
Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini (Emmevi)
ROMA - L'importanza di «istituzioni laiche», la necessità di «rilanciare una grande stagione costituente», l'urgenza di «discutere su come orientare il proprio voto al referendum elettorale di giugno» e l'appello a «non temere lo straniero». È di ampio respiro l'intervento del presidente della Camera
Gianfranco Fini al congresso di fondazione del Pdl.
All'indomani dell'intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, tocca al presidente della Camera scaldare la platea del congresso di fondazione del Pdl. E il numero uno di Montecitorio non si sottrae a tale compito. Parla per cinquanta minuti, contrassegnati da 60 applausi. Al termine del discorso il premier scatta sul palco, gli stringe la mano, lo abbraccia e sorride. «Questo - dice tra gli applausi della platea - è per spazzare via tutte le malignità sul fatto che io e Gianfranco non ci vogliamo bene e non condividiamo gli stessi ideali».
corriere.it inserito da michele De Lucia