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02/05/2009

"Addio palestre in casa"

la ricerca

Addio cyclette, il flop
delle palestre in casa

Studio degli psicologi americani: chi fa peso e corre in camera da letto presto getta la spugna

Negli Stati Uniti il giro di affari legato all'«home wellness» è stimato attorno ai 4 miliardi di dollari

Jane Fonda, guru della ginnastica sul video

ROMA — Raccontano che Berlusconi ai tempi del suo primo Governo ne regalò una ad ogni esponente dell'esecutivo. E che le cyclette dopo un iniziale entusiasmo finirono una dopo l'altra nelle cantine dei rispettivi proprietari senza, ovviamente, che la destinazione venisse rivelata al Cavaliere. Vera o leggenda che sia, l'indiscrezione In garage Il sottosegretario Martini, ex nuotatrice: «La mia bicicletta da camera è in garage, l'ho usata poco» sembra uscita dallo studio pubblicato sulla rivista degli psicologi americani Annals of Behavioral Medicine e ripresa con grande enfasi dall'Herald Tribune. Viene analizzato il comportamento di chi ha la palestra a casa. Di coloro che attrezzano camera da letto o soggiorno di tapis roulant e macchine «tuttofare» per addominali dorsali-quadricipiti- bicipiti-tricipiti eccetera. Conclusione. I potenziali praticanti del cosiddetto home wellness si allenano meno di quelli che per fare sport escono di casa.

Non solo, dopo una prima fase di euforia dovuta alla novità, si stancano e abbandonano del tutto. Gli attrezzi diventano mobilio. Lo studio riguarda 205 sedentari di età adulta ai quali è stato prescritto un programma di esercizio fisico. Alla fine dell'anno la maggior parte degli acquirenti di macchine getta la spugna. Commenta David Williams, professore associato di psichiatria e comportamento umano dell'Alpert Medical School della Brown University: «Non è corretto affermare che la palestra a domicilio non serve. Allenarsi in teoria potrebbe risultare più semplice, ma l'elemento fondamentale è la motivazione interiore. Solo se siamo davvero determinati la ginnastica casalinga ha senso». Sposa la tesi dei ricercatori americani Francesca Martini, sottosegretario al ministero del Welfare, ex campionessa regionale di nuoto, ex vice-campionessa nazionale di lancio del disco: «La mia cyclette è in garage. Capita nella vita di prenderne una. L'ho usata sì e no un paio di volte. Preferisco correre, giocare a tennis, andare in piscina. E poi attenzione alla pubblicità ingannevole che accompagna alcuni di questi prodotti. Vengono propagandati da donne o uomini con corpi scolpiti che fanno immaginare chissà quale traguardo. Non finirò mai di ripeterlo. La forma si costruisce soltanto perseguendo stili di vita corretti che prescindono dunque dall'equipaggiamento ».

Negli Stati Uniti il giro di affari legato all'acquisto di strumenti da camera è stimato attorno ai 4 miliardi di dollari all'anno. Secondo un'indagine dell'associazione Consumers Reports il 40% dei clienti dell'home wellness confessano di aver utilizzato le macchine meno del previsto. L'azienda Technogym, leader del mercato comunica di aver attrezzato circa 20 mila palestre in abitazioni private nel mondo. Il settore è in forte crescita. In Italia l'attrezzo più venduto è il tapis roulant, seguito da cyclette e dai nuovi modelli come il Kiness Personal che permette di eseguire oltre 2300 esercizi in meno di un metro quadrato. Va molto anche la Flexability, per lo stretching. Giuseppe Caputa, medico, delegato per lo sport al Comune di Roma: «Il movimento previene diabete e obesità. Consiglio di associare l'attività fisica al divertimento. In gruppo e all'aperto. La palestra in salotto va bene se è un'alternativa. Non va intesa come un giocattolo da chiudere nel cassetto quando sei stufo».

 

Roberto Bozza

" tratto dal sito del corriere della sera"




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