L'ha accoltellata davanti ad un asilo nido, dove la compagna aveva portato suo figlio. Poi è scappato a piedi, ma è stato braccato dai carabinieri. La donna è morta poco dopo in ospedale.
L'ha accoltellata davanti a un asilo nido, dove la donna aveva accompagnato suo figlio, Niccolò, 2 anni. L'aggressione è avvenuta in via Cova, zona Monforte, a Milano. L' uomo è scappato a piedi ma è braccato dai carabinieri del Norm di Milano. Inutili i soccorsi per la donna, Monica M., 33 anni, che ricoverata all'ospedale Niguarda in gravissime condizioni, è deceduta poco dopo. Il fatto è avvenuto stamani alle 8.40.
L' uomo che l' ha ferita con quattro coltellate, di cui due al petto, è fuggito abbandonando il coltello sul posto. Ad avvertire il 118 sono stati alcuni passanti. Prima dell'aggressione la donna aveva ricevuto una telefonata dal suo aggressore, Massimo Merafina, 45 anni. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri che hanno ascoltato i testimoni, sembra che la rabbia dell'uomo sia scattata subito dopo che la donna ha ricevuto una telefonata. L'uomo aveva con sè un coltello da cucina e l'ha colpita 4 volte. Due di queste coltellate l'hanno ferita in maniera grave al torace. I militari hanno trovato poco lontano dal luogo dell'aggressione il gesso che l'uomo portava al braccio e che si è levato prima di fuggire per attirare meno l'attenzione.
iltempo.it inserito da Michele De Lucia
Bari/ Cinque feste, 30 ragazze e spunta anche un trans
Non solo Patrizia D'Addario e Barbara Montereale. Un'altra giovane donna ha confermato ai magistrati pugliesi di essere stata reclutata per partecipare a feste nelle residenze private di Silvio Berlusconi e spunta anche un trans. Nell'inchiesta di Bari Berlusconi non risulta indagato. I pm stanno ascoltando alcune testimoni nell'ambito di un'indagine sull'induzione alla prostituzione in cui è coinvolto l'imprenditore pugliese, Gianpaolo Tarantini, che avrebbe pagato giovani donne per partecipare a feste in almeno due residenze di Berlusconi, Villa Certosa in Sardegna e Palazzo Grazioli a Roma. L'inchiesta sarebbe nata dalle intercettazioni relative a una presunta associazione a delinquere per corruzione, finalizzata a ottenere favore nelle concessioni di appalti nel settore della sanità.
 Il calendario del trans Manila Gorio
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Sono 5 le feste di Berlusconi e dei Vip su cui si indaga e ci sono anche le foto...
Una parte dell'inchiesta si sposta a Milano. Sono 5 le feste di Berlusconi e di altri Vip su cui indagano i magistrati di Bari e lo annuncia la Repubblica, che pubblica altre foto finora inedite, tra cui quelle scattate da Barbara Montereale a Palazzo Grazioli. Ma le indagini dei magistrati baresi hanno svelato anche una circostanza ritenuta "molto preoccupante" dalle stesse fonti inquirenti: l'accesso a Palazzo Grazioli durante le feste del presidente del Consiglio era "incontrollato". Questa circostanza è stata fatta notare anche dai magistrati a Patrizia D'Addario, che ha risposto affermando di non aver subito, assieme alle sue amiche, alcun controllo all'ingresso. E il registratore che aveva addosso è solo un'ulteriore conferma di questa assoluta (e pericolosa) mancanza di controlli.
Almeno 30 ragazze
Secondo la ricostruzione di Repubblica, sarebbero almeno 30 le ragazze reclutate per le feste di Berlusconi "Tutte da Tarantini - o da persone a lui vicine - per le sue feste (a Bari, Milano e in Sardegna) o per gli inviti a cena nelle case di Berlusconi. Ecco perché - scrivono Gabriella De Matteis e Giuliano Foschini - in queste ore gli investigatori stanno scandagliando tutti gli ambienti di un certo tipo vicini a Tarantini: un ruolo, in questo, lo avrebbe la transessuale Manila Gorio, amica del cuore di Patrizia D'Addario e conduttrice di un reality trasmesso da una tivù locale ("La Masseria" su Teleregione) in cui, peraltro, ha partecipato Barbara Montereale.

Le foto di Barbara a Palazzo Grazioli
Accesso incontrollato a Palazzo Grazioli e Villa Certosa
Proprio questo numero crescente di ragazze coinvolte apre per altro un nuovo capitolo dell'inchiesta che gli stessi investigatori definiscono "molto preoccupante". Dall'indagine è emerso infatti chiaramente che l'accesso a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa era incontrollato. Perché così ha raccontato agli inquirenti Patrizia D'Addario, così ha confermato nell'intervista a Repubblica Lucia Rossini, ricordando che per far aprire le porte è bastata soltanto una telefonata di Gianpaolo. Sia Patrizia D'Addario sia Barbara Montereale hanno potuto registrare o scattare foto all'interno della casa, dalla legge ritenuta assimilabile a residenza di Stato. Non solo: Barbara racconta che nessun controllo c'è stato nemmeno a Villa Certosa, dove c'erano anche ragazze straniere non riconducibili al giro di Tarantini". "Slave, romene, ragazze dell'Est", dichiara la Montereale in un'altra intervista a Repubblica.
 Barbara Montereale
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Il calendario di Patrizia D'Addario
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Una falla enorme nella sicurezza
Insomma, la falla è enorme soprattutto se si pensa che quelle stesse stanze sono abitate normalmente dai grandi del mondo. E difficilmente, ragionano gli inquirenti, si può parlare di inadeguatezza dei Servizi. Dal racconto delle ragazze si evince infatti come quella di non controllare agli ingressi o all'interno fosse una disposizione arrivata dal presidente o comunque dal suo staff.
E prende consistenza la pista della cocaina
"Infine, la droga. E' questa la terza pista che la procura di Bari e la Guardia di Finanza continuano a seguire. C'è almeno un indagato e negli interrogatori gli investigatori chiedono a tutti riscontri all'ipotesi di un traffico lungo la direttrice Bari-Civitavecchia-Olbia. Dalle intercettazioni telefoniche emerge, infatti, che alcuni dei partecipanti alle feste sarde e alcuni dei collaboratori di Tarantini facevano uso di sostanze stupefacenti".
C'è chi non si accontenta dei soldi cash e delle farfalle
C'è chi non si accontenta dei soldi cash e delle farfalle che si dice disegni Berlusconi in persona, c'è quella che vuole un programma tv o un ruolo di maggior spicco se già è in televisione e c'è anche chi pretende una licenza edilizia. Il "giro" di fanciulle intorno al presidente del Consiglio e che approfitta delle sue debolezze è famelico.

Scattate numerose foto
La seconda volta - racconta la Sarzanini, inviata del Corriere - quando accetta di rimanere a palazzo Grazioli, Patrizia D'Addario non solo registra, ma riesce a scattare numerose foto. Materiale che la scorsa settimana ha consegnato alla magistratura. Le sue dichiarazioni sono state ora confermate da Barbara. Con loro c’è una ragazza pugliese, Lucia Rossini. Racconta Patrizia: "Indossavo un bellissimo abito di Versace che mi era stato regalato in un atelier di Bari dove lavora una mia amica. Loro erano sul divano. Lui le accarezzava, ma guardava me. Poi decise che dovevo rimanere sola con lui e le altre andarono via con Gianpaolo".
Il ricordo della mattina successiva
Ci sono nastri che raccontano dettagli intimi. Ma nel verbale è rimasto anche il ricordo della mattina successiva: "A un certo punto mi disse che doveva allontanarsi per fare una dichiarazione ai giornalisti sull’elezione del presidente americano. Mi disse di aspettarlo perché voleva fare colazione con me. Io andai in bagno, feci le fotografie, poi attesi il suo ritorno".
Prima che arrivi il vassoio, il registratore ricomincia a girare. Si sente una voce maschile chiedere: "Vuoi the o caffè?". Poi altre frasi. Fino a quando Patrizia sta per uscire: "Berlusconi mi disse che mi avrebbe accompagnato un suo segretario. Mi fecero salire su un’auto per uscire dal palazzo. L’uomo mi disse che lavorava con Miti Simonetto". Il nastro con incise queste parole è già a disposizione della Procura di Bari.
La licenza edilizia "tradita"
Patrizia sostiene di aver atteso invano che Berlusconi mantenesse la promessa di inviare due persone per risolvere la sua pratica edilizia. E di avere per questo rifiutato tutti gli inviti di Tarantini. Mentre a metà gennaio Barbara partiva con destinazione villa Certosa, lei si negava. Ma Tarantini continuò a insistere. Il 27 gennaio scorso la chiama al telefono: "Ti vuole vedere la prossima settimana a Roma". Lei fa la preziosa: "Non lo so, io avevo chiesto di rispettare la promessa". "Ha chiesto di te". Appena due settimane prima Patrizia aveva incontrato Dino, l’autista dell’imprenditore, che l’accompagnò a verificare se la sua pratica al Comune fosse stata sbloccata. Scoprirono che invece era tutto fermo.
"Noemi ha la foto che ha dato a tutte"
Il tempo passa e non accade nulla, la rabbia di Patrizia monta. La donna fa sapere a Tarantini di avere "le prove delle serate a Roma". Ad aprile viene candidata nella lista «La Puglia prima di tutto». Ma quando Berlusconi arriva a Bari per presentare le liste, gli uomini della sicurezza e del partito le impediscono di entrare nella sala. Quanto basta perché Patrizia decida che "la mia avventura era terminata".
fonte:affaritaliani inserito da Michele De Lucia