
PORTICI — Il suo motto è «Amali tutti, ma non sposar nessuno». Noemi
Letizia è una statuaria ragazza, di scintillante bellezza, figlia di un
dipendente comunale di Napoli del settore fognature e di una bella
signora di Portici, ex miss Tirreno, titolare di un negozio di
cosmetici a Secondigliano che le fa da assistente-ombra. È per i
diciotto anni di Noemi che Silvio Berlusconi è atterrato in gran
segreto a Capodichino domenica sera e ha raggiunto il locale sulla
circumvallazione di Casoria dove la festeggiata aveva radunato un
centinaio di invitati.
Nell’appartamento di via Libertà a Portici Noemi ci accoglie in
cucina, benché si faccia trovare già pronta, in abito lungo e capelli
sistemati a boccoli dal parrucchiere, per la trasmissione tv «Stelle
emergenti», condotta da Francesca Rettondini, che tutti i martedì su
TeleA la impegna come ballerina-valletta-showgirl. «È stata la sorpresa
più bella, quella di papi Silvio».
Noemi, lei chiama ‘‘Papi’’ il presidente Berlusconi? «Sì, per me è come se fosse un secondo padre. Mi ha allevata».
Ha mai conosciuto qualcuno dei figli del Cavaliere? «No, mai. Anche se lui mi ripete che gli ricordo Barbara, sua figlia. Che ora studia in America».
Com’è nata la vostra amicizia? «È
un amico di famiglia. Dei miei genitori». «Diciamo», interviene mamma
Anna, «che l’ha conosciuto mio marito ai tempi del partito socialista.
Ma non possiamo dire di più».
Non capita a tutte le belle ragazze di ritrovarsi il presidente del Consiglio alla festa di compleanno? «Infatti,
io alla mia non l’aspettavo. È stata una vera sorpresa. Né ho mai
raccontato in giro di questa amicizia così forte con Papi Silvio.
Nessuno mi avrebbe creduta. Ora, invece, l’hanno visto tutti...»
Cosa le ha regalato? «Una collana d’oro con un ciondolo».
Berlusconi è sempre stato presente alle sue feste di compleanno? «No,
ma non mi ha mai fatto mancare le sue attenzioni. Un anno, ricordo, mi
ha regalato un diamantino. Un’altra volta, una collanina. Insomma, ogni
volta mi riempie di attenzioni».
Suo padre non è geloso?«Assolutamente no. È devotissimo di Papi Silvio».
E la mamma? «Assolutamente
no», risponde la signora Anna, «e poi gelosi di chi, di Silvio?». In
cameretta, incorniciata, anche una foto con dedica del premier: "Ad
Anna con gli auguri più affettuosi - 20 novembre 2008 - Silvio
Berlusconi».
Noemi, lei frequenta il quarto anno della scuola per grafici pubblicitari? «Sì,
la Francesco Saverio Nitti di Portici e sono la prima della classe. La
mia insegnante di italiano dice che ho inventato il ‘‘metodo
letiziano’’: ho una grande capacità espressiva. Mi piace molto
studiare».
Sa chi fu Nitti? «Nitti...Nitti... Lo abbiamo anche studiato a scuola».
Fu un grande meridionalista e presidente del Consiglio.«Ah, sì».
Cosa vorrà fare da grande? «La
showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a 6 anni. Ora sto seguendo un
corso per guida turistica: al Maggio dei Monumenti sarò impegnata nel
Duomo di Napoli. Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere
qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi. Ma non scenderò mai a
compromessi».
Sa che ha provocato una fiammante
polemica il fatto che Berlusconi vorrebbe candidare letterine e donne
dello spettacolo alle europee? «Fa bene, vuole
ringiovanire. E poi se Papi pensa di fare così, stia certo che non
sbaglia. Sceglie queste ragazze perché intelligenti e capaci. Non solo
perché belle. Il mio motto in politica sarà: ‘‘Meno tasse, più
controlli’’. Basta con i furbi che non rispettano le regole».
Lei vuole diventare showgirl e avviarsi all’attività politica. E lo studio? «Papi
Silvio mi ripete sempre che la prima cosa è studiare. Lo sa che ha
fondato una università a Milano? L’anno prossimo vorrei frequentarla.
Mi iscriverò a scienze politiche».
Noemi, lei ha girato anche un cortometraggio? «Si
chiama Scaccomatto. È stato presentato a Venezia a dicembre scorso. Io
interpreto il ruolo della fidanzata di un politico. È tutta una storia
di mafia, di intrighi, di caccia ad un diamante».
Insomma, una trama di grande attualità. Torniamo a Berlusconi? «Lo
adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche
momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che
lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme».
Quali canzoni? «Non ricordo
il titolo della sua preferita: aspetti che vedo sui suoi cd. Li ho
tutti. Ma come fa quella... ‘‘Mon amour, lalalala’’»
Lei quali canzoni preferisce? «A
me piace la musica italiana. Non le canzoni classiche. I miei cantanti
preferiti sono Laura Pausini, Tiziano Ferro, Nek. E poi c’è la colonna
sonora di Scugnizzi, che io canto spesso con Papi Silvio al pianoforte
o al karaoke».
Mi racconta qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta? «Vi
sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola
deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù
interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘‘Vuoi morire o
bunga-bunga?’’. Il ministro sceglie: ‘‘bunga-bunga’’. E viene
violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla
scelta, non indugia e risponde: ‘‘Voglio morire!’’. Ma il capo tribù:
‘‘Prima bunga-bunga e poi morire».
Nei momenti di relax, Berlusconi cosa le confida? «Fa
tanto per il popolo. È il politico numero uno. Non dorme mai. Io non
riuscirei a fare la sua stessa vita. Quando vado da lui ha sempre la
scrivania sommersa dalle carte. Dice che vorrebbe mettersi su una barca
per dedicarsi alla lettura. Talvolta è deluso dal fatto che viene
giudicato male. Io lo incoraggio, gli spiego che chi lo giudica male
non guarda al di là del proprio naso. Nessuno può immaginare quanto
Papi sia sensibile. Pensi che gli sono stata vicinissima quando è
morta, di recente, la sorella Maria Antonietta. Gli dicevo che soltanto
io potevo capire il suo dolore».
Perché? «Ho perso un fratello, Yuri, sette anni fa. A causa di un incidente stradale. Ora è il mio angelo custode».
Noemi, per quale squadra tiene? «Sono patriottica, tifo Napoli. Poi, la mia seconda squadra è il Milan».
Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali? «No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».
Angelo Agrippa Corriere del Mezzogiorno