
SORRENTO NAVE DOVE E' STATO UCCISO IL CAPITANO CASTALDI
E’ arrivato ieri pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino, proveniente da Madrid, Andrea Della Rasa, l’ufficiale di macchina sulla portacontainer `Paxi C´, accusato di aver ucciso al termine di una rissa il 5 novembre del 2008 il comandante della nave, Mario Castaldi di Piano di Sorrento. Scortato da personale dell’Interpol della Direzione centrale della polizia criminale, Della Rasa, 38 anni, fu arrestato a Madrid nel novembre 2008 su mandato di arresto europeo emesso dal gip del tribunale di Genova per il reato di omicidio. Secondo l’accusa, Della Rasa ha ucciso il comandante Castaldi sorprendendolo nel sonno e colpendolo con un coltello da cucina al petto e all’addome. Il Paxi C. al largo delle coste spagnole, teatro dell’omicidio-Archivio Il Secolo XIX LA VICENDA Di Paola Delvecchio e Samuele Cafasso Madrid. È stato sgozzato con un coltello da cucina, col quale il suo aggressore ha poi tentato di tagliarsi le vene. È un giallo alla Agatha Christie l’assassinio in alto mare, avvenuto l’altra notte a bordo del mercantile italiano “Paxi-C”, della compagnia di navigazione napoletana Italtrag S.r.l., al largo delle coste di Finisterre, all’estremo lembo al nordest della Spagna. Una tragica fine per il capitano della nave cargo, Mario Castaldi, 53 anni, noto in tutta la Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana. Già ferito a morte, l’ufficiale ha tentato di scappare, rifugiandosi nella cabina del nostromo, due piani più in basso, dove però è spirato in un lago di sangue. A colpirlo a morte, per cause ancora in corso di accertamento, sarebbe stato il primo ufficiale di macchina, Andrea Della Rasa, di 37 anni, residente a Gaeta che, dopo l’aggressione, si è asserragliato nella sua cabina, minacciando di uccidersi se l’avessero costretto a scendere a terra. A dare l’allarme via radio alla guardia costiera di Finisterre, alle 6 del mattino, è stato personale dell’equipaggio, costituito da 17 persone, fra cui tre italiani, sei indonesiani, quattro filippini, tre ucraini e un lituano, il primo ufficiale che ha assunto il comando della nave. Il cargo portacontainer, salpato da Alessadria d’Egitto e diretto a Gijon, nelle Asturie, si trovava in quel momento a 22 miglia al largo della Galizia, in acque internazionali. Ed è stato stato fatto dirigere dalla guardia costiera, in collegamento con le autorità consolari italiane, verso il porto di Finisterre. Un medico legale, che ha raggiunto la nave con una motovedetta, non ha potuto che constatare il decesso di Castaldi. C’è voluto invece il corpo speciale dei Geo della guardia civile per stanare l’aggressore dal suo nascondiglio, quando la nave a tarda mattina ha gettato l’ancora a un miglio e mezzo dalla costa. Quando alla fine è stato arrestato, Andrea Della Rasa, con ferite da arma da taglio ai polsi e al collo, aveva perduto molto sangue, era semi incosciente e in stato confusionale: urlava di voler tornare in Egitto. È stato caricato in ambulanza e trasferito nell’ospedale de La Coruña, dove è stato sottoposto anche ad accertamenti psichiatrici e a perizie che dovranno stabilire l’origine delle ferite. Stando alle prime testimonianze raccolte dalla guardia civile a bordo della “Paxi-C”, alle 5 del mattino, l’ora alla quale risalirebbe l’omicidio, la gran parte dell’equipaggio stava guardando una partita di calcio in tv, quando si è sentito un forte rumore e le urla del capitano. L’aggressore, che era di turno guardia, sarebbe entrato nella cabina del comandante Castaldi con un grosso coltello da cucina, col quale gli avrebbe squarciato il collo. Ma sono molte le circostanze che non quadrano. Alcuni dei marinai avrebbero infatti ammesso che l’accoltellamento sarebbe avvenuto al termine di una rissa fra il capitano e una parte dell’equipaggio. A Napoli, nella sede legale della Italtrag, in via Melisurgo, alle cinque di ieri pomeriggio avevano già chiuso i battenti: «È un enorme dolore per tutti, non possiamo dire di più», l’unico commento dietro le porte serrate. Un’inchiesta è stata aperta dalla sezione istruttoria numero 2 del Tribunale di Concurbion, in Galizia, che dovrà accertare una serie di circostanze, per dichiararsi competente o meno per l’inchiesta. Innanzitutto se la “Paxi-C”, al momento dei fatti, navigava in acque internazionali. In quest’ultimo caso, infatti, la competenza sarebbe del Tribunale di Genova, città nel cui compartimento marittimo è immatricolata la nave. Il magistrato di collegamento italiano in Spagna è in contatto col collega galiziano. E un fascicolo è stato aperto a Genova dal pm Monteverde che agirà per moratoria. Della Rasa è accusato di omicidio ma per ora, sotto il torchio della guardia civile, restano i tre marinai italiani, mentre per problemi di traduzione è stato rinviato l’interrogatorio del resto dell’equipaggio. La nave della morte resterà alla fonda al largo di Finisterre fino a ordine contrario da parte del magistrato. «ODIAVO IL CAPITANO, MI CHIAMAVA SPORCO ROMANO» «Odiavo il capitano, da quando ho messo piede sulla nave è stato un inferno. Mi chiamava sporco romano, bastardo, ce l’aveva a morte con i romani». È questo l’assurdo movente che avrebbe spinto Andrea Della Rasa, 37 anni, a impugnare un coltellaccio e a sferrare un fendente mortale al comandante della Paxi C., Mario Castaldi, di 53 anni, originario di Piana di Sorrento. Questo, almeno, è ciò che avrebbe raccontato il primo ufficiale di macchina, una volta dimesso ieri mattina dall’ospedale, al giudice istruttore della sezione numero 2 del tribunale di Corcubion, in Galizia, Andrès Lago, che lo ha a lungo interrogato, prima di convalidare il fermo in arresto, con l’accusa di omicidio volontario. Della Rasa resterà rinchiuso nel carcere di Teixeiro, fino a quando non sarà disposta la sua estradizione in Italia. Competente per l’inchiesta è infatti la Procura di Genova - dove ha base il mercantile - che ha aperto mercoledì un fascicolo. Competente perché, stando alla ricostruzione delle autorità spagnole, al momento della tragedia la Paxi C navigava a 12 miglia marittime dalla costa galiziana di Finisterre, in acque internazionali. Andrea Della Rasa, nonostante le sue origini romane, vive a Ovada. Occupa un appartamento al numero 100 di corso Saracco nel centro città. Un vecchio palazzotto ristrutturato dove abitano altre tre famiglie. Da Genova circa due anni fa, si era trasferito nella città dell’Orba e dello Stura dove la vita è ancora a misura d’uomo. Erano in pochi a conoscerlo perchè in città non trascorreva molto tempo. Probabilmente solo nelle pause tra un viaggio e l’altro. Poche anche le amicizie. Sembra che avesse buoni rapporti, quando era a Ovada, con una giovane che abita non molto lontano da casa sua: era divorziato ed aveva una figlia in giovane età. Nella macelleria situata poco distante dall’abitazione del trentasettenne, uno dei titolari invece si ricorda perfettamente di lui. «Lo conosco - dice Marco Garrone - quanto era a casa lasciava sempre la sua Mini nera posteggiata vicino al portone. Era affabile, cordiale, se c’era una persona per bene e tranquilla questa è lui. Qualche volta si vedeva a spasso anche con una bambina. Un giorno si parlava di una eventuale crociera che volevo fare. Mi consigliava quale compagnia e che nave scegliere. Mi diceva che prima di imbarcarsi su un cargo perchè si guadagnava di più, aveva navigato sulle navi della Costa. Davvero un bravo giovane». Poche parole e poi un lungo silenzio nell’abitazione di corso Gastaldi, a Genova, dove vive la famiglia di Della Rasa: «Non abbiamo avuto ancora notizie precise di nostro figlio ed almeno per ora non partiamo per la Spagna» dice la madre Marina Della Rasa. LA VITTIMA, PRIMA DI MORIRE: «MI HA FERITO LUI» «THE first engineer killed me». Ovvero «Il primo di macchina mi ha ucciso». Sono state queste le ultime parole del capitano Mario Castaldi, 53 anni, ucciso mercoledì sulla Paxi C., portacontainer battente bandiera italiana registrata a Genova, in quel momento al largo di Finisterre, in Galizia. Questo è quanto ha riferito all’autorità giudiziaria spagnola, ascoltato come gli altri membri dell’equipaggio, il nostromo di origini filippine. L’uomo al quale si è rivolto, già ferito e agonizzante, la vittima. Dopo essere stato colpito, stando alla ricostruzione degli inquirenti, dal primo ufficiale di macchina Andrea Della Rasa: 37 anni, nato a Roma, famiglia genovese, residente da due anni a Ovada. Il quale, dimesso ieri dall’ospedale, è ora in stato di arresto a Santiago de Compostela, capoluogo della regione. In attesa di estradizione. Stando alle testimonianze raccolte, la sera precedente gli uomini a bordo avevano assistito a un incontro di calcio. Una serata conclusa senza apparenti attriti. Ma poi, l’omicidio. «Secondo alcuni membri dell’equipaggio ascoltati dagli inquirenti - spiega un portavoce della compagnia armatoriale napoletana Italtrag che per l’arruolamento dell’equipaggio si è rivolta a un gruppo genovese - Andrea Della Rasa, che era di turno, è andato nella zona cabine con un coltello recuperato in cucina. L’unica cabina aperta era quella del capitano». Andrea Della Rasa, 37 anni compiuti nel settembre scorso, nasce a Roma e si iscrive nel 1993 nelle matricole della gente di mare di Genova. «All’epoca era residente a Genova - spiega il capitano di vascello Luciano Pozzomanno, vicecomandante della Capitaneria di porto del capoluogo ligure - Ma negli ultimi tempi, secondo i nostri accertamenti, si era trasferito a Ovada». E sul Paxi C si era imbarcato il 14 ottobre scorso. «Secondo la ricostruzione dei giudici l’omicida avrebbe sferrato una prima coltellata al capitano che stava ancora dormendo - prosegue il portavoce - Quella poi risultata fatale, al cuore. La seconda gli è stata inflitta quando Castaldi si era già alzato. Lo ha raggiunto alla mano, alzata forse per difesa». L’aggressore esce dalla stanza. E poco dopo, con le ultime forze rimaste, anche la vittima si trascina lungo il corridoio: fino alla cabina del nostromo. Al quale affida la rivelazione: «Il primo di macchina mi ha ucciso». A quel punto anche gli altri membri dell’equipaggio si sono svegliati. E come spiegato ai giudici - dice ancora il portavoce - hanno visto passare Andrea Della Rasa nei corridoi, avanti e indietro. Seminudo e con il coltello in mano». Fra questi il terzo italiano a bordo, Mario Campanile, direttore di macchina: «Sono uscito dall’oblò e ho raggiunto il nostromo - ha detto Campanile ai magistrati, secondo quanto riportato dal portavoce - Abbiamo provato a rianimare il capitano ma non c’è stato nulla da fare». Della Rasa nel frattempo si era chiuso in cabina, col coltello, dove ha tentato di autolesionarsi. E dalla quale è uscito solo quando è intervenuta la polizia. La nave intanto, è ripartita per Gijon, nelle Asturie.