
Emanuele Filiberti con Borrelli il sarto dei vip
NOCERA INFERIORE — Fatture false per dimostrare spese mai sostenute, aumenti di capitale fittizi, finanziamenti ottenuti due volte per gli stessi beni e per assunzioni di lavoratori avvenute in maniera molto ridotta rispetto a quelle dichiarate. È impressionante il quadro delle accuse mosse dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Nocera Inferiore ai presunti responsabili di una maxitruffa da 50 milioni di euro ordita ai danni della Regione Campania e del Ministero dello Sviluppo economico ad opera di un sodalizio di imprenditori che operava nella zona industriale di Nocera Inferiore. Quattro agli arresti domiciliari, 28 indagati in tutta Italia (tra questi anche due sindacalisti) e nove stabilimenti sotto sequestro (concessa la facoltà d’uso per i lavoratori). Gli autori Le menti della truffa, secondo gli investigatori, sono due nomi eccellenti del mondo produttivo e professionale napoletano: Enrico Maria Guerra, 45enne, commercialista, presidente dell’Ordine fino al 2005, originario di Portici dove ancora risiede; e Fabio Borrelli, 44enne, residente a San Sebastiano al Vesuvio, imprenditore tessile e stilista, conosciuto in tutto il mondo per le sue camicie. I due sono finiti ai domiciliari. Stessa sorte per Enrico Manzo, 49enne, napoletano, raggiunto dall’ordinanza mentre era a Pitti Uomo, e Gaspare Piobbico, 47 anni, di Bettona (Perugia). Le accuse Devono rispondere di associazione per delinquere, truffa, bancarotta fraudolenta. Il reato associativo è contestato anche a Umberto Navarra, 47enne, di San Sebastiano al Vesuvio; Angelo e Gianluca Rainone (per loro anche il divieto di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire cariche direttive in società o imprese) di Sarno. Nella presunta truffa coinvolti due sindacalisti, Nicola Salsano, 58enne di Cava de’ Tirreni, e Nicola Alfano, 62enne di Roma. I due avrebbero estorto soldi agli imprenditori in cambio di una tregua sindacale. I campani coinvolti sono: Andrea Riccobene, 59enne di Torre del Greco; Massimo Pragliola, 50enne, di Giugliano; Antonio Chiantese, 51nne di Melito; Errico Formicola, 63enne di Napoli; Mario Severini, 51enne di Palma Campania. Indagato anche Luca Mantellassi, ex presidente della Camera di Commercio di Firenze. Quote societarie Ai provvedimenti si aggiunge il sequestro restrittivo delle quote sociali, o azioni, in possesso degli indagati e alle seguenti imprese finite sotto inchiesta: Boma (acronimo di Borrelli e Manzo); Fib; Rai.Cal; New Target; Ctm; I nziativa& Sviluppo; Orsi Macchine Tessili. Gli imprenditori hanno chiesto e ottenuto, dal 2006 e fino all’anno scorso, secondo l’accusa illecitamente, finanziamenti pubblici per circa 50 milioni di euro di cui 34 già incassati; il resto tempestivamente congelato dal Ministero per lo Sviluppo Economico e dalla Regione Campania, dopo l’intervento della polizia giudiziaria. Il raggiro si sarebbe consumato nell’ambito delle iniziative pubbliche volte al recupero e alla gestione dell’area industriale dismessa (ed Mcm), chiamata Fosso Imperatore, di Nocera Inferiore, estesa su circa 166mila metri quadri. Assunzioni farsa Secondo i patti, gli imprenditori avrebbero dovuto assumere lavoratori del posto: alla fine se ne conteranno 461 sui previsti 762. Grazie al «Contratto di programma», ovvero finanziamenti pubblici regionali e statali, gli imprenditori, avvalendosi di imprese compiacenti, producevano documentazione falsa per lavori di ristrutturazione, acquisto di macchinari, spese gonfiate: finanziamenti che si aggiungevano agli interventi pubblici di sostegno. Un «sistema» redditizio che andava avanti da tre anni. Degli iniziali 80 milioni di euro, 50 sono «spariti ». Il procuratore A margine della conferenza-stampa il procuratore Domenico Romano ha voluto sottolineare, senza ombra di ironia, come l’inchiesta sia stata condotta senza utilizzare intercettazioni telefoniche «per il piacere del nostro premier Berlusconi» ha aggiunto il capo della Procura di Nocera. Una posizione diametralmente opposta a quella dei colleghi della Procura di Napoli che l’altro giorno, a proposito del processo all’immobiliarista Alfredo Romeo, avevano spiegato che senza intercettazioni quell’inchiesta non sarebbe mai nata. Rosa Coppola, Corriere del Mezzogiorno