
Sotto il titolo altisonante di “Riqualificazione del waterfront e del porto turistico di Amalfi” continua senza sosta la marcia congiunta e semiclandestina dell’Amministrazione comunale di Amalfi (sindaco e suo stretto entourage), del Governo regionale (assessore ai trasporti Ennio Cascetta e suoi accoliti) e del promotore privato dell’intervento – associazione temporanea d’imprese (ATI) capeggiata da Sacaim S.p.A - verso la realizzazione di un disegno destinato a sfigurare il volto della città e a sconvolgerne l’assetto, pregiudicando definitivamente la possibilità di un futuro contrassegnato da una migliore qualità della vita e da uno sviluppo economico ordinato ed equo. Stiamo esagerando? Magari, verrebbe voglia di dire! Andate a vedere le carte, l’ultimo documento ufficiale, contenente, con riferimento al progetto preliminare di Sacaim S.p.A e soci, proposte di modifica e richieste varie (“desiderata”), furbescamente approvato in giunta - deliberazione n. 121 del 26.06.2008 - anziché in Consiglio comunale, come sarebbe stato doveroso, per evitare il dibattito pubblico. Eh già, meglio essere prudenti, a volte le “maggioranze silenziose” escono dal loro sonno e compromettono i sogni di gloria dei grandi condottieri! Una furbata andata a segno grazie anche alla palese complicità della minoranza consiliare; addirittura, si legge nella citata delibera, il gruppo consiliare “Amalfi nel Cuore” (…per chi ci crede), che potrebbe far convocare il Consiglio comunale in qualsiasi momento per dibattere l’argomento, alla stregua di un qualsiasi cittadino o associazione, ha garbatamente inviato le proprie osservazioni all’Amministrazione, ottenendo in cambio perfino una citazione di un rigo in delibera! Ultimo documento ufficiale, dicevamo, perché intanto prosegue in gran segreto il fitto colloquio tra le parti per raggiungere un’intesa definitiva, aperta ad altri soggetti privati da legare a se, prima che inizi la seconda fase della procedura selettiva del project financing. Quest’ultimo, non ci stancheremo mai di ripeterlo, di per sé costituisce un micidiale strumento di offesa all’interesse pubblico. Mette direttamente nelle mani di imprenditori privati i beni della collettività (nel nostro caso parte del centro storico e del suo mare, con gravi implicazioni sul piano economico, sociale e politico) perchè progettino nuove grandi opere, sovradimensionate e sorde alle esigenze dei territori. Il tutto poi sarà gestito, a fini di puro profitto, per un tempo sufficientemente lungo. Ma chi sono gli altri soggetti privati destinati ad essere coinvolti? Sono gli attuali titolari (o parte di essi) delle concessioni portuali (lo dice la stessa delibera 121/2008) e la società Sled S.p.a. che, in veste di concorrente della Sacaim S.p.A, ha partecipato alla selezione del promotore privato dell’intervento. Le ragioni dell’operazione sono evidenti: questi soggetti potrebbero dare non pochi fastidi nel prosieguo della partita in corso, fino al punto da pregiudicarne l’esito. Soprattutto quando si arriverà alla fase decisiva, cioè l’individuazione, mediante nuovo concorso, del progetto esecutivo dell’intervento, quindi del soggetto cui sarà affidata in concessione per trentasei anni la gestione delle nuove strutture portuali con annessi e connessi. Meglio venire a patti, quindi. L’accordo con la lobby dei concessionari c’è già (è sempre la delibera citata a lasciarlo intendere); se così non fosse, del resto, perché “Amalfi nel cuore”, dopo aver minacciato sfracelli, sarebbe divenuta apertamente connivente con l’Amministrazione? I soggetti candidati a mettere le mani sulla città sono aumentati, dunque, e aumenteranno ancora. Tempi duri, molto duri, si annunciano. Di fronte a tutto ciò non si può restar fermi. Venendo al merito del documento allegato alla delibera di G.C 121/2008, va rilevato che esso ricalca sostanzialmente il precedente, da noi già esaminato nel manifesto dell’agosto 2008, e, a sua volta, assoggettato alla logica del progetto preliminare della Sacaim S.p.A., cioè alla logica delle grandi opere speculative. D’altra parte, visto che il punto di partenza del percorso è rappresentato dall’adesione incondizionata all’avviso pubblico regionale del 2005, che ha messo in moto la procedura per la “Riqualificazione del waterfront…etc”, anche sulla scorta dell’abnorme studio di fattibilità approvato dalla stessa Amministrazione comunale nel 2003, di cosa ci si dovrebbe stupire? Comunque, tra tante vaghezze, incongruenze, buone e cattive intenzioni, due novità, certo non positive, ci sembrano meritevoli di menzione: al punto 1 del documento si legge che, al fine di evitare il “prolungamento del molo di sottoflutto esterno” (“darsena”), “potrà prevedersi il prolungamento del molo di sopraflutto” (“Porto”) o, in alternativa, del “molo interno della darsena”(“Pennello”). Insomma si continua a giocare con i moli, come se fossero soldatini di piombo, e non si dice che con questa proposta, per realizzare i nuovi posti barca, o si torna al mostro dello studio di fattibilità del 2003 (prolungamento di 245 metri del “porto”) o si fa nascere un nuovo mostro, al posto del “Pennello”! Ai punti 7 ed 8, per incrementare le entrate del Comune, si propone l’aumento dei posti macchina nell’area porto attraverso l’ampliamento della berma esterna e una nuova autorimessa sotto il piazzale dei Protontini. Evidentemente, si ritiene che siano insufficienti il traffico attuale e il relativo inquinamento atmosferico, con tutto ciò che ne deriva! Noi, checché ne dica il signor sindaco, non siamo i fautori dell’immobilismo. Dal 2003 caldeggiamo modesti interventi strutturali, dall’impatto minimo o nullo, al fine di elevare il livello di sicurezza del bacino portuale e di risanare l’area di piazzale dei Protontini, potenziando la rete dei servizi pubblici e privati; nel contempo sottolineiamo la necessità di rimettere ordine nella gestione delle attività portuali assicurando qualità, trasparenza e certezza di diritti. Non desistiamo, andremo avanti assumendo nuove iniziative aperte al contributo di quanti condividono questa impostazione. Ci permettiamo, in conclusione, di offrire un suggerimento al sindaco di Amalfi e alla sua Amministrazione: cambino strada, i “desiderata” ed i contatti segreti con il promotore privato e quant’altri non portano da nessuna parte. Si mettano sulla strada della democrazia e della trasparenza rimuovendo gli ostacoli alla consultazione popolare referendaria sull’argomento, così come da noi più volte proposto. È questa l’unica scelta ragionevole, oltre che doverosa, non per azzerare ogni iniziativa, ma per dare avvio alla ricerca di soluzioni nuove, in sintonia con la storia, la bellezza, la vocazione turistica e il diritto al futuro della città di Amalfi Stanislao Balzamo Pietro P. Buonocore 3 AMALFI Porto, si imbastisce la tela del grande compromesso I tessitori, Sacaim Spa e nuovi speculatori da una parte, sindaco De Luca e suo entourage dall’altra, con la regia dell’assessore regionale Cascetta, sono all’opera per cercare un’intesa nelle segrete stanze dei bottoni. Noi proponiamo con forza una soluzione alternativa che possa essere valutata anche dal popolo sovrano di Amalfi, finalmente reso protagonista del proprio futuro mediante un referendum popolare. La procedura della finanza di progetto per la riqualificazione del waterfront e del porto turistico di Amalfi continua a essere un mistero per gli amalfitani. Tra l’altro nessun amministratore o dirigente del Comune ha mai fornito uno straccio di spiegazione pubblica e obiettiva sul perché Sacaim S.p.a. sia stata scelta come soggetto promotore. La commissione di presunti saggi regionali e locali (ing. Marini e dott. Anastasio) avrà giudicato il progetto migliore rispetto all’altro concorrente (presentatto dalla Sled) dal punto di vista architettonico? A sentire le voci degli amalfitani, pare proprio di no visto che contrarie, inizialmente, a tale progetto sono state più parti. Ma allora i presunti saggi cosa hanno valutato? Ovvio hanno guardato innanzitutto alla redditività economica dell’opera, insomma sarà pure una colata di cemento e ferro, ma alle casse del Comune (e innanzitutto a quelle della Sacaim S.p.a.) conviene. Alla Sacaim che per circa trent’anni si frega le mani in vista di affari d’oro, fra club house, ristoranti e non ultima la stazione di carburanti che tanto rende, come qualche imprenditore a destra ben sa! Insomma Sacaim ha presentato un progetto, preceduto da uno studio di fattibilità made in Siola, che indigna per il compenso: euro 40.000. Ma i saggi locali, allora, di chi facevano gli interessi? È forse un caso che Sacaim costruiva già i parcheggi “Luna Rossa?” È forse un caso che Sled non sia mai stata in gara tanto da far pensare ad un convitato pro-forma? È forse un caso che il rifacimento del water-front poteva essere fatto in economia, con i due milioni di euro pubblici del POR 2000-2006, senza consegnare il porto e il paese a nuovi speculatori? È forse per caso che il project-financing è divenuto lo sbocco premeditato-necessitato, pienamente conforme alla visione di sviluppo portuale dell’Assessore Regionale Cascetta? È sempre un caso che in campagna elettorale De Luca e Cascetta abbiano sponsorizzato tanto (nello sforzo di rendere accettabile l’incredibile!) la faraonica Porta del mare ad Amalfi? Anche i ricercatori della Banca d’Italia sottolineano come la Campania sia la Regione che di più utilizza la procedura, e concludono pure loro con un interrogativo “Le amministrazioni più attive nel Project financing sono quelle più competenti, o quelle che ne hanno maggiore necessità, dato il gap infrastrutturale; o cos’altro? E qual è la performance di questi progetti, in termini di tempi di consegna, rinegoziazione del contratto, qualità del servizio? Perché in Italia il 53,3 per cento delle iniziative muore prima del completamento delle procedure?” In quel cos’altro nella non lontanissima Napoli un ingegnoso imprenditore a nome Romeo ha costruito un sistema a fregatura costante per i cittadini. E in quel 53,3% di mancato completamento di procedure, ci sono prezzolatissimi studi di fattibilità per professionisti compiacenti, progetti preliminari senza né capo né coda, consulenze in commissioni che valutano chissà che cosa. Costosissima carta straccia. Per gli stranieri resteremo ancora per molto un mistero.
Pietro Buonocore
Stanislao Balzamo