
Una vignetta per ricordarlo
Trentuno anni fa Cosa Nostra uccideva a Cinisi, nel Palermitano, il militante di Democrazia proletaria Peppino Impastato. Positanonews, la testata della Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina, lo ricorda, e speriamo che così facciano gli altri, perchè i 100 passi non stanno solo a Palermo, stanno in costa d' Amalfi come a Sorrento, a Positano, come a Ravello e a Vico Equense. Quei cento passi possono stare anche dietro casa tua che ci stai leggendo. Nato il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi), ancora ragazzo, Impastato aveva rotto con il genitore, iniziando la sua attività di denuncia, soprattutto nei confronti del boss Gaetano Badalamenti. Attività che Cosa Nostra interrompe nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978 con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. A trentun’anni dalla morte di Peppino ci chiediamo cosa sia cambiato, se sono stati fatti dei passi avanti, cosa c’è ancora da fare. Certo i tempi sono cambiati, la percezione che abbiamo è che la cultura antimafia oggi sia più forte, più viva, più presente. Eppure questo grande associazionismo antimafia spesso dimentica di mettere in luce problemi reali, concreti. E’ quel binomio Stato-AntiStato, un confine reso sempre più labile dalle connivenze tra politica e mafia