
L'Ospedale fantasma di Amalfi nel mirino del coordinatore cittadino dell'Italia dei Valori Amalfi, frazione Pogerola, è qui che giace da decenni in stato di abbandono e degrado una delle tante cattedrali nel deserto ascrivibili alle nefandezze della 1a Repubblica, l'Ospedale S. Michele, un edificio sorto per garantire una professionale e tempestiva assistenza sanitaria agli abitanti della Costiera Amalfitana ed ai numerosissimi ospiti che la popolano durante l'estate. L'assenza di adeguate ed efficienti strutture medico-sanitarie in costiera amalfitana ha reso a lungo impossibile nel passato affrontare le emergenze sanitarie e ha fatto tante vittime illustri. Tra queste va ricordato il Premio Nobel S.Quasimodo che alloggiava nell'Hotel Convento dei Cappuccini di Amalfi. Finché l'apertura di un Pronto Soccorso Attivo in Costiera Amalfitana a Castiglione di Ravello nelle vicinanze di Amalfi e gli interventi legislativi sulla non finanziabilità delle strutture ospedaliere con meno di 100 posti letto hanno fatto tramontare definitivamente le speranze di apertura del nosocomio amalfitano. Le idee per una utilizzazione a fini sociali della struttura non sono mancate nel corso degli ultimi anni, ricordiamo su tutte la proposta di casa riposo per anziani, ma nessuna decisione è stata ancora presa dall'ASL SA 1. Tuttavia con i bilanci fuori controllo e lo spettro del commissariamento della Sanità Campana appare più che mai necessario procedere alla dismissione degli immobili inutilizzati e l'ospedale di Amalfi va senz'altro annoverato tra questi. L'iniziativa attivata dal coordinatore cittadino dell'IDV F.Dipino, avente per obiettivo l'acquisto dell'immobile da parte del Comune di Amalfi e la sua successiva utilizzazione a fini abitativi per venire incontro alle esigenze dei ceti meno abbienti, ha trovato grosso riscontro nella cittadinanza amalfitana poiché sono state ampiamente superate le 500 firme richieste dallo Statuto del Comune di Amalfi. La proposta è stata protocollata ieri mattina. Poi toccherà al Consiglio Comunale esprimersi sulla legittima richiesta degli oltre cinquecento amalfitani, nella consapevolezza che ci troviamo tutti di fronte all'ultima "chance" prima che l'immobile, in nome del riordino dei conti dalla sanità regionale, finisca in mani private.