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11/06/2009

SPARATORIA A MUSEO OLOCAUSTO A WASHINGTON, UN MORTO

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WASHINGTON  - L'odio antisemita ha armato la mano di un vecchio teorico della supremazia ariana al museo dell'Olocausto di Washington, provocando la morte di un addetto alla sicurezza, Stephen Tyrone Johns, il panico tra i turisti a poca distanza dalla Casa Bianca e l'immediato stato d'assedio nel cuore della capitale americana. Un gesto che riporta i riflettori sui filonazisti americani e il terrorismo di matrice razzista che ha piu' volte insanguinato l'America. L'autore, identificato dai media come l'ottantanovenne James von Brunn, le cui condizioni restano critiche, e' una vecchia conoscenza dell'Fbi: un ex eroe della Seconda guerra mondiale che si e' trasformato in un teorico dell'odio razziale. Nato a St. Louis nel 1920, residente in Maryland e discendente da un famiglia di immigrati austriaci, Von Brunn e' stato per anni il prolifico autore di libri dal titolo 'Uccidi i migliori gentili' e 'Il peggiore errore di Hitler'. Scrivendo di recente su un blog, Von Brunn ha sostenuto che lo sbaglio del dittatore nazista a cui faceva riferimento nel suo libro era stato di ''non aver gassato tutti gli ebrei''. Sul suo sito web l'uomo si descrive come un membro di Mensa, l'associazione delle persone con altissimo quoziente di intelligenza. Von Brunn era stato in prigione per sei anni dopo aver tentato nel 1981 di mettere l'intero board della Federal Reserve sotto arresto, condannato, a suo dire, ''da una giuria di neri e da un giudice ebreo''. ''Il Museo dell'Olocausto deve essere visto nel contesto della storia mondiale, la Torah, il Talmud, il movimento rivoluzionario Rotschild'', aveva scritto Von Brunn secondo cui Adolf Hitler ''aveva guidato la Germania in una straordinaria ripresa spirituale ed economica'', quanto alla Shoah, non era mai accaduta: ''Non venne mai dato alcun ordine di sterminare gli ebrei. Non c'erano soldi ne' mezzi come le camere a gas per attuare lo sterminio''. Intanto una vasta indagine e' scattata da parte dell'Fbi su scala nazionale per verificare se von Brunn abbia agito da solo o se si tratti della punta dell'iceberg di un ritorno in scena dei 'suprematisti ariani': ma gli investigatori per il momento parlano del gesto di un fanatico solitario. Alla Casa Bianca, lo staff del presidente ha tenuto informato minuto per minuto Barack Obama, che solo pochi giorni fa aveva lanciato un messaggio contro l'antisemitismo e i negazionisti visitando il campo di concentramento di Buchenwald, in Germania. Von Brunn e' entrato armato di un fucile poco prima delle 13:00 locali (le 19:00 in Italia) nel museo dove ogni anno oltre un milione e mezzo di persone vanno a ripercorrere la storia della Shoah. Gli addetti alla sicurezza hanno visto l'arma e gli hanno urlato di gettarla, ma l'uomo ha aperto il fuoco, abbattendo una guardia che e' finita sul pavimento in un lago di sangue. La reazione degli altri addetti alla sicurezza e' stata immediata e l'uomo e' stato ferito, disarmato, arrestato e condotto in ospedale. La sparatoria ha provocato il panico tra le centinaia di persone che si trovavano nel museo, tra grida degli addetti alla sicurezza che esortavano tutti a lanciarsi ''faccia a terra'' e procedure d'evacuazione. Il museo e' uno dei piu' protetti di Washington, con metal detector all'entrata e un gran numero di guardie armate. ''Abbiamo sentito cinque, sei spari, poi le urla e il caos'', ha raccontato David Unruh, un testimone che si trovava con i nipoti nel museo al momento della sparatoria. ''Pochi minuti dopo, ci hanno gridato di correre e uscire''. Il museo, inaugurato nel 1993 e visitato da allora da 28 milioni di persone, sorge nel centro di Washington, sull'altra lato del spianata del Mall rispetto alla Casa Bianca. L'intera area e' stata invasa in pochi minuti da un imponente schieramento di polizia, squadre antiterrorismo dell'Fbi e anche militari. Due elicotteri hanno sorvegliato la zona, mentre una larga fetta del centro di Washington veniva chiusa al traffico, anche pedonale. Secondo il capo della polizia della capitale, Cathy Lanier, l'autore avrebbe agito da solo ''e non ci sono indizi di partecipazione da parte di altri''. Un portavoce dell'Fbi ha pero' sottolineato che sono in corso indagini per verificare ogni eventuale legame con ''il terrorismo domestico''.

ansa.it               inserito da Michele De Lucia




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Michele De Lucia - michelepositano58@libero.it

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