
Tramonti, Costiera amalfitana. Tutto sommato è accaduto ciò che si prevedeva, anche se con una maggioranza di 90 voti, risicata rispetto alle scorse elezioni dove lo scarto fu di ben 300 voti, Giordano ha avuto la meglio sul rivale Fierro. Mezza sconfitta o mezza vittoria? Questo è l’interrogativo che ci si pone in un paese diviso in due dalle scelte dei rispettivi schieramenti. Di certo si può parlare di vittoria per i tanti giovani che sono stati protagonisti indiscussi della campagna elettorale. Nella maggioranza spiccano Vincenzo Savino e Anna Di Palma, nell’opposizione Mario Giordano e Bartolomeo Vitagliano, oltre ai vari Apicella Prisco, Buonocore Alfonso e tanti altri ragazzi che hanno ricevuto un bel numero di voti; segnale forte che la voglia di cambiare è tanta. Si ha quasi l’impressione che la vecchia politica dei veleni non sia più ben accetta a vantaggio di una politica nuova basata su valori decisamente diversi. Mezza sconfitta è di certo per Imperato. L’ex sindaco ha riportato 234 preferenze per le comunali e circa 900 per le provinciali, esce ridimensionato dalla campagna elettorale. Perdere 200 voti di lista è un segnale di forte di malcontento legato più al suo operato che alla fiducia verso il dottore Giordano che a sua volta può vederla come una mezza vittoria. E’ evidente come gli scandali e le polemiche che hanno accompagnato le sue ultime amministrazioni hanno pesato non poco sul giudizio dell’elettorato. Il tutto è dimostrato dalla sezione n.4 di Pietre, dove ha storicamente prevalso sempre la lista Tramonti democratica, questa volta ha perso per ben 17 voti registrando una caduta di circa 197 voti rispetto agli scorsi anni. Sicuramente di mezza sconfitta si deve parlare per il dottore Fierro capolista e Guida della lista Tramonti che cambia. Essi pagano lo scotto di un opposizione divisa, che li ha contraddistinti in questi anni ed è stata sicuramente causa negativa nella scelta dell’elettorato. Mezza, perché a loro, va sicuramente il merito di aver coinvolto e creduto nella parte giovane del paese e rimane oggi la responsabilità di guidare il gruppo verso la creazione di una nuova classe dirigente, mostrando unità, diplomazia e coraggio nelle scelte della futura opposizione. Una curiosità, in questa elezione è visibile come i seggi di appartenenza geografica dei candidati abbiano influito sull’esito delle elezioni. Mentre Fierro nel suo seggio, il n.2 di Campinola, vinceva con una maggioranza di soli 3 voti, Giordano era padrone del proprio seggio, il n. 3 di Gete, con ben 73 voti di scarto. Proprio in questi giorni impazza il toto assessori, secondo consolidata consuetudine, la giunta Giordano dovrebbe essere presieduta da chi ha avuto più preferenze. Se si opterà per una giunta a 5 si avrà Imperato vice sindaco e delega all’urbanistica, Savino Vincenzo allo sport, Pagano Enzo alle politiche sociali o cultura, posto occupato nella passata giunta dalla moglie, Amatruda Domenico al bilancio. Se invece si opterà per una giunta a 6 allora entrerà Giordano Salvatore alle politiche agricole. Di certo non sarà facile per il neo eletto Antonio Giordano, gestire l’apparente quiete che vige nel suo schieramento e soprattutto riuscire a convincere la popolazione che sarà lui il sindaco di Tramonti e non Imperato come più volte gridato dai palchi dall’attuale opposizione. Errico Taiani