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17/06/2009

NOCERA INFERIORE, TRUFFA DA 50 MILIONI DI EURO. 300 ASSUNZIONI FALSE.

Emanuele Filiberti con Borrelli il sarto dei vip
Emanuele Filiberti con Borrelli il sarto dei vip

NOCERA INFERIORE — Fatture fal­se per dimostrare spese mai sostenu­te, aumenti di capitale fittizi, finanzia­menti ottenuti due volte per gli stessi beni e per assunzioni di lavoratori av­venute in maniera molto ridotta ri­spetto a quelle dichiarate. È impressio­nante il quadro delle accuse mosse dal­la Guardia di Finanza e dalla Procura di Nocera Inferiore ai presunti respon­sabili di una maxitruffa da 50 milioni di euro ordita ai danni della Regione Campania e del Ministero dello Svilup­po economico ad opera di un sodali­zio di imprenditori che operava nella zona industriale di Nocera Inferiore. Quattro agli arresti domiciliari, 28 in­dagati in tutta Italia (tra questi anche due sindacalisti) e nove stabilimenti sotto sequestro (concessa la facoltà d’uso per i lavoratori). Gli autori Le menti della truffa, secondo gli in­vestigatori, sono due nomi eccellenti del mondo produttivo e professionale napoletano: Enrico Maria Guerra, 45enne, commercialista, presidente dell’Ordine fino al 2005, originario di Portici dove ancora risiede; e Fabio Borrelli, 44enne, residente a San Seba­stiano al Vesuvio, imprenditore tessi­le e stilista, conosciuto in tutto il mon­do per le sue camicie. I due sono finiti ai domiciliari. Stessa sorte per Enrico Manzo, 49enne, napoletano, raggiun­to dall’ordinanza mentre era a Pitti Uo­mo, e Gaspare Piobbico, 47 anni, di Bettona (Perugia). Le accuse Devono rispondere di associazione per delinquere, truffa, bancarotta frau­dolenta. Il reato associativo è contesta­to anche a Umberto Navarra, 47enne, di San Sebastiano al Vesuvio; Angelo e Gianluca Rainone (per loro anche il di­vieto di esercitare attività imprendito­riali e di ricoprire cariche direttive in società o imprese) di Sarno. Nella pre­sunta truffa coinvolti due sindacalisti, Nicola Salsano, 58enne di Cava de’ Tir­reni, e Nicola Alfano, 62enne di Roma. I due avrebbero estorto soldi agli im­prenditori in cambio di una tregua sin­dacale. I campani coinvolti sono: An­drea Riccobene, 59enne di Torre del Greco; Massimo Pragliola, 50enne, di Giugliano; Antonio Chiantese, 51nne di Melito; Errico Formicola, 63enne di Napoli; Mario Severini, 51enne di Pal­ma Campania. Indagato anche Luca Mantellassi, ex presidente della Came­ra di Commercio di Firenze. Quote societarie Ai provvedimenti si aggiunge il se­questro restrittivo delle quote sociali, o azioni, in possesso degli indagati e alle seguenti imprese finite sotto in­chiesta: Boma (acronimo di Borrelli e Manzo); Fib; Rai.Cal; New Target; Ctm; I nziativa& Sviluppo; Orsi Macchi­ne Tessili. Gli imprenditori hanno chiesto e ottenuto, dal 2006 e fino al­l’anno scorso, secondo l’accusa illecita­mente, finanziamenti pubblici per cir­ca 50 milioni di euro di cui 34 già in­cassati; il resto tempestivamente con­gelato dal Ministero per lo Sviluppo Economico e dalla Regione Campania, dopo l’intervento della polizia giudi­ziaria. Il raggiro si sarebbe consumato nell’ambito delle iniziative pubbliche volte al recupero e alla gestione del­l’area industriale dismessa (ed Mcm), chiamata Fosso Imperatore, di Nocera Inferiore, estesa su circa 166mila me­tri quadri. Assunzioni farsa Secondo i patti, gli imprenditori avrebbero dovuto assumere lavorato­ri del posto: alla fine se ne conteranno 461 sui previsti 762. Grazie al «Con­tratto di programma», ovvero finan­ziamenti pubblici regionali e statali, gli imprenditori, avvalendosi di impre­se compiacenti, producevano docu­mentazione falsa per lavori di ristrut­turazione, acquisto di macchinari, spe­se gonfiate: finanziamenti che si ag­giungevano agli interventi pubblici di sostegno. Un «sistema» redditizio che andava avanti da tre anni. Degli inizia­li 80 milioni di euro, 50 sono «spari­ti ». Il procuratore A margine della conferenza-stampa il procuratore Domenico Romano ha voluto sottolineare, senza ombra di ironia, come l’inchiesta sia stata con­dotta senza utilizzare intercettazioni telefoniche «per il piacere del nostro premier Berlusconi» ha aggiunto il ca­po della Procura di Nocera. Una posi­zione diametralmente opposta a quel­la dei colleghi della Procura di Napoli che l’altro giorno, a proposito del pro­cesso all’immobiliarista Alfredo Ro­meo, avevano spiegato che senza in­tercettazioni quell’inchiesta non sareb­be mai nata. Rosa Coppola, Corriere del Mezzogiorno




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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