Da oggi ospitiamo nella sezione Penisola Sorrentina di Positanonews le lettere da Piano dell'Avvocato Augusto Maresca, ambientalista ed ex assessore, che ci racconterà dei disagi di Piano di Sorrento e non solo...
LETTERE DA PIANO
40 PARCHEGGI 40
Non è ancora spenta l’eco delle polemiche sui parcheggi “interrati e non” in Penisola, ed in particolare a Piano, che veniamo a conoscenza di un deliberato del Consiglio Comunale Pianese (delibera del 09.04.2008), con il quale deliberato, all’unanimità, sono stati adottati “i criteri per la realizzazione di parcheggi privati”: un apparente atto interno al Comune interpretativo di leggi regionali e statali, e che, invece, si rileva una vera e propria “variante” del PUT ? Il WWF pare abbia impugnato la delibera e si attende il corso della Giustizia; ma quel che qui interessa (e torniamo sul nostro precedente intervento) è interrogare ed interrogarsi sull’utilità di queste violente trasformazioni territoriali: distruzione di agrumeti, di zone verdi, tenuto conto che gli interessi di privati non possono prevaricare gli interessi pubblici e che molti di questi manufatti resteranno invenduti, inutilizzati per il fine previsto ed allora?
LE GRANDI OPERE
Il sogno di ogni politico, fra l’altro, è quello di lasciare un “visibile”, un’opera per essere ricordato, specie in un’epoca, come la nostra, dell’ “apparire” e non dell’ “essere”; occorre operare: strutture megagalattiche, stupefacenti. Anche la nostra Penisola è rimasta contaminata ed anche Piano (vedi il famoso Porto); ora se proprio dobbiamo modificare la morfologia dei luoghi, sacrificare altro verde, cerchiamo di realizzare strutture utili, necessarie: abbiamo bisogno di scuole pubbliche, in sicurezza statica, con impianti sportivi propri, di asili nido efficienti e moderni, di piscine pubbliche, alle quali si possa accedere gratuitamente, di plessi ospedalieri degni di questo nome, etc. Operiamo in questo senso, utilizzando i fondi europei non scriteriatamente, superando le barriere burocratiche che il Governo centrale aveva promesso di neutralizzare, eliminando i “ PALETTI INTERNI ”, frapposti dagli oppositori, interessati ad altro! Niente “lobbies” e “congreghe”, facciamo gli interessi del Paese.
FRANE E SMOTTAMENTI “ANNUNCIATI”
Via Lavinola (Comune di Piano), l’altra strada che dalla Meta-Amalfi conduce a Villa Rossella, in località Teresinella: la strada che dal Parco Lamaro conduce al mare per l’instabilità di versante (termine tecnico) sono tutte notoriamente strade a rischio frane e smottamenti vari: frane e smottamenti che puntualmente si ripetono. Ma questo perché? Perché si è costruito e si continua a costruire in “odore di abusivismo”, comunque contra legem e da qui i dissesti e le frane. Figurarsi se l’abusivista prima di costruire o modificare lo stato dei luoghi con sbancamenti, sterramenti etc, si preoccupa di far verificare lo stato dei luoghi da un tecnico competente (geologo)..ha fretta di costruire, si serve di tutte le nuove tecniche “mattonare”, lavora di notte ed ecco i disastri..annunciati. Dopo ci si ricorda del vincolo idrogeologico esistente sui nostri siti ed il Comune è costretto a correre ai ripari con i soliti lavori di “somma urgenza” per eliminare il pericolo per la pubblica incolumità: interventi, talvolta, molto opinabili e che si risolvono in un peggioramento dello stato dei luoghi.
RANDAGISMO
Un’altra responsabilità istituzionale dei Comuni, e quindi anche di Piano, che resta insoluta. Torno sull’argomento, stante la totale indifferenza delle Istituzioni, compresa Piano, sul fenomeno del randagismo: fenomeno che esiste anche se accantonato nell’attenzione delle amministrazioni locali. Si rinvengono animali vaganti sul territorio: cani, ed anche gatti, povere bestie abbandonate; fortunatamente pietose persone: cinofili, volontari, le raccolgono ed accolgono, quando possono, provvedendo ai loro bisogni; c’è perfino chi, a proprie spese, li fa sterilizzare; quando non può tenerli si preoccupa di affidarli ad altri; questo popolo operativo silenzioso non solo non viene apprezzato ma è anche criticato: la gente dice in giro: “danno da bere e da mangiare a questi animali, li abituano male, creando difficoltà ai Comuni”…e già, perché i Comuni hanno risolto con Convenzioni presso strutture fuori zona, non controllate dalle associazioni ambientaliste e dove nulla si sa più dei poveri animali.
E così dagli stermini di massa: decine e decine di cani e gatti rinvenuti avvelenati si è passati all’invio nei “lager”, un bel modo di risolvere il fenomeno!!
(Avv. AUGUSTO MARESCA)