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23/06/2006

Minori raid teppistico alla sede di An

MINORI
Raid teppistico alla sede di An

MARIO AMODIO Minori. Da mesi si danno battaglia a colpi di simboli e di slogan. E a pagarne le conseguenze sono i muri della Costiera, barbaramente imbrattati con vernice di colore nera e rossa. E non è ancora chiaro se gli autori degli atti di inciviltà siano davvero militanti di destra e di sinistra, impegnati in questa singolar tenzone. Oppure semplici vandali col cattivo gusto di mostrare una faccia della Costa che non c’è. Vale a dire, quella di una forte contrapposizioni ideologica, che in Costiera non è mai esplosa neppure nei tempi più bui della Repubblica. Fatto sta che lo spettacolo proposto sui muri che costeggiano la statale, da Amalfi fino a Minori, ha ormai superato i limiti della decenza. E non bastano più neppure gli altolà delle rispettive forze politiche finora intervenute solo per stigmatizzare il fenomeno. Già, perché se non si pone un freno al dilagante imbarbarimento del botta e risposta, fatto di croci celtiche e falci e martelli, il rischio diventa davvero grosso. E il campanello d’allarme, dopo i messaggi indirizzati ad esponenti del centro sinistra (“morte ai rossi”, “Prodi boia”, “Luxuria a morte”) ma anche a quei valori democratici come ad esempio la festa della libertà, cancellati e puntualmente ricomparsi, è l’atto di teppismo contro la sede di Minori di Alleanza Nazionale. Qui, davanti alla vetrata di ingresso, ignoti hanno disegnato con vernice arancione il simbolo della classe operaia e della masse contadine con un messaggio ritenuto intimidatorio: «Okkio fasci». L’episodio, che si è verificato nella notte tra venerdì e sabato scorsi, sembrerebbe una replica ai numerosi slogan di matrice estremista ricomparsi lungo la strada statale e contro cui il circolo territoriale di Rifondazione Comunista ha sporto denuncia sottolineando come iniziative del genere «tendono a destabilizzare l’ambiente col rischio di generare inutili pulsioni». E all’indomani dell’atto vandalico contro la sede An di Minori arriva anche la condanna del responsabile provinciale secondo cui l’episodio «desta preoccupazione e rappresenta un atto deprecabile figlio di un terzo mondo ideologico e culturale».

Il Segretario del circolo territoriale del Partito della Rifondazione Comunista “R. Francese”, Stanislao Balzamo, in merito alle scritte comparse di recente sui muri della Costiera, dichiara:

“le scritte inneggianti un passato più buio e doloroso del nostro paese, che denigrano momenti di unità nazionale come la festa della liberazione,  che, addirittura, rievocano i motti delle milizie naziste o i simboli dell’epoca fascista, costituiscono un’offesa al patrimonio di valori condivisi caratterizzanti la nostra Repubblica democratica, oltre che a rappresentare un ingenuo tentativo di destabilizzare la pace sociale.

Il Partito della Rifondazione Comunista, nella forte speranza che tali gesti siano solo frutto della stupidaggine di un singolo incosciente, piuttosto che un atto studiato a tavolino da un branco politicamente guidato, consapevole della violenza del messaggio, indignato, condanna a voce alta simili  azioni, come già successo in passato.

Noi, strenui sostenitori di una Pace tout court, da sempre a difesa dei più deboli, ispirati e guidati nell’onesta azione politica da principi di uguaglianza e libertà, non ci lasciamo adescare in una “corsa al ribasso” (race to the bottom) che potrebbe sfociare in un inutile quanto anacronistico conflitto ideologico-sociale, combattuto a colpi di spray che arreca un grave danno all’immagine della costiera.

Pertanto, riteniamo opportuno, come cittadini e come comunisti, di prendere le distanze da tutti gli imbratti vandalici, di qualunque colore essi siano.

Nella speranza che simili azioni non si ripetano, ci appelliamo al buon senso dei cittadini e degli amministratori locali, affinché la Costiera Amalfitana continui ad essere culla di storia e tradizione libertarie.





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