Sulla vicenda dei ricorsi al Tar sui vincoli della Soprintendenza un articolo di Repubblica a firma di Maria Rosaria Sannino. Gli scavi della Villa Romana, sono al centro dell'interesse della stampa anche in seguito agli ultimi ritrovamenti in proprietà private. La Villa di Posides, di cui si è scoperto un affresco straordinario due anni fa, si estende nel centro turistico e commerciale di Positano da piazza dei Mulini alla Spiaggia Grande. La Soprintendenza ha esteso il vincolo e ha portato a dei ricorsi che han proposto anche amministratori. I lavori di scavo comunque proseguono, ma la Regione ancora non ha stanziato i fondi richiesti. RIEPILOGHIAMO LA VICENDA CON UN ARTICOLO DI ARCHIVIO NON AVENDO LA POSSIBILITA DI PRENDERLO DA REPUBBLICA Positano. La Soprintendenza per i beni archeologici di Salerno emette un altro vincolo archeologico per Positano e partono cinque ricorsi al Tar, anche di amministratori e parenti di assessori. La zona sottoposta a nuovo vincolo dalla Soprintendenza, col decreto numero 207 del 2005, va dalla Via dei Mulini a Via del Brigantino, esattamente l’area che circonda la zona degli scavi al di sotto della Chiesa Madre ed in particolare alcune boutique e due alberghi, il Palazzo Murat e la Buca di Bacco. Un vincolo quasi scontato visto che i maggiori ritrovamenti, fra cui un affresco di straordinaria bellezza, sono avvenuti a pochi metri dalla nuova zona sottoposta a vincolo. Fra i ricorrenti, con ricorsi tutti depositati lo scorso 14 febbraio, l’assessore Salvatore Rispoli, col numero 299, ed il consigliere Pasquale Romano, col numero 297, ma anche Mario Attanasio, col numero 298, proprietario di palazzo Murat, e zio dell’assessore alla cultura Benedetta Russo. Questi sono i ricorsi. Altri due ricorsi sono stati presentati da Maria Romano, Roberto Casola e Francesco Ferraioli. Legittimo l’interesse a ricorrere dei proprietari, in quanto il vincolo restringerebbe il loro potere a costruire, ma anche a vendere un domani le loro proprietà, con il vincolo ci potrebbe essere il diritto di prelazione dell’ente pubblico, sorprende, piuttosto che solo oggi la Soprintendenza abbia ritenuto di dover sottoporre a vincolo quest’area visto che già altra parte della Spiaggia Grande era sottoposta a vincolo e che già nei testi storici si parlava della presenza della Villa Romana con estensione fino alla piazza dei Mulini. L’area in questione è sicuramente ricca di reperti archeologici, su questo ormai non c’è dubbio. Nessun commento sulla vicenda ne giudizio morale, resta il fatto che la Villa Romana è un bene della collettività e non solo di Positano, ma del mondo intero e bisognerebbe fare di tutto per poterla rendere fruibile. I ricorsi sono stati presentati tutti dall’avvocato Gianvincenzo Esposito, il 9 febbraio ’06, contro Ministero per i beni e le attivita' culturali, Regione Campania e Soprintendenza beni arch.per paesaggio,patr.storico. Il 14 si è costituito il Ministero, mentre ancora non si sa nulla di cosa farà il Comune di Positano che ha parte dell’amministrazione coinvolta in questa vicenda, anche se non è parte in causa come ente. La Regione Campania non ha fatto ancora alcun atto. Mi.Ci. In seguito a questo pezzo ci furono interventi dei diretti interessati per cui la cosa non confliggeva con l'interesse a voler mettere alla luce gli scavi della Villa Romana. In effetti i lavori sono continuati ed i problemi dell'affresco sono legati al rischio di staticità della zona. Inoltre senza fondi i lavori non potranno proseguire. Ma a questo dovrebbe pensare la Regione. Intanto è stata realizzata l'apertura nel retro della torre campanaria e sono stati ritrovati i resti dell'antica abbazia di Positano.