
In questi giorni si fa accenno spesso alla crisi economica che ha colpito gli Stati Uniti e di riflesso anche l’Europa e il nostro bel paese.Si attuono strategie per incentivare il settore automobilistico,degli elettodomestici.Ma molto spesso uno dei settori portanti della nostra economia se non il più importante è dimenticato.Poco o nulla si fa per per il turismo , valorizzare le nostre risorse ambientali e culturali.La Costiera amalfitana ne è un esempio emblematico. Si ritiene a torto che la bellezza basti ad attirare i turisti, ma non siamo capaci nemmeno di conservare e tutelare il nostro territorio a vocazione turistica , che deve anche essere competitivo più di ieri con paesi la cui industria turistica si sviluppa sempre più.Per raggiungere la Divina Costa d' Amalfi ci sono due vie ,la statale 163 e la strada provinciale che conduce al Valico di Chiunzi .La statale ha l’annosso problema della viabilità dovuto alle sue caratteristiche morfologiche ma soprattutto alle dimensioni e quantità dei pullmann che la attraversono.Negli ultimi anni si è comunque ovviato con l’utilizzo di ausiliari del traffico ma non è sufficiente.La strada per Chiunzi che costituisce una valida e unica alternativa alla strada costiera,oltre alla via mare ovviamente, però è un’esempio di incuria, di abbandono vergognoso e sotto gli occhi di tutti!.Scendendo dal Valico di Chiunzi ad Angri da cui si gode tra l’altro una vista incantevole si trovano aree di sosta invase dall’immondizia o preda anche di vandali che fanno scempio di pensiline e di tutto il suo arredo.Sembra quasi di trovarsi in uno scenario di guerra.Nessuno fa niente,nemmeno una pulizia ordinaria, dovrebbe essere un pugno agli occhi per chiunque la attraversa e soprattutto per i turisti , che non possono dimenticare questo spettacolo indecoroso e indegno per qualsiasi luogo ma soprattutto lo ripeto con forza per la Costiera il cui settore trainante dell’economia è il turismo.Spesso quando si discute dei problemi si pensa al superfluo e non all’essenziale.E pensare che l’educazione civica è stata tolta dai programmi scolastici,oltrettutto con lo scarso se non assente senso civico che è insito soprattutto in noi meridionali.Non dimostriamo amore per il bene comune e curiamo però le nostre proprietà private.Un paradosso assurdo.Da adulti poi è difficile che si possano ricevere i benefici di un’educazione ambientale.Si dovrebbe iniziare nell’infanzia e non quindi quando ormai è troppo tardi per ricorrere ai ripari.
Valeria Civale