
Salerno la Guardia di Finanza porta all’esecuzione di un’ordinanza di sequestro preventivo di 2 misuratori di velocità “Velomatic 512” con annessi apparecchi fotografici ed elettronici
della società “GARDASEGNALE S.r.l.” di Desenzano (BS) in uso al
responsabile del servizio Landolfi Giovanni,
Comandante della Polizia Municipale dell’unione dei Comuni di San Arsenio, San
Pietro e San Rufo nel Cilento in provincia di Salerno e la contestuale denuncia a piede libero per turbata libertà degli incanti in
collusione con l’impresa ed abuso
d’ufficio per il citato responsabile è il bilancio di una articolata, delicata
e complessa indagine della Tenenza della
Guardia di Finanza di Sala Consilina, delegata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale a quella sede, ed eseguita con la collaborazione della
locale sottosezione della Polizia Stradale .
In particolare, nella
prima fase dell’attività eseguita dai finanzieri, veniva accertato che il Landolfi
da un lato turbava la procedura di gara
di appalto per l’affidamento da parte della suddetta unione dei Comuni del
servizio di rilevamento infrazioni stradali arrogandosi il ruolo di preposto
alla gara in assenza di preventiva decisione degli organi
politici-amministrativi e decidendo motu
proprio di procedere a trattativa privata (veniva stipulato il relativo contratto ancor prima della formale
aggiudicazione della gara di appalto) in assenza di presupposti speciali ed
eccezionali a favore della società
innanzi citata, impresa - tra l’altro - che aveva presentato l’offerta in
percentuale, economicamente più onerosa rispetto a quelle di altre imprese e, successivamente, abusando della sua qualità di
pubblico ufficiale (abuso d’ufficio),
predisponeva reiterati servizi di rilevamento di infrazioni stradali solo a
mezzo autovelox e senza la contestazione immediata sulla strada pubblica (426) in assenza di apposito decreto
prefettizio, unico atto che stabilisce ove e’ possibile installare il
misuratore di velocità senza che vi sia
poi la contestazione immediata dell’infrazione.
Le indagini portavano
all’accertamento altresì di come la gestione e posizionamento dei citati
misuratori avveniva in modo del tutto arbitrario senza alcun controllo ne per
quanto attiene le norme del C.D.S. ne sul trattamento e tutela dei dati
acquisiti degli automobilisti: Infatti, la gestione e lo sviluppo delle foto
avveniva in maniera superficiale ed incontrollata non vi era alcun operatore di
polizia a vigilare costantemente sullo sviluppo e stampa delle foto e su tutto
il regolare svolgimento di una così delicata operazione, il posizionamento dei
misuratori di velocità poi, ancorché utilizzati prima della formale
aggiudicazione della gara, veniva fatto da persone estranee a qualsiasi
rapporto di pubblico servizio e/o incaricato di pubblico servizio così come la
taratura degli stessi apparecchi avveniva ad opera di persone prive di qualsiasi titolo, competenza
specifica e senso di dovere per una delicata funzione sia a tutela delle
istituzione che a garanzia dei cittadini.
Il tutto procurando
intenzionalmente sia ai collaboratori dell’impresa (il fotografo ad
esempio affidatario dell’apparecchio
percepiva circa euro 250 di fisso al mese più le provvigioni scaturenti dallo
sviluppo delle foto) che alla stessa GARDASEGNALE S.r.l. un ingiusto ed
indebito vantaggio patrimoniale consistito nell’ottenimento dei crediti
pecuniari certi liquidi ed esigibili pari al 41,60% più I.V.A. sulle somme introitate nonché pari al 50% dei
contributi più I.V.A. delle sanzioni riscosse per diverse migliaia di euro il
tutto procurando intenzionalmente sia ai collaboratori dell’impresa, (il
fotografo ad esempio affidatario
dell’apparecchio percepiva circa euro 250 di fisso al mese più le provvigioni
scaturenti dallo sviluppo delle foto) che alla stessa GARDASEGNALE Srl un ingiusto ed indebito vantaggio
patrimoniale consistito nell’ottenimento dei crediti pecuniari certi liquidi ed
esigibili pari al 41,60% più IVA sulle somme introitate nonché pari al 50% dei
contributi più IVA delle sanzioni riscosse per diverse migliaia di euro che
sarebbero stati ingenti se l’attività fosse ancora proseguita cagionando enormi
danni sia alle amministrazioni interessate che ai cittadini, costretti a
produrre i ricorsi di sorta, basti pensare che più del 60% delle infrazioni
contestate su di un totale di oltre 400 infrazioni rilevate in pochi mesi sono
state archiviate dal Giudice di Pace o dalla Prefettura, procurando anche un
enorme mole di lavoro e costi esorbitanti per gli uffici interessati.