, è collaboratore di Repubblica, ha lavorato al Mondo, all’Europeo, a Diario, scrive per Micromega e dirige ‘Omicron’, l’osservatorio milanese sulla criminalità organizzata al nord. E’ stato tra i fondatori del mensile Società Civile, ha lavorato per la radio, la tv, il cinema: con Francesca Comencini ha collaborato per il soggetto del film ‘A casa nostra’.




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