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18/03/2009

SALERNO, AUTOVELOX FALSI. LE FIAMME GIALLE LI SEQUESTRANO

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Salerno la Guardia di Finanza porta all’esecuzione di un’ordinanza di sequestro preventivo di 2 misuratori di velocità “Velomatic 512” con annessi apparecchi fotografici ed elettronici della società “GARDASEGNALE S.r.l.” di Desenzano (BS) in uso al responsabile del servizio Landolfi Giovanni, Comandante della Polizia Municipale dell’unione dei Comuni di San Arsenio, San Pietro e San Rufo nel Cilento in provincia di Salerno  e la contestuale denuncia a piede libero per turbata libertà degli incanti in collusione con l’impresa ed abuso d’ufficio per il citato responsabile è il bilancio di una articolata, delicata e complessa indagine della Tenenza della Guardia di Finanza di Sala Consilina, delegata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale a quella sede, ed eseguita con la collaborazione della locale sottosezione della Polizia Stradale . In particolare, nella prima fase dell’attività eseguita dai finanzieri, veniva accertato che il Landolfi da un lato turbava la procedura di gara di appalto per l’affidamento da parte della suddetta unione dei Comuni del servizio di rilevamento infrazioni stradali arrogandosi il ruolo di preposto alla gara in assenza di preventiva decisione degli organi politici-amministrativi e decidendo motu proprio di procedere a trattativa privata (veniva stipulato il relativo contratto ancor prima della formale aggiudicazione della gara di appalto) in assenza di presupposti speciali ed eccezionali a favore della società innanzi citata, impresa - tra l’altro - che aveva presentato l’offerta in percentuale, economicamente più onerosa rispetto a quelle di altre imprese e,  successivamente, abusando della sua qualità di pubblico ufficiale (abuso d’ufficio), predisponeva reiterati servizi di rilevamento di infrazioni stradali solo a mezzo autovelox e senza la contestazione immediata sulla strada pubblica (426) in assenza di apposito decreto prefettizio, unico atto che stabilisce ove e’ possibile installare il misuratore di velocità  senza che vi sia poi la contestazione immediata dell’infrazione.   Le indagini portavano all’accertamento altresì di come la gestione e posizionamento dei citati misuratori avveniva in modo del tutto arbitrario senza alcun controllo ne per quanto attiene le norme del C.D.S. ne sul trattamento e tutela dei dati acquisiti degli automobilisti: Infatti, la gestione e lo sviluppo delle foto avveniva in maniera superficiale ed incontrollata non vi era alcun operatore di polizia a vigilare costantemente sullo sviluppo e stampa delle foto e su tutto il regolare svolgimento di una così delicata operazione, il posizionamento dei misuratori di velocità poi, ancorché utilizzati prima della formale aggiudicazione della gara, veniva fatto da persone estranee a qualsiasi rapporto di pubblico servizio e/o incaricato di pubblico servizio così come la taratura degli stessi apparecchi avveniva ad opera di persone  prive di qualsiasi titolo, competenza specifica e senso di dovere per una delicata funzione sia a tutela delle istituzione che a garanzia dei cittadini.   Il tutto procurando intenzionalmente sia ai collaboratori dell’impresa (il fotografo ad esempio  affidatario dell’apparecchio percepiva circa euro 250 di fisso al mese più le provvigioni scaturenti dallo sviluppo delle foto) che alla stessa GARDASEGNALE S.r.l. un ingiusto ed indebito vantaggio patrimoniale consistito nell’ottenimento dei crediti pecuniari certi liquidi ed esigibili pari al 41,60% più I.V.A. sulle somme introitate nonché pari al 50% dei contributi più I.V.A. delle sanzioni riscosse per diverse migliaia di euro il tutto procurando intenzionalmente sia ai collaboratori dell’impresa, (il fotografo ad esempio  affidatario dell’apparecchio percepiva circa euro 250 di fisso al mese più le provvigioni scaturenti dallo sviluppo delle foto) che alla stessa GARDASEGNALE Srl  un ingiusto ed indebito vantaggio patrimoniale consistito nell’ottenimento dei crediti pecuniari certi liquidi ed esigibili pari al 41,60% più IVA sulle somme introitate nonché pari al 50% dei contributi più IVA delle sanzioni riscosse per diverse migliaia di euro che sarebbero stati ingenti se l’attività fosse ancora proseguita cagionando enormi danni sia alle amministrazioni interessate che ai cittadini, costretti a produrre i ricorsi di sorta, basti pensare che più del 60% delle infrazioni contestate su di un totale di oltre 400 infrazioni rilevate in pochi mesi sono state archiviate dal Giudice di Pace o dalla Prefettura, procurando anche un enorme mole di lavoro e costi esorbitanti per gli uffici interessati.



Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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