Dal «forno delle gallette» risalente addirittura al 1600 al
panificio di don Beppe detto per la sua prestanza fisica 'o
vicario, al forno di Salvatore Irolla e di Maria 'a
furnara che agli studenti affamati suggeriva generosa
«Pigliateve tutto chello ca ve serve!», alle panetterie di
Ciccillo 'o massese o di Francesco 'o scialone:
dall'ultima fatica editoriale di Cecilia Coppola,
travolgente fondatrice e animatrice dell'Associazione
culturale Cyprea, sale il profumo fragrante delle panetterie
della sua terra, memoria del passato e radici del presente:
«Forni, fornai e fornarine nella storia del pane a Piano di
Sorrento» (edito da Gpoint) è il titolo, e il libro contiene
emozioni seppiate e racconti di «cultura materiale», ma anche le
ricette con cui le nonne riutilizzavano il pane raffermo quando
gettare il pane era «peccato».