
Hanno sigillato 1000 metri quadrati ed hanno nominato custode giudiziario proprio il primo cittadino vicano, Gennaro Cinque. Una brutta tegola per l’amministrazione di centro destra, per di più alla vigilia della manifestazione Oceanoverdefaito, propagandata come una iniziativa «per riportare all’attenzione del pubblico internazionale l’antico splendore di un patrimonio naturalistico inspiegabilmente abbandonato». Carabinieri e polizia hanno riscontrato nel cantiere l’assenza delle autorizzazioni indispensabili a svolgere i lavori. Pare non ci fosse nessuna carta, neppure un foglietto A4, che desse semaforo verde, né da parte della Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici, né da parte del presidente dell’Ente Parco, Anna Savarese. Nonostante ciò, hanno rilevato le forze dell’ordine, i volontari dell’associazione del Faito, sotto lo sguardo del sindaco che non ha abbandonato la zona per un istante, negli ultimi giorni, hanno effettuato sbancamenti, movimentato terreno, alzato staccionate di legno. Gli inquirenti si riservano anche di verificare se sia giustificata la potatura radicale di almeno 200 castagni secolari, effettuata qualche tempo fa sulla base di una perizia di un agronomo, secondo cui si sarebbe trattato di piante ammalate. I lavori sono stati realizzati attingendo ad un finanziamento di 21.000 euro che era stato concesso tempo addietro dalla Provincia, all’epoca guidata da Dino Di Palma. «Fanno parte di un piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per la socializzazione del monte», aveva detto solo pochi giorni fa Cinque, rispondendo alle accuse e alle denunce degli ambientalisti. I quali, ora, esprimono soddisfazione almeno pari al rammarico. «Che fossero interventi abusivi e incompatibili con la tutela dell’area», nota Claudio d’Esposito, del Wwf, «lo avevamo denunciato da almeno dieci giorni. Spiace ci sia voluto tanto tempo per intervenire. Spero almeno che il sequestro impedisca nuove opere abusive in un’area che dovrebbe essere ipertutelata». Dopo il Wwf, venerdì scorso, il caso Faito aveva suscitato anche l’intervento del consigliere regionale Antonio Scala, autore di una interrogazione, e di Tommaso Sodano, l’ex presidente della Commissione Ambiente al Senato, ora consigliere provinciale per Rifondazione. «Adesso», dice quest’ultimo, «la Procura accerti eventuali responsabilità penali, da parte del sindaco». Cinque, che tre anni fa aveva impostato tutta la sua campagna elettorale sulla retorica del fare, incassa il colpo e spegne il cellulare. Chi lo conosce scommette che passerà al contrattacco e ricorrerà contro il provvedimento di sequestro. «Nella bufera», commentano a Vico, «dà il meglio di sé». Gli è già capitato, raccontano, quando è stato ascoltato dal pm Magariello, della Procura di Torre Annunziata, nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione del parcheggio interrato di piazza Kennedy, nel centro di Vico. Finalmente sono stati fermati i lavori in atto nel bosco di Monte Faito all’interno del Parco dei Monti Lattari. Sono intervenuti questo pomeriggio congiuntamente Polizia di Stato di Sorrento, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli e Carabinieri di Vico Equense che hanno posto sotto sequestro l’intera area. Era da ormai oltre dieci giorni che il WWF Penisola Sorrentina aveva lanciato l’allarme a cui erano immediatamente seguite le note della Soprintendenza di Napoli e Provincia e dell’Ente Parco dei Monti Lattari che dichiaravano i lavori illegittimi. “Ancora una volta siamo stati testimoni di una grossolana visione e di una miope gestione del nostro immenso patrimonio naturalistico - dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF – …l’idea di trasformare progressivamente un bosco naturale in un parco urbano è aberrante e alla lunga non redditizio, oltre che non consentito dai vincoli esistenti. Il wwf gestisce da decenni OASI naturali in tutta Italia, con un modello di gestione assolutamente consolidato, salvaguardando e potenziando la biodiversità dei siti ed attirando, allo stesso tempo, turisti, studiosi e studenti da ogni parte del mondo!!! E’ assurdo che alla luce del sole, senza uno straccio di parere della Soprintendenza, in un bosco vetusto all’interno di un Parco Regionale, si taglino patriarchi arborei, si ristrutturino casotti muniti di acqua, gas, porte e canne fumarie, si realizzino scarichi fognari per i bagni, strade, staccionate, impianti di illuminazione e possenti palificate colmate con tonnellate di terreno da riporto, cambiando radicalmente la morfologia di un’area, per permettere un evento di pochi giorni sponsorizzato dalla stessa Provincia e con la pretesa di fare, poi, gli interessi dei turisti della domenica offrendo loro un comodo barbecue a pochi euro!!! “L’area di Monte Faito - prosegue Andrea Fienga membro del consiglio direttivo del parco in rappresentanza delle associazioni ambientaliste - è uno dei “polmoni” del parco dei Monti Lattari che va tutelato affinché possa diventare punto di riferimento dei turisti che vogliono godersi una vacanza a contatto con la natura. E’ necessario e auspicabile che tutti gli enti preposti spingano affinché quest’area diventi punto di riferimento per un turismo ecocompatbile durante tutto l’arco dell’anno e che non sia luogo dove picconi, ruspe e motoseghe abbiano la meglio e servano a distruggere un teatro naturale per fare posto ad esposizioni fieristiche che durano solo pochi giorni. (Comunicato stampa Wwf Penisola Sorrentina)